Tra Passato e Futuro?

Chi “conosce” davvero il Tempo? Ecco come potremmo sintetizzare (riducendola all’osso), l’antica questione che ci lega, inestricabilmente, alla dimensione temporale, così sfuggente e che, tuttavia, contiene e avvolge, ogni attimo della nostra esistenza…

Affascinando chiunque, in un labirinto di ipotesi e studi sul tema.
Ma il Tempo è “sconosciuto”: lo si intuisce; lo si percepisce; lo si immagina; lo si inventa. Ma non lo si conosce veramente.

Non conosciamo il Presente, infatti, per quanto sia facile illuderci del contrario, dal momento che il Presente “puro” (fissità immota), non esiste, trattandosi, in realtà, della mera percezione del movimento di “qualcosa”, da un punto (Passato), verso un altro punto (Futuro); di un “quid” che “è già stato”, o che “non è ancora”…

L’idea che coltiviamo del Tempo, si riduce e si sviluppa, in sostanza, dall’intuizione di un attimo che esiste nella sua proiezione in avanti, ma non esiste più nel “passo” appena compiuto.

Ciò che ci è utile definire “Presente”, per poter individuare, quindi, l’idea madre “Tempo” (e le sue espansioni, nei concetti di “Infinito” ed “Eternità”), non sarebbe altro che il “punto di contatto” tra l’ultimo istante del Passato ed il primo del Futuro.

by Roberto Pellegrini

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