Una leggenda del mare: Joshua Slocum

La mitica barca a vela rossa, grazie alla quale il grande Bernard Moitessier, nel 1968 entrò nella leggenda (come abbiamo visto qui), sì chiamava Joshua…

Bernard volle battezzare la propria imbarcazione, con il nome di uno dei più grandi navigatori di tutti i tempi: Joshua Slocum.

Il capitano Joshua Slocum nacque nella contea di Annapolis, in Nuova Scozia, nel febbraio del 1844. Fin da giovane fu attratto dal mare, e all’età di 14 anni si imbarcò come cuoco su di un peschereccio locale. Nel 1860, dopo che la madre morì partorendo l’undicesimo figlio, Joshua, allora sedicenne, lasciò definitivamente la sua casa e si arruolò su una nave mercantile a vele quadre. Conobbe un capitano, un uomo che fece una scommessa su di un mozzo ignorante di sedici anni, iniziando ad insegnargli i segreti della navigazione, del carteggio e della navigazione astronomica.

Slocum amava queste cose, imparava in fretta e dopo soli 2 anni divenne secondo ufficiale. Nel 1869, a 25 anni, ebbe il primo comando, su una goletta. Attraversò il Pacifico da San Francisco all’Australia, passando per Cina, Giappone e le Spice Islands (Isole Molucche). Fu durante questo viaggio che incontrò Virginia Albertina Walzer, che sposò a Sydney il 31 gennaio 1871. Virginia navigò sempre al fianco di Slocum, dando alla luce tre figli e una figlia, partorendo ogni volta in nave e morendo all’età di 35 anni il 25 luglio 1884. Fu sepolta a Buenos Aires.

Dal 1882 al 1884 Joshua Slocum fu comandante e comproprietario della Northern Light. Guadagnava bene e quando vendette la sua quota della Northern Light acquistò l’Aquidneck, un brigantino a palo di 326 tonnellate, con cui navigò fino alla fine del 1887, subito dopo Natale quando, costeggiando il Brasile insieme alla seconda moglie Henrietta Elliot e i figli del suo primo matrimonio, mancò una virata e l’Aquidneck si incagliò in un bassofondo sabbioso nella baia di Guarakasava. La sua nave giacque là, distrutta; nessuna vita fu persa, ma i suoi averi per intero.

Dopo aver pagato e congedato l’equipaggio, Slocum si rifiutò di ritornare a casa come un naufrago. Si mise così al lavoro e costruì la Liberdade. Era un incrocio tra un dory e un sampan giapponese, con la velatura di una giunca cinese. Tre stili di imbarcazione ben noti ad un marinaio dell’esperienza di Slocum, caratterizzati da una comune semplicità di progetto e realizzazione. Venne battezzata Liberdade, in ricordo della libertà degli schiavi brasiliani: il giorno del varo, infatti, coincise con la data della loro emancipazione.

Joshua, Henrietta e due dei figli condussero la Liberdade fino a Washington, per 5.500 miglia. Qui si concluse la carriera professionale del capitano Slocum. Era iniziata l’era delle navi a vapore, ma l’anima di Joshua era legata alla vela. Si diede quindi alla penna, e scrisse il suo primo libro Viaggio della Liberdade, di cui autofinanziò la pubblicazione, ma che non ebbe successo.

Per i due anni successivi lavorò come maestro d’ascia, fino ad un giorno di mezzo inverno del 1892, quando iniziò la storia del leggendario Spray. Tornato a casa, completamente rovinato, ebbe una strana offerta da un vecchio comandante cacciatore di balene: gli regalava il suo sloop in disarmo. Il giorno dopo scoprì che si trattava di un relitto. Ricostruì da solo lo Spray, così si chiamava quel vecchio legno risalente al 1801, scrivendo nel suo libro: “Lo feci saldo, robusto e bello. Chiglia, braccioli e ordinate di dura quercia. Il fasciame era di pino della Georgia, spesso tre centimetri e mezzo. Le impavesate fatte con scalmotti di quercia bianca, i corsi di coperta di pino bianco”.

La sera del 24 aprile 1895, Slocum salpò con lo Spray da Boston senza una meta precisa. Tre anni, due mesi e due giorni dopo, il 27 giugno del 1898, dopo una traversata di circa 46.000 miglia, alle 01:00 gettò l’ancora nel porto di Newport. Aveva circumnavigato il globo, da est verso ovest, passando per lo stretto di Magellano e la Terra del Fuoco.

Il suo terzo libro Solo, intorno al mondo ebbe un buon successo e permise a Slocum di acquistare la sua prima casa in terraferma. Come tutti i grandi miti della storia, la sua morte è avvolta nel mistero. Nel 1909, all’età di 65 anni, Joshua Slocum salpò per l’ultima volta con lo Spray verso le Indie Occidentali. Non arrivò mai, e né Joshua Slocum né lo Spray furono più ritrovati. Fu dichiarato morto nel 1924.

a cura di Roberto Pellegrini

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