Aspettando ieri… domani

Nei momenti di maggiore difficoltà, quando ci sembra di “attraversare” le nostre giornate, procedendo sull’orlo di un precipizio, ritrovando un equilibrio precario, passo dopo passo, il nostro rifugio naturale è la Speranza.

Speranza che, normalmente, ci proietta a cercare conforto nel futuro, in un futuro, se possibile, sempre meno immaginario, ma sempre più reale, finalmente svincolato dalle preoccupazioni del momento (presente), nuovamente sereno e luminoso…

Già: normalmente; ma questo avverbio, oggi, sembra aver perso di vigore, apparendoci come un’antica crisalide vuota: soltanto un inutile simulacro di remoti voli liberi e colorati d’azzurro… (e poi, detto tra noi: normale? Ma cosa può dirsi normale, da un paio d’anni a questa parte?).

È il concetto stesso di “normalità”, infatti, ad essere stato completamente scardinato dai comodi e confortanti “alloggiamenti” in cui ciascuno di noi lo aveva collocato, secondo un iter (mi si perdoni il gioco di parole), del tutto “normale”…

Questo nostro nuovo assetto esistenziale, dunque, ci ha reso un po’ insicuri e un po’ titubanti, pensando al (nostro) futuro…

Ma non ci ha “domato”, nient’affatto…

Per questo, quasi per un ovvio istinto di sopravvivenza, la nostra “indistruttibile” voglia di Speranza si rifugia non già, pensando al “come saremo” domani, bensì “godendo” del “come eravamo” ieri, avvolti da una tenera nostalgia, vivendo i nostri più cari ricordi come una sorta di “serbatoio” di belle emozioni, che non vediamo l’ora di tornare ad assaporare appieno…

Domani, come ieri.

by Roberto Pellegrini

6 pensieri su “Aspettando ieri… domani

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