Quaquaraquà

Mio nonno, uomo d’altri tempi (e non soltanto “letteralmente”), parlando degli uomini era solito dividerli in due “categorie” (Leonardo Sciascia, nel 1961, credo, nel suo “Il giorno della civetta”, ne individua ben cinque, invece…): uomini “tutti d’un pezzo” e “quaquaraquà”.

Mi ricordo che una volta domandai cosa fosse un “quaquaraquà”. Il nonno, allora, mi spiegò che quando un uomo prende una decisione; opera uno scelta; o si schiera convinto da una parte e poi, subendo l’influenza di qualcosa o qualcuno, torna sui propri passi, adottando le posizioni delle masse, ecco: quello è un quaquaraquà.

Di anni, da quella semplicistica spiegazione, ne sono corsi parecchi (anzi, troppi…), ma il suo valore credo sia ancora intatto.

Ci vuole “carattere”, oggi come allora, per mantenersi coerenti con le proprie convinzioni, snobbando il giudizio, o il biasimo di quanti vorrebbero persuaderci di aver scelto lo “schieramento” sbagliato.

E non è solo una questione di “attributi”, ma anche, e forse soprattutto, di “forza” delle idee. Che poi, in fondo, è sempre l’”attributo” più nobile…

Del resto, la forza delle nostre idee si alimenta della nostra stessa forza; meglio: la forza delle nostre idee è l’immagine precisa della “forza” che siamo…, con la quale ci presentiamo al mondo.

Per “remare” controcorrente non è sufficiente una buona barca: ci vogliono… le “braccia” buone.

by Roberto Pellegrini

4 pensieri su “Quaquaraquà

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