Chi ha bisogno di che cosa

Mi piace, spesso, andare a vedere il vero significato delle parole e soprattutto i loro sinonimi. Questa volta, dopo aver sentito e letto molto riguardo alla sfilata che Dior ha messo in onda a Lecce lo scorso 22 Luglio, mi sono focalizzata su due termini: valorizzazione e visibilità.

Leggo sul vocabolario:

Valorizzazione: s. f. [der. di valorizzare, sul modello del fr. valorisation]. – 1. Il fatto, l’operazione di mettere in valore; conferimento di valore: la v. di una scopertala v. chimica dei carboni fossiliv. di una località come soggiorno turistico, ecc. … 2. In senso fig., esaltazione delle qualità di una persona o di cose, precedentemente trascurate: v. di un funzionariodella categoria dei tecniciprovvedere alla v. delle forestedelle coste, ecc.

Visibilità: s. f. [dal lat. tardo visibilĭtas-atis]. – 1. a. Il fatto, la caratteristica di essere visibile; la condizione in cui si trova un oggetto che può essere percepito dall’occhio: la v. di una stella;: la v. di un’insegnadi un cartello indicatore; con sign. attivo, la possibilità di percepire e distinguere, più o meno chiaramente, gli oggetti, sia nell’ambiente circostante sia attraverso un mezzo trasparente o diafano; nell’uno e nell’altro caso, la visibilità è per lo più limitata dal potere visivo dell’occhio, dalle condizioni di illuminazione dell’ambiente, dall’esistenza di ostacoli, dalle condizioni atmosferiche…

Ovviamente i due termini non sono sinonimi e ciò che erroneamente alcuni giornalisti – anche internazionali – hanno fatto è stato quello di definire la sfilata sopra citata come una valorizzazione del territorio salentino. Niente di più sbagliato! Sicuramente Lecce ha guadagnato in visibilità, ma non certo ne è uscita valorizzata; la valorizzazione è un’attività mirata a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale ed a valutarne le migliori condizioni di utilizzo.

Chi ha guardato la sfilata ha visto una serie di luminarie costruite ad hoc e ribassate per soddisfare esigenze fotografiche che oscuravano le magnifiche facciate barocche della meravigliosa Piazza Duomo leccese; a questo si aggiunga 15 giorni di inagibilità della Piazza completamente chiusa per essere allestita e, peggio del peggio, l’episcopio adibito a spogliatoio per modelle.

Questo genere di “valorizzazione” grida vendetta.

Sulle luminarie campeggiava la frase “Assenza della storia” di ispirazione femminista, ma mi viene da dire particolarmente indovinata per l’occasione perché la storia del barocco leccese era proprio assente.

Non è la prima volta che sfilate di moda si svolgono in scenari particolari, mi vengono in mente quelle tenute in Piazza di Spagna od in Piazza Navona, ma a nessuno è venuto in mente, per usi commerciali, di oscurare la facciata di Trinità dei Monti o la Fontana dei Quattro Fiumi.

Care autorità politiche e religiose di Lecce, invece di accordare la cittadinanza onoraria alla direttrice artistica della Maison Dior e dispensare permessi per oscurare le vestigia religiose barocche, ripassatevi il Codice dei Beni culturali e del paesaggio, perché non è certo Lecce ad aver bisogno di Dior per essere valorizzato, semmai è proprio il contrario.

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