Qualche riflessione è d’obbligo

La Fédération de la Haute Couture et de la Mode, che organizza il calendario delle sfilate parigine, ha tenuto duro ed ha fatto in modo che i due eventi previsti durante il mese di gennaio (Moda Maschile ed Haute Couture) avvenissero, anche se in forma digitale.

Il Covid, quindi, non frena il carrozzone parigino legato alla moda e la Federazione fa sapere che “i risultati raccolti indicano un forte aumento di interesse per i défilé e l’intero settore moda, grazie anche  all’accellerazione dell’organismo fracese sul segmento digitale e sull’implementazione di spazi online…”

È risaputo che intorno al mondo della moda soldi ne girano tanti, ma fa certo riflettere che tutto venga sempre ricondotto ai guadagni.

In Francia, in questo momento, la situazione è allarmante, i numeri legati alla pandemia continuano a crescere in modo vertiginoso, si parla di imminenti contromisure ancora più restrittive, ma… l’Haute Couture, secondo i francesi, deve andare in onda a tutti i costi.

Perdere di vista alcuni concetti intrinsechi all’Alta Moda è a mio parere azzardato. L’Haute Couture è magia, poesia, è sognare ad occhi aperti. Ma come è possibile sognare in un momento così difficile?

Snaturare in forma digitale l’essenza di una vera e propria sfilata, espressione artistica tangibile, condensando in 3 – 4 minuti di video il lavoro di migliaia di persone che con dedizione e maestria lavorano mesi, riducendo tutto a dei calcoli e a dei profitti è un vero e proprio oltraggio, oltre che essere anche un po’ irrispettoso verso chi sta affrontando seri problemi di salute.

Si bloccano fabbriche, si chiudono negozi, si pensa ad un nuovo lockdown, ma la moda, secondo la Federazione della Moda Francese, non deve fermarsi… mai.

Questa incapacità di far prevalere l’uomo al soldo mi sconcerta!

13 pensieri su “Qualche riflessione è d’obbligo

      1. Vorrei cercare di essere più chiara, perché ho l’impressione di non riuscire a far passare il concetto. Lavoro nell’Alta Moda e le posso garantire che da sei mesi a questa parte stiamo lavorando, non ci siamo mai fermati, ovviamente con le dovute misure di sicurezza, per essere pronti “ad andare in onda” durante la settimana dell’Alta Moda parigina. Ma la situazione epidemiologica non ha permesso un regolare svolgimento dell’evento. L’Haute Couture è un’arte e come tale deve essere fruita dal pubblico. È un linguaggio che mal si sposa con i filmati digitali, perchè deve essere vissuta, toccata; il coinvolgimento del pubblico è parte essenziale dell’evento. Ora, il concetto che io volevo esprimere non c’entra niente con i posti di lavoro, è riferito al fatto che in certe situazioni è meglio stoppare, posticipare, senza insistere solo con scopi di guadagno, anche perchè il risultato è sotto gli occhi di tutti: un evento zoppo, pieno di buchi -perchè molte case di moda hanno dato forfait. Per non fare un passo indietro si è fatto peggio.

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      2. Io non sono del settore e credo di non poter capire pienamente il disagio che porta un evento zoppo. La mia riflessione puntava invece al solo conservare quel che si può adattandosi alle circostanze. Ovviamente non ne vale la pena se diventa controproducente.

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    1. Cara Paola l’Alta Moda non si è mai fermata, ci lavoro e lo so. Non sto dicendo di non salvaguardare i posti di lavoro, ma di posticipare considerato che il risultato ottenuto è che molte case di moda non hanno nemmeno partecipato, in attesa di tempi migliori.

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