31 Rue Cambon

Lo scorso gennaio la Maison Chanel ha inaugurato i suoi nuovi Saloni di Alta Moda progettati dall’interior designer parigino Jacques Grange, che ha dichiarato: “Ho cercato di dare un aspetto glamour, uno spirito ancora più couture a questi saloni. Il progetto si basa sullo studio degli archivi fotografici degli interni dell’epoca. Questi scatti sono stati il punto di riferimento. Mi piace questo tipo di approccio che mi permette di entrare in una storia che conosco molto bene. Ho cercato di rievocare i saloni così come erano una volta, ma aggiungendo un tocco artistico.”

Grange si è sforzato di riportare in vita alcuni degli elementi che caratterizzavano i locali ai tempi di Gabrielle Chanel. In particolare gli specchi che ricoprono le pareti e le colonne che ingrandiscono lo spazio con una mise-en-abyme, così come i paraventi laccati Coromandel che Chanel ha collezionato. (Coromandel è un’antica tecnica cinese di pittura a lacca. Fino a duecento strati di vernice vengono applicati sulla superficie del oggetto, dopo di che vengono creati manualmente intagli artistici sulla vernice: storie della mitologia, vita alla corte dell’imperatore o bellezza della natura.)

Ma per capire meglio, lasciamoci trasportare dalla fantasia ed immaginiamo di vivere una giornata accanto a Coco Chanel. Sebbene lei non sia nata a Parigi il suo nome è strettamente associato a questa città ed alcuni luoghi ce la ricordano e sono divenuti iconici.

Sveglia all’Hotel Ritz dove Chanel ha vissuto per 34 anni nella suite che oggi porta il suo nome.

Il Ritz è casa mia

amava dire la Gran Mademoiselle

– Votre petit-déjeuner, Mademoiselle.

È tempo di colazione… Croissant con caffè o fiocchi di avena Coco Pops e, perchè no, un bicchiere di champagne.

Ed ora incamminiamoci ammirando Place Vendome, la piazza tanto amata da Coco e che si racconta abbia ispirato la creazione del tappo di Chanel N°5 di forma ottagonale.

La piazza fu costruita in onore del Re Sole, Luigi XIV e originariamente portava il suo nome. Successivamente è stata ribattezzata Vendôme, dal nome del palazzo del grande ammiraglio di Francia Cesar de Vendome. La piazza avrebbe dovuto avere la solita forma quadrata, ma non c’erano abbastanza soldi per la costruzione e decisero di ridurla tagliando gli angoli. Questo ha dato al quadrato una forma ottagonale.

Pochi passi e raggiungiamo 31 rue Cambon, sede dell’Haute Couture Chanel dal 1918 ed oggi oggetto del restyling.

– Bienvenue chez Chanel, Mademoiselle!

La Maison ha quattro piani: al pianoterra c’è la storica boutique, al primo piano ci sono i camerini, al terzo c’è la sartoria ed al secondo l’appartamento dove Chanel riceveva gli ospiti.

Dal piano terra si snoda la bellissima scala Art Déco, classificata monumento storico dal Ministero della Cultura e ormai entrata nella leggenda. Le sue pareti specchiate permettevano a Gabrielle Chanel di assistere alle sue sfilate senza essere vista, semplicemente sedendosi scaramanticamente sul quinto scalino.

Gabrielle Chanel in the staircase at 31 rue Cambon, 1954 © Robert Doisneau – GAMMA RAPHO

Il restyling riflette uno spirito molto femminile e parigino: pareti bianche o rivestite di specchi, moquette in seta grigia dalle sfumature sottili, specchi con cornice nera su colonne, specchi convessi e tavolini con gambe in bronzo dorato di Goossens, consolle in ceramica bianca smaltata di Giuseppe Ducrot, tavolini in resina e vetro di Marina Karella, divani e poltrone rivestiti in tela bianca impunturata. Le luci, le piantane, le lampade da parete così come le plafoniere sospese in gesso e bronzo di Patrice Dangel, sono tutti di ​​colore bianco.
Nei saloni riservati agli allestimenti, grandi specchi trittici con cornici dorate sono stati installati accanto a paraventi in tessuto damascato e alle sedie di Gio Ponti. Da una parte c’è la storicità della location e il suo patrimonio evocativo, dall’altra c’è il tocco nuovo, libero e personale di Grange.

Salons Haute Couture 31 rue Cambon photo Nicolas Matheus

Per finire, entriamo come ospiti illustri nel suo appartamento, Chanel era una donna superstiziosa ed amava circondarsi di simboli. Ogni elemento all’interno del suo appartamento racconta qualcosa di lei, nulla si trova lì per caso: dai leoni alle camelie, dai cristalli agli specchi, dagli oggetti marchiati con il numero 5, la doppia C o la G, iniziale del suo nome di battesimo, ai molti oggetti con il motivo di una spiga di grano, simbolo di abbondanza e prosperità. 

L’appartamento è composto da quattro stanze: un ingresso, un salone, una sala da pranzo e uno studio, ma non c’è la camera da letto. Già, perché anche questa sera la riaccompagneremo alla sua lussuosissima suite al Ritz.

Il lusso deve essere comodo,
altrimenti non è lusso

– diceva Chanel

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