Platimiro Fiorenza, l’ultimo “mastru curaddaru”

Platimiro Fiorenza è certamente più di un artigiano, tanto da essere inserito dall’Unesco nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, nel “Libro dei Tesori Umani Viventi”.

Nasce a Trapani nel 1944 ed è, come si suol dire, figlio d’arte, suo padre è un artigiano orafo e corallaio, questo permette a Platimiro di crescere nella bottega del padre e a soli sette anni di cominciare a lavorare l’oro, l’argento, il corallo ed a conoscere le pietre.

Il suo percorso lo rende depositario della più antica tecnica originale trapanese, quella dell’applicazione del corallo a retro incasso, sperimentata dagli orafi ebraici trapanesi già alla fine del XIV secolo.

La sua bottega appare simile a quella di mastro Geppetto: strumenti antichi, ritagli di storia cristallizzati, profumo di resina, colla, tela e… sul tavolo, tanti lavori appena cominciati. I suoi occhi sempre puntati sulle dita delle mani, che, come carezze, si muovono attorno a particolari quasi invisibili agli occhi dei profani.

Intorno tanti rami di corallo che sembrano attendere il loro turno per essere trasformati dal genio di Platimiro, per prendere vita, per trasformarsi in spille, collane, anelli, orecchini…

La sconvolgente sedimentazione delle secrezioni calcaree di innumerevoli colonie di polipetti, sotto le mani esperte di Fiorenza, prende anima, nuova vita, in una sfida unica nel suo genere, in un miracolo di bellezza.

Il suo laboratorio è oggi l’ultimo palcoscenico di quest’arte, il regno dell’ultimo maestro corallaro.

È conosciuto a livello internazionale da collezionisti, da musei e, da oggi, anche nell’ambiente della moda, visto che recentemente la Maison Fendi, nell’ambito del programma Hand in Hand, gli ha affidato la realizzazione di una versione della baguette, borsa iconica della suddetta casa di moda.

«Ho presentato due disegni. Hanno scelto il progetto col retro incasso, una tecnica inventata dagli artigiani trapanesi nel XVII secolo: il corallo incastonato sul metallo, in questo caso l’argento, utilizzando la tela, la colla, la ceralacca. Con i responsabili dell’ufficio stile abbiamo concordato le diverse fasi operative; poi a settembre è partito il piano esecutivo. Il lavoro più complesso è stato coniugare la rigidità dell’argento e del corallo alla flessibilità della borsa. Ora aspettiamo che l’azienda ci mandi la struttura definitiva per completarla».

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