Il diamante: il re delle gemme

Affinché un minerale possa definirsi pietra preziosa deve possedere delle particolari caratteristiche, ossia: deve essere trasparente, sufficientemente duro e raro quanto basta. Il diamante possiede appieno tutte e tre le caratteristiche, ecco perché è da sempre considerato il re delle gemme. 

Dal punto di vista etimologico, il termine diamante deriva dal greco αδαμας (adamas) che significa: invincibile, indomabile, inflessibile, indistruttibile.

Alcuni greci antichi erano convinti che i diamanti fossero frammenti di stelle caduti sulla terra, altri invece credevano fossero le lacrime degli dei ed altri ancora ritenevano che il fuoco del diamante riflettesse la costante fiamma dell’amore eterno.

Gli antichi romani attribuivano a questa pietra poteri soprannaturali, tanto da credere che chi l’avesse posseduta sarebbe stato sempre protetto da malattie e brutti sogni.

Una leggenda racconta che le frecce di Cupido – dio greco dell’amore – avessero una punta fatta di diamante, pietra da un potere magico ineguagliabile e, con il passare dei secoli, i diamanti sono diventati il dono d’amore per eccellenza; di ciò era convinto anche l’Arciduca Massimiliano d’Austria che nel 1477 donò un anello con diamanti a Maria di Borgogna.

A proposito di anelli di fidanzamento, vi svelerò una curiosità: la ragione per cui le donne indossano l’anello all’anulare della mano sinistra risale ai primi Egizi che credevano che la vena amoris corresse direttamente dal cuore alla punta dell’anulare della mano sinistra.

Torniamo al diamante, la gemma più dura conosciuta dall’uomo composta da semplice carbonio, ma con un punto di fusione di 6900 gradi Farenehit (2 volte e mezzo più dell’acciaio). Fu l’austriaco Friedrich Mohs a descrivere adeguatamente la durezza del diamante rispetto agli altri minerali, sviluppando una scala composta da 10 livelli, rispetto alla quale il diamante raggiunge il livello 10.

La valutazione di questa gemma e l’apprezzamento di essa seguono i parametri delle 4C: Carat (carati), Colour (colore), Clarity (caratteristiche interne) e Cut (taglio).

Per gli amanti delle magie, riportiamo qui di seguito una “ricetta” medievale che prescriveva a chi voleva essere amato di prendere un anello d’oro con diamante e portarlo per nove giorni e nove notti sul cuore a contatto con la pelle; il nono giorno, all’alba, occorreva incidere nel metallo la parola Scheva e legare tre dei propri capelli a tre dell’amato, recitando “O corpo possa tu amarmi e che il tuo proposito riesca con lo stesso ardore del mio per virtù di Scheva“. Quindi bisognava legare i capelli all’anello e avviluppare il tutto in un pezzetto di seta: lo si doveva portare appeso al collo per altri sei giorni; nel settimo si liberava l’anello dai capelli e lo si donava alla persona amata. Buona Fortuna!!!

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