“Perla in uno scrigno”

Ai piedi del massiccio appartenente alle Alpi Retiche si trova “custodita” una perla: il Lago di Molveno. Considerato da molti uno dei più bei specchi d’acqua italiani, fra questi: Antonio Fogazzaro, che lo definì “perla in uno scrigno” e “gemma purissima”.

Il Lago di Molveno condivide il nome con un piccolo borgo di circa 1000 abitanti, circondato da vette come la Tosa e dal gruppo delle Dolomiti del Brenta.

Questo lago alpino sembra essersi formato circa 4000 anni fa in seguito ad una frana che diede origine alla valle oggi sommersa dalle acque. Intorno ad esso una tavolozza di bellissimi colori che madre natura “ha utilizzato” per enfatizzare questo scorcio.

Il Lago si trova a circa 800 metri di altitudine ed ha una superficie di 3,2 chilometri quadrati, la sua profondità media sfiora i 50 metri e nel punto più profondo è di 123 m.

Un sentiero di circa 10 chilometri permette di fare tutto il giro del lago senza tratti difficoltosi, quindi accessibile anche a coloro che non amano percorsi molto impervi.

Le sue acque sono balneabili e raggiungono in estate i 22 gradi, permettendo bagni e la pratica di molti sport acquatici.

E poi un’ultima curiosità.

Immagino che tutti quanti voi abbiate sentito parlare del mostro di Loch Ness, ma forse non tutti conoscete Molvius, il mostro del Lago di Molveno.

Si tratta di un mostro verde, con una lunga coda, denti appuntiti e calzini a righe bianche e rosse. Ahahahah! Non sto scherzando.

Molvius è uscito dalla penna di Nadia Groff, l’illustratrice che nel 2018, sfidando oltre 100 colleghi, è riuscita a vincere il contest indetto dall’amministrazione e a dare vita alla creatura che abita le acque del lago. 

Tutte le estati, a luglio, Molvius emerge dalle acque del lago per raccontare la sua storia in uno spettacolo ricco di colpi di scena attraverso un moderno sistema di proiezione 3D su schermo d’acqua e laser show.

Suggestivo e assolutamente consigliato.

2 pensieri su ““Perla in uno scrigno”

  1. ho percorso l’intero perimetro del lago e molto di più proprio lo scorso anno, fa parte di una delle moltissime narrazioni fotografiche che ho ancora in sospeso per far spazio alle infinite novità. Non conoscevo la storia curiosa del mostro 😁😁 è stata una sorpresa leggerla…😉👍

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