Interminati spazi…

La Terra è fragile, ma la vita sopravviverà. A rischio è l’uomo. “: con queste brevi, ma intense parole, il nostro Luca Parmitano ha voluto sintetizzare le sue riflessioni, maturate nel corso della sua ultima missione nello spazio (duecento giorni nella Stazione Orbitante Internazionale), conclusasi col suo spettacolare rientro, qualche giorno fa.

Avere la rara opportunità di vedere il nostro pianeta da lontano; coglierne la reale dimensione; capire che quella “palla azzurra” è una delle tante “sfere” disseminate nell’universo, è un’esperienza che lascia un segno profondo.


Lo diceva già Buzz Aldrin, al suo ritorno dalla celeberrima missione dall’Apollo 11, nel luglio del 1969, che portò l’uomo sulla Luna, quando raccontò delle fortissime emozioni che suscitò in lui vedere la Terra da lontano, capire che, guardandola da un oblò, poteva essere “nascosta” da un pollice…


Già… : la nostra vita; le nostre storie; tutto ciò che siamo, come genere umano, nascosto da un pollice… E tutt’intorno, il nulla…

Prodigi delle prospettive…? Suggestioni metafisiche? Chissà.

Quel nulla, che fa pensare agli “interminati spazi… e sovrumani silenzi… e profondissima quiete”, di cui ci inebria e ci sconvolge Leopardi, nel suo “Infinito”…


Un nulla che ci raccoglie; che ci ricorda e ci insegna, quanto, in realtà, siamo fragili, sospesi, come siamo, in un eterno mistero… Che ancora non conosciamo.

by Roberto Pellegrini

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