Crediamoci… insieme

“Se vuoi una vita felice devi dedicarla a un obiettivo, non alle persone o alle cose”

A. Einstein

Per poterla “cercare”, e tentare di agguantarla, dovremmo almeno averne un’ “idea” il più possibile precisa…

Ma, parlando di “felicità”, lo sappiamo, si procede su un terreno incredibilmente instabile: la felicità è uno stato dell’anima che ciascuno di noi raggiunge attraverso i percorsi più diversi, assecondando priorità e convincimenti del tutto personali, che possono non coincidere con quelli di altri individui.

In altre parole: ciò che rende felice me, potrebbe non essere sufficiente a rendere felice un altro. E, questo, basterebbe già a chiudere il discorso…

Ma, forse, proprio in questo si cela e si rivela, il “segreto” di una vita felice: costruisco la mia felicità, giorno per giorno, nel cammino che mi separa dal raggiungimento di un obiettivo. E non importa quanto sia importante per gli altri, questo obiettivo: ciò che conta è quanto lo sia per me.

Non rischierei, così, di subire pesanti delusioni, affidando, ad esempio, al legame con un’ altra persona (che potrebbe incrinarsi), l’essenza stessa del mio sentirmi felice, ma riducendo la questione ad un esclusivo “rapporto” con me stesso e con le mie capacità (se fallisco l’obiettivo, non potrò imputarne la causa all’essermi fidato di qualcuno…).

Certo, dedicarsi anima e corpo ad un obiettivo, per essere felice, sembra ridurre la felicità a qualcosa di fondamentalmente arido, acerbo, a tratti persino egoistico. Primo, perché, a prescindere dai nostri sforzi, non è detto che riusciamo a raggiungere l’obiettivo prefissatoci e secondo, perché togliere dalla nostra vita la serena inclinazione (che è anche “capacità”, a questo punto…), di fidarsi degli altri, fa di noi creature dall’anima relegata in cella d’isolamento…

“La felicità è la cosa più semplice: ma quanti, oggi, si affannano per trasformarla in lavori forzati”

F. Truffaut

Ecco, forse la felicità è anche questo: il coraggio di credere ciecamente nelle nostre forze, ma anche la “paura” di fare a meno degli altri, per sentirci realizzati.

by Roberto Pellegrini

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