Il Castello di Riva

Fermiamoci ancora nella provincia di Piacenza, territorio ricco di tradizioni e di Storia, come tutto il nostro Belpaese, del resto; oggi andiamo a Ponte dell’Olio, a visitare uno spettacolare complesso fortificato: il Castello di Riva, così chiamato in quanto sorge nell’omonimo quartiere del paese, il cui nome trae origine, con tutta probabilità, dalla vicinanza con il corso del torrente Nure.

Il castello, infatti, è posto sulla riva destra del torrente, tra il corso d’acqua e la strada che risale la valle, a controllo del passaggio lungo la val Nure.

La sua collocazione, nei pressi del punto in cui il Nure inizia a scorrere nella pianura Padana, era strategica, poiché permetteva il controllo del passaggio in direzione del mare: tramite la val d’Aveto verso la Liguria e tramite la val Taro verso la Lunigiana.

Il castello, costruito in gran parte da ciottoli e sassi provenienti dal vicino corso del torrente Nure, è circondato sui lati meridionale e orientale da un fossato collegato al torrente Nure; lo schema dei fossati, in combinazione col torrente posto a occidente del castello, garantiva la protezione del castello da assalti nemici. Il complesso presenta una pianta a forma triangolare isoscele, con il lato settentrionale, quello più lungo, parallelo al corso del Nure.

Il complesso conta un totale di tre torri posti ai vertici del triangolo: sull’angolo nord-ovest, prospiciente al letto del Nure, si trova il mastio quadrato, alto 30 m e con un lato di base lungo 15 m, caratterizzato da mura scarpate a picco nell’alveo torrentizio e dotato di cortine murarie e beccatelli a sbalzo uniti tra loro mediante archetti sopra ai quali si trovano merli a coda di rondine. L’interno della torre è composto da quattro piani, ciascuno con una sala ampia circa 150 m², collegati tra loro tramite diverse rampe di scale, sia interne sia esterne. Nelle cantine della torre si trovava prima dei lavori di restauro di fine Ottocento un’oubliette: una stanza accessibile solo tramite una botola posta sul soffitto e nella quale venivano rinchiusi i prigionieri. Al piano terra si trova invece una sala d’armi, mentre sulla sommità della torre è presente una terrazza panoramica. Nei pressi della base della torre, lambita dalle acque del Nure, si trova la derivazione che origina il rio San Giorgio, un canale la cui presenza è documentata già a partire dal XII secolo le cui acque venivano utilizzate per fornire forza motrice ai magli dediti alla lavorazione di ferro e carta, parecchi dei quali di proprietà della Camera Ducale Farnesiana, e che scorre fino a reimmettersi nel Nure nei pressi di San Giorgio Piacentino.

Il vertice sud vede la presenza di una torre di forma quadrata, mentre sul vertice nord-est si trova la terza torre, di forma poligonale rivolta verso il lato interno della cinta muraria. Infine, sulla cortina posta lungo il lato nord-orientale del castello è presente una torricella rompitratta. Le mura, dotate di merlature ghibelline, sono sovrastate dal cammino di ronda. Un elegante loggiato, costruito nel 1703 dalla famiglia Maggi e dotato di archi a tutto sesto, collega il mastio con la torretta rompitratta.

All’interno del complesso si accede dal lato sud-orientale, per mezzo di un ingresso dotato di porta a saracinesca e ponte levatoio, del quale rimangono solo gli incastri. A protezione dell’entrata è presente un’ulteriore torre che, durante il XVI secolo era stata dotata di caditoie e che venne, poi, parzialmente inglobata nel corpo principale dell’edificio.

Oltrepassato l’ingresso si trovano un locale, dedicato a ospitare il corpo di guardia, le stanze del guardiano e un’altra torre. Sulla cinta muraria esterna della facciata sono presenti piccole finestre ad arco tondo. Nel giardino posto all’interno della cinta muraria si trova un pozzo originariamente alimentato dalle acque della falda acquifera.

Secondo una leggenda sarebbe presente un cunicolo che, passando al di sotto del fossato, metterebbe in collegamento una delle torri minori poste sul lato settentrionale dell’edificio con un edificio posto nelle vicinanze del castello, originariamente parte del sistema difensivo del castello e in seguito utilizzato per ospitare un maglio per il ferro. Segue…

a cura di Roberto Pellegrini

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