La Fonte Aretusa

Nella parte antica di Siracusa, detta Ortigia è posta una delle bellezze uniche e originali che questa città possiede, ossia la Fonte Aretusa, che i siracusani chiamano anche “Funtana re pàpiri” (la fontana delle papere), perché dentro ci vivono delle papere.

Questa fonte di acqua dolce, a qualche passo dal mare, è alimentata dalla falda freatica Iblea, la stessa che alimenta il fiume Ciane e nello specchio d’acqua semicircolare crescono gli unici papiri selvatici di tutta Europa – ricordiamo che il papiro cresce spontaneamente solo in Egitto.

Aretusa è una personaggio della mitologia Greca, era una ninfa bellissima che crebbe sotto l’ala di Artemide, sorella di Apollo e divinità della caccia e delle donzelle. Con Artemide, Aretusa apprese l’arte della caccia sino a diventare invincibile.

La leggenda racconta che durante una battuta di caccia Aretusa si allontanò dal gruppo e si ritrovò davanti uno specchio d’acqua nel quale decise di fare un bagno e mentre nuotava emerse dalle acque Alfeo, la divinità del fiume, figlio del Dio Oceano. Alfeo, incantato dalla bellezza di Aretusa le si presentò con le sembianze umane: era bellissimo e la guardava con gli occhi dell’amore. Ma Aretusa si imbarazzò, scappò invocando l’aiuto di Artemide.

La dea avvolse quindi la sua ninfa adorata dentro una nuvola che lasciò cadere proprio ad Ortigia. Cadendo Aretusa si trasformò in una fonte d’acqua dolcissima e cristallina.

Alfeo colto dalla disperazione supplicò il padre Oceano di aiutarlo. Oceano sincerato dalla purezza dell’amore che Alfeo sentiva per Aretusa divise le acque del mare Ionio permettendo ad Alfeo di raggiungere la sua amata. Aretusa non poté fare a meno di percepire tanto amore e tanta purezza di sentimento e decise di cedere alle richieste di Alfeo.

Così Artemide per sigillare il loro amore per sempre, decise di scavare una caverna sotterranea al fine di far scorrere eternamente le acque di Alfeo verso Aretusa.

Da questa leggenda si trae la credenza che la Fonte Aretusa sia portatrice di fecondità e gioia per i giovani innamorati che ne sfiorano le acque.

Il fascino della Fonte Aretusa ha ispirato, nel corso del tempo, moltissimi poeti e scrittori, come: Ovidio, Esiodo, Omero, Virgilio, Teocrito, e ancora Dante e Boccaccio, Ariosto, il Pascoli, il Carducci, Montale, Quasimodo, d’Annunzio, Milton e Alexander Pope.

“…Io non cerco che dissonanze Alfeo,
qualcosa di più della perfezione.
…Non un luogo dell’infanzia cerco,
e seguendo sottomare il fiume,
già prima della foce di Aretusa,
annodare la corsa spezzata dell’arrivo”.

Salvatore Quasimodo, Seguendo l’Alfeo

Se passate dalla Sicilia è d’obbligo una tappa.

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