Kenzo ci ha lasciato

Kenzo Takata, conosciuto semplicemente come Kenzo, si è spento ieri intorno alle 16,00 in un ospedale parigino all’età di 81 anni.

Il suo sorriso gentile verrà portato per sempre nel cuore nel mondo della moda, così come non verranno mai dimenticate le sue sfilate spettacolari e memorabili insieme alle sue linee innovative ed alle sue fantasie coloratissime.

Kenzo Takada nella sua casa a Parigi, 24 marzo 2009 (AP Photo/Jacques Brinon, file)

Kenzo nacque a Himeji, vicino a Osaka, il 27 febbraio del 1939 in una famiglia numerosa; la leggenda vuole che il suo amore per la moda sia nato da bambino, quando rubava le riviste delle sorelle per leggerle di nascosto, ma per volere dei genitori si iscrisse alla facoltà di letteratura all’università di Kobe, questa non era la sua strada e decise di iscriversi all’accademia di moda di Bunka, a Tokyo.

La sua passione per la moda lo avrebbe portato a Parigi per fondare il marchio che porta il suo nome, capace di coniugare l’eleganza orientale e lo street-wear occidentale.

I suoi abiti erano innovativi e giocosi, con proporzioni originali e volumi ingigantiti anche grazie all’uso del cotone. Il successo arrivò quasi subito, nel 1971, quando la rivista di moda Elle pubblicò in prima pagina uno dei suoi lavori e quando la sfilata organizzata nel suo negozio attirò giornalisti di moda da tutto il mondo.

Kenzo a quel tempo non aveva accordi con fabbriche di tessuti e tutti i suoi abiti erano cuciti a mano da lui e dai suoi collaboratori, ebbe modo di raccontare: “non avevo soldi, così andavo a comprare le stoffe al Marché St Pierre di Parigi, prendevo i tessuti portati dal Giappone e li cucivo insieme”.

Lavorò molto anche sulla maglieria, genere di moda che lo consacrerà negli anni come maestro indiscusso di punti e colori, questo lo portò ad una lunga collaborazione con l’azienda italiana Miss Deanna di Reggio Emilia che oggi, per volere di Deanna Ferretti Veroni, conserva nella Modateca Deanna di San Martino in Rio tutto l’archivio storico di quella collaborazione che tanto conta e vale nella storia dello stile di ieri e di oggi.

Ci piace ricordarlo così: sorridente, colorato e scenografico.

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