Un grande impostore

Il simbolo della magnificenza britannica, ossia la corona di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, è ricca di curiosità ed in certi aspetti può facilmente essere scambiata per una leggenda fiabesca.

La storia riporta che è stata la prima corona ad essere stata vista in televisione durante l’incoronazione della giovane Elisabetta che è stata trasmessa in tv per volontà del Principe Filippo suo marito, per rendere più “popolare” il trono e avvicinare così i suoi sudditi alla famiglia reale.

Incastonati su questo pesante copricapo vi sono 2868 diamanti, 273 perle, 17 zaffiri, 11 smeraldi, 5 rubini, fra questi: lo zaffiro di Sant’Edoardo, il diamante Culligan, lo zaffiro Stuard, le perle della Regina Elisabetta I ed il Rubino del Principe Nero, oggetto appunto del nostro post.

La favolosa gemma rosso intenso del peso di 170 carati (circa 34 gr.) è uno dei più grandi impostori della storia… infatti, seppur conosciuta con il nome di “rubino del Principe Nero”, nella realtà è uno spinello rosso della lunghezza di circa 5 cm e di forma irregolare non sfaccettata.

La storia del Rubino del Principe Nero è antichissima, assai travagliata ed ebbe inizio nel XII secolo quando la gemma era nelle mani del sultano Muhammad VI. Nel 1362  Pietro I “il crudele” aveva invitato con un inganno il sultano a Siviglia per concludere un affare, ma lo fece assassinare. Nelle tasche del Sultano fu trovata questa splendida gemma. Successivamente, Pietro I dichiarò guerra al fratellastro Enrico l’Aragonese signore di Trastámara, ma trovandosi vicino alla sconfitta chiese aiuto al Principe Nero Edoardo di Woodstock, Principe di Galles, che lo salvò ed in compenso pretese ed ottenne, oltre al soldo pattuito, il Rubino di Muhammad VI. Ma non è finita qui… Il viaggio della pietra preziosa continuò con la campagna di Francia nella Guerra dei cent’anni, dove venne avvistata, sporca di terra e di sangue, sull’elmetto di Enrico V incastonata con altre gemme. Fonti storiche confermano che lo spinello sia stato presente anche sull’elmo di guerra di Riccardo III nella battaglia di Bosworth Field. Successivamente, la gemma preziosa venne fatta incastonare nella Corona Imperiale di Stato da Giacomo I nel XVII secolo, dove vi rimase fino ai tempi di Oliver Cromwell.

La storia narra che Cromwell fece smontare tutti i gioielli presenti sulla corona, vendette le pietre preziose e fuse il metallo per coniarci delle monete. La gemma venne dunque comprata da un gioielliere britannico, per poi essere rivenduta a Carlo II Stuart nel 1660 al ripristino della monarchia, ed eccoci alla fine della storia, da quel momento in poi, il falso Rubino del Principe Nero divenne parte integrante della Corona Imperiale di Stato durante il regno della Regina Vittoria, la quale fece rimodellare il design della corona secondo il suo raffinato gusto.

Nel 1851 dopo uno studio gemmologico si scoprì che il Rubino del Principe Nero è in realtà uno Spinello; il rubino è un ossido di alluminio, lo spinello è un ossido di alluminio e magnesio, ma non solo: il rubino possiede maggiore durezza ed un peso specifico maggiore dello spinello, inoltre il rubino presenta dicroismo, mentre lo spinello ha un solo indice di rifrazione.

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