…e sua altezza l’Arena

Dopo esserci soffermati sul Colosseo di Roma, non possiamo non spostare le nostre attenzioni allo splendido anfiteatro divenuto, nel corso dei secoli, una delle icone della città di Verona: l’Arena.

L’Arena è un anfiteatro romano situato nel centro storico della “Scaligera”. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l’architettura romana ed uno degli anfiteatri antichi giunto a noi con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri eseguiti fin dal Cinquecento; proprio per questo motivo, nonostante le numerose trasformazioni subite, esso consente al visitatore di poter facilmente comprendere la struttura di questo genere di edifici, rigorosamente soggetti alla funzione cui erano destinati ma dotati comunque di una essenziale bellezza.

Nella stagione estiva ospita il celebre festival lirico areniano, le cui stagioni si svolgono ininterrottamente dal 1913, mentre in quelle primaverile e autunnale è tappa di molti cantanti e musicisti internazionali.

La mancanza di fonti scritte circa l’inaugurazione dell’anfiteatro rende molto difficile fornire una cronologia sicura, tanto che in passato sono state proposte datazioni che vanno dal I al III secolo, anche se ormai è stato dimostrato che non può essere stato costruito dopo il I secolo. In particolare lo storico Pirro Marconi proponeva una datazione compresa tra il secondo ed il terzo decennio del I secolo, cioè tra la fine del periodo augusteo e l’inizio di quello tiberiano, mentre più recentemente Luigi Beschi propendeva per la metà dello stesso secolo.

Per riuscire a giungere a fornire una datazione più precisa dell’Arena la si è confrontata con l’anfiteatro di Pola, visto che quest’ultimo è il più simile a quello veronese sia per l’aspetto stilistico che per quello tecnico, ed inoltre appartiene alla stessa area geografica e culturale: le somiglianze sono tali da far pensare addirittura che i due siano opera dello stesso architetto e delle stesse maestranze. Per l’anfiteatro di Pola in genere la costruzione viene datata nel periodo augusteo, per cui è probabile che l’Arena sia stata realizzata all’incirca negli stessi anni.

Altri elementi che hanno aiutato a definire la possibile datazione sono le decorazioni dell’anfiteatro e, soprattutto, l’elmo che racchiude la testa in tufo a grandezza naturale di un gladiatore: nell’elmo si aprono due fori rotondi dai quali si intravedono gli occhi del combattente, mentre la celata è costituita da due parti che si uniscono esattamente nella metà del viso.

Queste paragnatidi partono all’altezza delle orecchie abbastanza sottili ma si allargano fino a coprire tutto il viso, tranne gli occhi, e sembrano tenute assieme tramite due corregge incrociate sotto il mento. Questo tipo di elmo si diffonde alla fine dell’età augustea, ovvero circa tra il 10 ed il 20 d.C., in quanto già dopo il 40 questo tipo di elmo si modifica: questo riduce l’arco di tempo in cui può essere stato costruito l’anfiteatro tra la fine del regno di Augusto e l’inizio di quello di Claudio. Considerando che le statue venivano realizzate alla fine della costruzione dell’edificio si può supporre che l’Arena fosse già completa verso il 30 d.C., come conferma lo storico Pirro Marconi.

L’anfiteatro, quindi, fece molto probabilmente parte dell’opera di monumentalizzazione compiuta a Verona nell’età giulio-claudia, che previde la realizzazione di nuove costruzioni nel foro veronese e nelle aree adiacenti, oltre alla ristrutturazione e rinnovamento delle facciate delle porte urbiche. Sia l’anfiteatro di Verona e quello di Pola sono quindi precedenti alla costruzione del Colosseo: questi furono due episodi importanti nello sviluppo di questo genere di edificio da spettacolo e furono fondamentali per affinare le tecniche costruttive che avrebbero permesso successivamente di realizzare il più grande anfiteatro dell’Impero a Roma.

