Lo spettacolo dell’Arte

Il recente show virtuale parigino (ma non solo…), offertoci dall’Haute Coture, a tratti decisamente incantevole (si pensi ad esempio, al superbo lavoro presentato da Mr. Georges Hobeika), nonostante le vincolanti limitazioni imposte dal Covid, ci fornisce l’occasione per tornare su un argomento sempre molto stimolante, sempre attuale: l’Arte.


Di cosa è “fatta” l’Arte? Che cosa, realmente, vi resta “intrappolato”, “fissato” per sempre, una volta “compiuta” un’Opera (non importa di quale origine: letteratura, pittura, alta moda, scultura, musica, ecc.)?
Cosa vuole rendere davvero “esplicito” l’Artista, con il proprio lavoro e cosa, invece, vuole tenere per sé, senza rivelarlo, senza parlarne, “giocando” a lasciarlo semplicemente intuire ai più “attenti”…?

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.

Pablo Picasso

Certamente non sbaglieremmo se ci spingessimo fino a sostenere che l’Arte concretizzi l’ancestrale tentativo, operato dall’uomo, di rendere “eterno” uno stato d’animo, un’emozione; l’interpretazione personale di una particolare sensazione, “privilegiando”, in fondo, un attimo, tra gli attimi…

Fissare nel Tempo ciò che il Tempo, comunque, finirebbe per “cancellare”, fagocitando nel suo inesorabile divenire ogni aspetto dell’esistenza, sia esso “materiale”, o “spirituale”.

In tal senso, l’Arte, allora, rappresenta la “porta aperta” dall’uomo sull’eternità.

Ciò che, in un’Opera, nasce come “evento” strettamente personale (riconducibile, cioè, alla mera esperienza umana di una persona e solo di quella), una volta “condiviso” sulla “ribalta” dell’Arte, diviene “patrimonio emozionale” di tutti: valore e contributo universale, utile e finalizzato alla conoscenza di “sé”.

L’Artista, lo dicevamo, ci rende partecipi di qualcosa di molto intimo, profondo…

Questo spiega quel vago senso di “pudore” che, talvolta, accompagna l’animo di un Artista, nel momento in cui renda pubblico un proprio “lavoro”.

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

George Bernard Shaw

by Roberto Pellegrini

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