Sull’onda del destino (senza salvagente)

Resto sempre affascinato dalle acrobazie e dalle evoluzioni nelle quali sa coinvolgerci il pensiero, libero, prendendo lo spunto, o, se volete, solo l’abbrivo, dalle circostanze più disparate, dai particolari più insignificanti di una giornata; per condurci, poi, lontano, invitandoci a perderci nel “volo” di una riflessione…

Personalmente, trovo molto bella una nota canzone di Paolo Conte (interpretata con poetica intensità anche dal compianto Bruno Lauzi): “Onda su Onda”.

Ebbene, la canzone racconta della disavventura di un uomo che, una notte, nel corso di una crociera, precipita in mare, facendo naufragio e “perdendo” un amore (Sara), tutt’altro che “sconsolato” dalla disgrazia, a quanto pare. Dopo un primo momento di comprensibile disperazione, però, il nostro naufrago, approdato, nel frattempo, su un’isola da sogno, si sorprende improvvisamente grato alla malasorte che, in realtà, lo ha condotto in un vero Paradiso…

Tra frutta profumata e donne bellissime: “il naufragio mi ha dato la felicità, che tu non mi sai dar…!”, dice, infatti tra sé, il nostro protagonista, tradendo tutto, è vero, fuorché un minimo rimpianto per il passato.

A volte ci sentiamo rassegnati a portare avanti situazioni (professionali, affettive, relazionali, o d’altro genere), che non ci soddisfano; nelle quali stentiamo a riconoscerci, ma nelle quali “vogliamo” riconoscerci a tutti i costi, semplicemente perché imprigionati da una routine alla quale, così facendo, finiamo per “appartenere”, svendendo per una manciata di spiccioli la nostra libertà e, in fin dei conti, la nostra stessa vita.

Certo: trovare il coraggio per il classico “colpo di spugna” non è sempre facile; anzi: secondo me non lo è quasi mai.

Ma a volte può capitare che a darci una “mano” intervenga proprio quello stesso destino che sembrava averci incatenato e che invece, magari vestendo i panni della tanto temuta malasorte, ci aiuta a voltare pagina… In meglio…

Disegnando un sorriso, finalmente sincero, sul nostro volto…

P.S. Quindi, se state aspettando di “cambiar vita”, beh: non disperate, ma intanto assicuratevi di saper nuotare!

by Roberto Pellegrini

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