Il timo: la pianta aromatica dalla storia antichissima

Il timo è una pianta perenne, alta circa 40-50 cm, il suo fusto risulta legnoso nella parte inferiore, ma molto ramificato e forma cespugli compatti.

Il nome “thymus” deriva etimologicamente dal termine greco “thymos”, che indicava vitalità, respiro e, metaforicamente, cuore. Si narra in una leggenda che per gli antichi Greci la pianta del timo si fosse originata dalle lacrime di Arianna, piante in seguito all’abbandono dell’amato Teseo; il pianto (profumato) attirò però le attenzioni di Dionisio che la prese in sposa.

Secondo i Greci il timo era in grado di infondere coraggio e vigore fisico tanto che i soldati erano soliti tonificare il loro corpo lavandosi con acqua di timo e bevevano tisane per rinvigorire il loro animo.

Nell’antico Egitto il timo era utilizzato per l’imbalsamazione e si pensava che l’anima dei morti potesse risiedere nei suoi fiori. Certo è che nel timo sono contenute sostanze in grado di impedire la putrefazione e la proliferazione batterica.

I Romani sfruttavano le sue proprietà antisettiche per conservare derrate alimentari, per purificare l’aria negli ambienti chiusi, per aromatizzare cibi e formaggi e bruciavano la pianta, credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni. Plinio lo raccomandava come antidoto per le morsicature e il mal di testa, scrivendo: “per il mal di testa un decotto preparato in aceto viene applicato sulle tempie”.

Nel Medioevo i cavalieri erano soliti farsi ricamare sugli abiti dei fiorellini di timo perché convinti della capacità di questa pianta di infondere coraggio.

Durante il periodo rinascimentale il timo veniva impiegato per curare l’asma, le infezioni alla vescica e la tenia.

Insieme alla salvia, alla lavanda ed al rosmarino, il timo era ingrediente dell’”aceto dei quattro ladroni”, rimedio infallibile contro tutti i mali, soprattutto durante le pestilenze, come cita un’antica leggenda: “durante la pestilenza che colpì Tolosa nel 1630, quattro ladri, incuranti del rischio di restar contagiati, entravano nelle case degli appestati per derubarli di tutte le loro ricchezze. Catturati e condannati all’impiccagione, prima di essere giustiziati, svelarono al giudice qual era il segreto della loro incolumità dalla peste, in cambio della grazia da lui promessa. I ladri risposero che si bagnavano i polsi e le tempie, per due volte al giorno, con una miscela a base di erbe aromatiche, tra cui proprio il timo…”

Il timo ottimo per insaporire carni e verdure, è ricco di potassio, ferro, calcio, manganese, magnesio e selenio, inoltre contiene vitamine del gruppo B, beta-carotene, vitamina A, vitamine K, E, acido folico e vitamina X. I suoi principi attivi lo rendono efficace contro i disturbi alle prime vie aeree respiratorie, dell’apparato gastrointestinale e delle vie urinarie; esercita anche un’azione antisettica, balsamica ed espettorante.

A differenza di ciò che accade ad altre spezie, il timo non perde il suo aroma dopo l’essiccazione, anzi, il suo profumo risulta più intenso, come avviene anche per l’origano e il rosmarino.

Un pensiero su “Il timo: la pianta aromatica dalla storia antichissima

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...