2 Dicembre

Il minuto vagabondo

Era la sera di Natale. Tutti aspettavano con ansia la mezzanotte; i bambini più piccoli dormivano già sognando i regali che Gesù Bambino avrebbe portato, mentre i più grandicelli non staccavano gli occhi dall’orologio: undici e mezzo, undici e tre quarti… Ancora pochi minuti alla mezzanotte! Allora, siccome la sua assenza non faceva male a nessuno, un Minuto della notte di Natale, poco prima della mezzanotte, uscì dalla sua ora e se ne andò via da solo.

Le lancette degli orologi fecero un saltino, ma nessuno se ne accorse.

Suonò mezzanotte. Le case si illuminarono e nelle mangiatoie dei presepi fu deposto il Bambinello. Le campane si misero a suonare e la gente si raccolse nelle chiese a pregare.

Nel frattempo il minuto della notte di Natale scappato via gironzolava per il mondo. Finalmente libero! Fuggito dal ciclo del Tempo, libero di andare dappertutto!

Se ne andava qua e là per il mondo, fermandosi dove lo chiamavano: sull’otto-volante delle giostre, dove i bambini facevano due giri invece di uno; sul treno fermo in stazione, in modo che i ritardatari non lo perdessero; tratteneva il ladro quel minuto in più che permetteva alle guardie di arrivare. Gli alpinisti in pericolo resistevano un minuto in più e i soccorritori li salvavano. La maestra stava per raccogliere i compiti di matematica e la classe intera supplicava: – Ancora un minuto! – e il Minuto di Natale arrivava.

Poi si fermava sulla mano del Capo di Stato, in procinto di firmare una dichiarazione di guerra, e sul carro armato, pronto a sparare sulla folla.

Così qualcuno provava ancora a convincere il Capo di Stato, mentre sul carro armato il soldato si fermava senza sparare.

Per merito di quel vagabondo minuto di Natale, tutto il mondo viveva felice e in pace.

Ma in ogni paese qualcuno cominciò a preoccuparsi: gli orologiai, i fabbricanti di strumenti di precisione, gli astronomi si riunirono a discutere la questione.

– Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, un minuto è uscito dal Tempo, è scomparso e vaga nel mondo. Dobbiamo catturarlo o rovinerà tutti i nostri calcoli.

– Ma perché – si chiedeva un vecchio saggio – un minuto fuggito dalla notte di Natale può fare così male?

– Sfida le nostre previsioni! I treni, gli aerei, il sole e le stelle non hanno più gli orari prestabiliti! Tutti gli orologi sbagliano. Dobbiamo assolutamente prendere quel Minuto!

Il Minuto di Natale, sentendoli così arrabbiati, sorride tra sé nella sua corsa infinita. E ogni volta che uno scienziato pensa di averlo acchiappato, si posa su di lui e lo ferma. Lo ferma per un minuto, il tempo di pensare: – Perché no?

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