L’ “insidia” nel… labirinto

Quand’ero studente, tra i miti che maggiormente solleticavano la mia fantasia c’era quello del Minotauro e del suo incredibile scontro con Teseo, nei meandri “imprevedibili” del labirinto di Cnosso, a Creta.

Mi “ipnotizzava” l’idea di quell’essere mostruoso, in parte uomo e in parte toro che seminava il terrore; rimanevo stupito dal coraggio di Teseo, appoggiato dall’amata Arianna, divenuta celeberrima per il suo proverbiale “filo”, che guidò l’eroe nel labirinto.

Ma come andarono, veramente, le cose?

Cnosso è il più importante sito archeologico dell’età del bronzo di Creta. Sorge nella parte centrale dell’isola di Creta, a circa 6 km dal mare.
Fu un importante centro della civiltà minoica (la civiltà cretese dell’età del bronzo). Il palazzo di Cnosso è legato ad antichi miti della Grecia classica, come Minosse e il labirinto costruito da Dedalo, e quello di Teseo e il Minotauro. Questa leggenda racconta che Minosse, re di Creta, abbia fatto costruire un labirinto per chiuderci dentro il Minotauro nato dall’unione di sua moglie con un toro. Questo essere mostruoso aveva la testa di toro e il corpo di uomo. Ogni anno bisognava dare 7 fanciulli e 7 fanciulle in pasto al Minotauro nel labirinto.

Minosse, re di Creta, non era ben visto dalla popolazione cretese in quanto il suo vero padre non era il re precedente, Asterione, bensì Zeus. Il re, disperato, pregò Poseidone, il dio del mare, di inviargli un toro come simbolo dell’apprezzamento degli dei verso di lui in qualità di sovrano, promettendo di sacrificarlo in onore del dio. Poseidone acconsentì e gli donò un bellissimo e possente toro bianco di gran valore. Vista la bellezza dell’animale, però, Minosse decise di tenerlo per le sue mandrie e ne sacrificò un altro. Poseidone allora, per punirlo, fece innamorare perdutamente Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Ella riuscì a soddisfare il proprio desiderio carnale nascondendosi dentro una giovenca di legno costruita per lei dall’artista di corte Dedalo. Dall’unione mostruosa nacque il Minotauro, termine che unisce, appunto, il prefisso minos ovvero “re” con il suffisso taurus ovvero “toro”. Il Minotauro aveva il corpo umanoide e bipede, ma aveva zoccoli, pelliccia bovina, coda e testa di toro.

Era di carattere selvaggio e feroce, perché la sua mente era completamente dominata dall’istinto animale, avendo la testa di una bestia. Minosse, per impedirgli di nuocere, fece rinchiudere il violento e crudele Minotauro nel Labirinto di Cnosso, costruito da Dedalo. Quando Androgeo, figlio di Minosse, morì ucciso dagli ateniesi infuriati perché aveva vinto troppo ai loro giochi, disonorandoli, Minosse decise, per vendicarsi della città di Atene, sottomessa allora a Creta, che questa dovesse inviare ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana.

Teseo, eroe figlio del re ateniese Egeo, si offrì di far parte dei giovani per sconfiggere il Minotauro. Arianna, figlia di Minosse e di Pasifae, si innamorò di lui. Alla piccola entrata del labirinto, Arianna diede a Tèseo il prezioso “filo” (un gomitolo che gli avrebbe permesso di non perdersi una volta entrato). Quando Tèseo giunse dinnanzi al Minotauro, lo affrontò e lo uccise con la spada.

a cura di Roberto Pellegrini

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