La storia dell’anfiteatro nell’antichità è per lo più sconosciuta, anche se si possono trarre alcune notizie dai fatti che coinvolsero Verona romana. La città fu coinvolta nella guerra fra Vitellio e Vespasiano: quest’ultimo, infatti, scelse la città come fortezza poiché circondata da campi aperti in cui poteva utilizzare la cavalleria. La cinta muraria cittadina era però ormai inservibile proprio per la presenza dell’anfiteatro poco fuori dalle mura, per cui decise di costruire un vallo e di far scavare l’Adigetto, un lungo fossato a sud del centro abitato, utilizzato anche nel Medioevo. La realizzazione di quest’opera è dunque la conferma che nel 69 d.C. l’anfiteatro era già stato costruito.

L’imperatore Gallieno fu impegnato in lunghe guerre per fermare le invasioni barbariche del III secolo, durante le quali utilizzò Verona nella sua nuova tattica di difesa elastica, che vedeva i capisaldi nelle città di Mediolanum, Verona e Aquileia. Nel 265 decise quindi di ristrutturare le mura tardo repubblicane della città e di costruire un nuovo tratto di cortina lungo 550 metri per includere finalmente l’Arena, risolvendo il problema della sua posizione dominante rispetto alle mura di epoca repubblicana.

Nel 1874 Antonio Pompei compì degli scavi attorno all’Arena nel corso dei quali si riportarono alla luce le fondazioni delle mura di Gallieno, che correvano a 5 metri dall’anfiteatro. Si scoprì pure che le mura tagliavano i collettori per lo scarico delle acque piovane, anche se l’Arena poté ancora essere utilizzata per gli spettacoli in quanto si fece realizzare una soluzione alternativa: un grande pozzo centrale, la cui esistenza è stata scoperta nel XVIII secolo. Lo scolo delle acque doveva risultare comunque meno efficiente e da questo periodo inizia quindi la fase di decadenza dell’anfiteatro.

È possibile, anche se non vi sono prove certe, che l’anfiteatro fosse utilizzato anche per il martirio dei cristiani, e il marchese Scipione Maffei ipotizza che proprio qui vennero martirizzati i Fermo e Rustico nel 304, nella medesima occasione in cui il vescovo Procolo chiese di essere martirizzato ma fu invece deriso e allontanato perché vecchio.

E, per venire ai nostri giorni.

L’Arena di Verona ha ospitato le finali del Festivalbar, ma anche la finale dell’edizione 1970 di Giochi senza frontiere e la tappa conclusiva dell’edizione 1981, dell’edizione 1984, dell’edizione 2010 e dell’edizione 2019 del Giro d’Italia.

L’anfiteatro ha inoltre ospitato negli ultimi anni anche numerosi concerti di musica leggera, grazie al prestigio di questo teatro all’aperto unico nel suo genere, facendo esibire artisti italiani quali Zucchero Fornaciari (che detiene il record di 11 spettacoli consecutivi), Ligabue, Umberto Tozzi, Claudio Baglioni, Negramaro, Tiziano Ferro, Francesco De Gregori, Ennio Morricone, Adriano Celentano, Gianna Nannini, Francesco Renga, Gianni Morandi, Paolo Conte, Al Bano e Romina, Elisa, Giorgia, Laura Pausini, Modà, Renato Zero, Pino Daniele, Marco Mengoni, Pooh, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Il Volo e internazionali quali Roger Waters, Frank Sinatra, Pink Floyd, Bob Dylan, Elton John, David Gilmour, Duran Duran, Chicago, Deep Purple, Black Sabbath, Sting, Rod Stewart, Anastacia, Paul McCartney, Alicia Keys, Kiss, Björk, Simple Minds, The Killers, Muse, Pearl Jam, One Direction, Michael Bublé, Adele, Charles Aznavour, Leonard Cohen, 5 Seconds of Summer, Spandau Ballet, Peter Gabriel, The Who, Mumford & Sons, Cellos, Scorpions, Evanescence.

Il 22 febbraio 2026 l’Arena ospiterà la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi olimpici invernali.

a cura di Roberto Pellegrini

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