Come un faro nella notte…

Alla fine, un dannatissimo passo alla volta, ci siamo arrivati: nostro malgrado, e nella piena consapevolezza dell’opportunità sacrosanta di certe drastiche restrizioni alle nostre abitudini, ci stiamo adattando a questa nuova (e, speriamo tutti, momentanea), forma di convivenza.

Ci si incontra assai di rado, ormai, perché – giustamente – si esce pochissimo; e quando questo succede, ci si saluta frettolosamente, “riconoscendosi” da quel poco che le “introvabili” mascherine ci lasciano “intuire” del volto di chi abbiamo incrociato…; si focalizzano dettagli: quel paio di occhiali, quegli occhi azzurri, il berretto col pompon, quel cappotto particolare, quel colore dei capelli, il cagnolino che ci fa sempre le feste, quando ci vede… Una vita di relazione, insomma, che sta imparando a correre sui dettagli, ad accontentarsi del minimo che ciascuno di noi può offrire di sé all’altro, in una simile circostanza.

Il grande Eduardo diceva: “’Ha da passa’ ‘a nuttata!”.

E noi, tutti noi, questo stiamo aspettando, con un’incrollabile fiducia nel futuro: che questa “nottata” passi; che svanisca una volta per tutte; che si porti via, per sempre, il ricordo di un brutto incubo, di una tenebra sporca, inaspettata, che nessuno di noi avrebbe mai immaginato potesse calare proprio sulle nostre spalle, che sta imbrattando di “nero” i colori di una Primavera già alle porte…

Nel frattempo, non possiamo fare altro che lasciarci guidare dalle uniche “Luci” che abbiamo, che sono, innanzitutto, i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario, di cui non sarà mai superfluo elogiare l’abnegazione (e di cui dovremo ricordarci, a tempesta passata…).

Quindi i volontari (“angeli” senza ali…), la classe politica, i sindaci e le autorità cittadine tutte, i Sindacati, i datori di lavoro, le forze dell’ordine, i Dirigenti e i responsabili scolastici, con tutto il personale, chiamati a far fronte a un’emergenza tutt’altro che semplice da gestire…

E ancora, gli insegnanti “in cattedra” virtuale, accanto ai propri “ragazzi”, grazie alle migliori tecnologie; i lavoratori e tutta la gente comune, a vario titolo coinvolta a farsi carico della propria “fetta” di “sacrificio” (penso ai genitori con i figli a casa…), e di responsabilità. Ma come non dimenticare qualcuno…?

Siamo tante “fiammelle”, insomma: sentiamoci così…; insieme sapremo illuminare una “via d’uscita”.
Come un faro nella notte…

P.S. #iorestoacasa

by Roberto Pellegrini

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A fronte della situazione drammatica che ognuno di noi sta vivendo la Redazione del blog ha deciso di sospendere momentaneamente le pubblicazioni.

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