…a volte ritornano

C’è una divertente sequenza del film “Scuola di Ladri”, interpretata dal grandissimo Paolo Villaggio, in cui il nostro eroe, nel corso di un duro addestramento per “diplomarsi” ladro, finisce per doversi cimentare con il lancio di un boomerang, con risultati che vi lascio immaginare (se non avete visto il film…).

Effettivamente, il boomerang lanciato da Villaggio fa il suo dovere, cioè torna indietro, ma ciò accade con una sfumatura che definirei “persecutoria”, oltre che esilarante.

Personalmente, fin da bambino, mi ha sempre affascinato questa leggendaria arma usata dagli Aborigeni per andare a caccia…

Dalla tradizione aborigena del boomerang sono anche derivate una serie di discipline sportive; gli strumenti che si usano (spesso detti boom o rang) e possono essere di legno, ma anche di plastica o di materiali compositi.

Il boomerang o bumerang è costruito solitamente in legno e trae la sua origine tra le primitive armi da lancio usate dagli aborigeni australiani per la caccia e in guerra.

La forma dei boomerang moderni è sottile e ricurva, e conferisce a questo strumento particolari proprietà aerodinamiche che influiscono sulla sua traiettoria e sul suo movimento in aria; infatti:
• mentre è in volo, il boomerang ruota su sé stesso e in questo modo, le sue estremità possono colpire con violenza la testa dell’animale cacciato;
• oltre che a percorrere distanze notevoli, percorre anche una traiettoria curva;
• se è stato lanciato correttamente, può compiere una traiettoria ellittica tornando alla persona che l’ha lanciato.

La versione che torna indietro viene utilizzata solo a scopo ludico, perchè la versione usata per andare a caccia segue una traiettoria lineare.

Il boomerang, però, è noto in occidente soprattutto per la sua capacità di tornare indietro, appunto, spesso vista come un “pericolo” per il lanciatore, tanto è vero che la parola “boomerang” viene spesso usata metaforicamente per indicare un’azione che si ritorce contro chi l’ha compiuta.

Fu il capitano Cook, nel 1770, ad assegnare a questo strumento il nome di boomerang, mutuandolo dalla lingua della popolazione locale Tharawal.

a cura di Roberto Pellegrini

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