L’amore di una… Sirena

Quand’ero bambino credevo che esistessero davvero, le Sirene, e quando arrivava l’estate non vedevo l’ora di partire per il mare (il “solito”, incantevole mare, del “solito”, piacevole paese del Cilento), per riprendere la mia “ricerca investigativa”, nella speranza (finalmente!), di un avvistamento. Un po’ come la storia di Loch Ness, in fondo…

Ricordo che quando i pescatori, al tramonto, tiravano le loro “stanche” reti, sulla spiaggia, noi ragazzini accorrevamo curiosi per vedere se, per caso, una Sirena non fosse rimasta intrappolata (e ovviamente, ci saremmo subito prodigati per salvarla: c’è anche da dirlo?).

Come tutti sappiamo, una Sirena è un’affascinante creatura leggendaria acquatica con l’aspetto di donna nella parte superiore del corpo e di pesce in quella inferiore, che appare principalmente nel folclore europeo, ma che trova comunque figure affini in altre culture. C’è una bella leggenda irlandese (una delle tante, a dire il vero), sull’argomento: ve la voglio raccontare…

La Sirena innamorata

C’era una volta una barca di pescatori, che si erano spinti troppo al largo a causa del forte vento. Giunti oltre le imponenti e minacciose scogliere di Moher, si sentivano perduti e la vista di una sirena, seduta su uno scoglio, enfatizzò le loro paure. Cercarono di allontanarsi ma la sirena continuava a seguirli intonando un malinconico canto d’amore. E più lei cantava e più il vento soffiava forte, e più lei piangeva e più le onde si alzavano alte.

Il capitano, uomo di grande esperienza, dopo poco tempo capì cosa stava succedendo e riunì i suoi marinari in coperta per spiegare loro la situazione.


“Questa sirena si deve essere innamorata di un marinaio dell’equipaggio, per questo non ci vuole lasciar andare ed è così disperata. È malata d’amore”

I marinari si guardarono tra di loro increduli cercando di capire chi fosse stato oggetto delle attenzioni e dell’innamoramento della giovane creatura. Non riuscendo a giungere ad una conclusione decisero di tirare a sorte chi si sarebbe dovuto fermare a consolare la sirena per permettere al resto dell’equipaggio di tornare a casa sano e salvo.

Venne estratto Sean, un aitante giovane dai lunghi capelli ramati. Era un uomo forte, intelligente ed utile all’equipaggio perché sapeva bene come manovrare la nave anche in assenza del Capitano. Perderlo sarebbe stato un grande danno…

Così il Capitano decise di dargli una seconda possibilità: avrebbero ripetuto il sorteggio il giorno successivo. La situazione non migliorò, anzi la tempesta si faceva sempre più forte, aveva iniziato anche a piovere e lampi in lontananza squarciavano il cielo. Venne eseguito nuovamente il sorteggio, ma il nome di Sean fu sempre il primo ad uscire.

Il Capitano, ostinato, gli concesse una terza possibilità, ma ancora, il terzo giorno, fu sempre il nome di Sean ad uscire per primo. Ormai non si poteva più attendere ed i marinai erano stremati e disperati e cominciavano a nutrire odio per quel giovane che li stava conducendo alla morte, non comprendendo il perché delle attenzioni del Capitano verso di lui.

“È giusto che io vada”, esordì Sean, alzandosi in piedi.
“Per tre volte il mio nome è uscito, il destino vuole che sia io a consolare la giovane sirena. Lasciatemi con lei solo per un po’”.

E così dicendo uscì sul ponte, si diresse a poppa e dritto verso la sirena prese ad intonare una canzone della sua infanzia e mentre lui cantava, la tempesta si allontanava, i tuoni si facevano sempre più distanti ed il vento iniziava a placarsi. La sirena smise di singhiozzare ed il mare si calmò con lei. Le loro voci si sfiorarono per lunghi istanti, come se le loro anime si toccassero.

Ma non potevano restare, lui doveva andare… E la sirena comprese. Uscì un raggio di sole dalle nubi nere e la nave poté riprendere il viaggio verso casa, distante dagli scogli, distante dalla morte.

Dopo quell’avventura, Sean prese il posto del vecchio Capitano e navigò per tutta la sua vita con maestria e rettitudine, senza mai aver un incidente, uscendo sempre illeso da ogni tempesta. Ma, dopo l’incontro con la sirena, non cantò mai più.”

a cura di Roberto Pellegrini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...