Addio Pietro

Je n’ai pas besoin de paraitre, je suis

Non ho bisogno di apparire, io sono

Frase che racchiude in modo lapidario l’essenza di Pierre Cardin, stilista di origini italiane – naturalizzato francese, morto stamani a Parigi all’età di 98 anni.

Questa leggenda della moda, come dicevamo, era in realtà italiano, nato in una famiglia di agricoltori della provincia di Treviso costretta a trasferirsi in Francia nel 1924 per sfuggire alla povertà.

Comincia solo quattordicenne il suo apprendistato presso un sarto a Saint-Étienne, poi, giunto a Parigi, lavora prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli. Come spesso avviene non sempre le capacità vengono da tutti apprezzate ed anche quelle di Cardin non incontrano i favori di Cristobal Balenciaga che lo rifiuta, diversamente la pensa Christian Dior che lo nomina primo sarto della Maison.

Cardin fonda nel 1950 la propria casa di moda a Parigi: il suo atelier in Rue Richepanse ed il successo è immediato. La sua genialità avanguardistica rivoluziona i canoni estetici della moda di quel tempo e ne segna la storia. Antesignano in tutto, ha sfilato per primo sulla Muraglia Cinese e nella piazza Rossa a Mosca, ha vestito i Beatles, ha sdoganato l’unisex e ha introdotto nel campo della moda maschile e femminile estro e fantasia, diventando insieme a Paco Rabanne e André Courrèges, il creatore della moda futurista.

Nel 1959 Cardin realizza una collezione confezionata per i grandi magazzini parigini Printemps diventando di fatto il padre del prêt-à-porter. Questo gli costa l’espulsione dalla Chambre Syndacale, che poco dopo lo reintegra, ma Cardin, come si suol dire ironicamente: “ringrazia e si dimette”. Rompe i rigidi canoni dell’haute couture, sognando e realizzando una moda “democratica”, alla portata di tutti, ma allo stesso tempo elegante, con uno stile d’avanguardia ispirato allo spazio, in linea con i tempi che vedevano allora le superpotenze Usa e Urss in gara per la conquista della Luna. Negli abiti ricorre a forme aerodinamiche, spaziali, con colori sgargianti e tagli arditi.

Nel 1981 acquista la catena di ristoranti Maxim’s e in breve apre a New York, Londra e Pechino, a questo è legata la frase di Jean Paul Gaultier “Non lo fecero entrare da Maxim’s perché non aveva la cravatta e vent’anni dopo se lo comprò”.

Tra i tanti riconoscimenti ottenuti nel corso della sua brillante carriera, la nomina di Commendatore dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana nel 1976, Commendatore della Legion d’Onore nel 1983 e la nomina di ambasciatore dell’Unesco nel 1991.

View of some of the creations displayed as part of the exhibition ‘The 50s: fashion in France 1947-1957’, at the Fine Arts Museum of Bilbao, Basque Country, northern Spain, 10 March 2015. The show, which features more than 100 models and accessories by French designers such as Chanel, Schiaparelli, Balenciaga, Balmain, Christian Dior, Jacques Griffe, Hubert de Givenchy and Pierre Cardin, runs from 10 March until 31 August 2015. EFE/Alfredo Aldai

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