Double-face

Spazio e Tempo: due dimensioni distinte, ma strettamente connesse e fortemente dipendenti l’una dall’altra, oppure un’unica, ambivalente “bolla”, all’interno della quale si sviluppa l’esistenza in senso lato?

Nella storia dell’evoluzione, ivi compresa la nostra, come e quanto è cambiato il rapporto inconfutabile tra questi due elementi, lo spazio e il tempo, appunto?

La simbiosi tra queste due “entità” è talmente profonda da indurre a ipotizzare che possano essere, in realtà, la stessa cosa, semplicemente espressa (ed esprimibile), in modo differente.

Questo spiegherebbe perché io possa considerare il “qui” (categoria spaziale), come penso all’ “adesso” (categoria temporale); l’”avanti”, come penso al “dopo”; il “dietro”, come penso al “prima”, e via dicendo, praticamente relazionandomi con il Tempo nel suo essere esclusivamente “percepito” e mai fisicamente “occupato”, o “percorso”, e con lo Spazio, invece, secondo la sua duplice natura di dimensione “percepita”, in quanto “occupata”, perché fisicamente riscontrabile.

La conseguente risultante di questo istintuale dualismo sarebbe la nostra naturale tendenza ad una sorta di identificazione, innanzitutto percettiva, delle due dimensioni in esame; identificazione (o sovrapposizione), che si realizza nell’oggettivo (e necessario), ritenere di poter muoversi nello Spazio, coinvolgendo anche il Tempo, e non viceversa.

by Roberto Pellegrini

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