Una questione di… diottrie?

Che l’amore dovesse davvero soffrire di seri disturbi alla vista, cominciai a sospettarlo da ragazzino, guardando i cartoni animati di Braccio di Ferro (che, tra parentesi, sono letteralmente spariti dalla circolazione…).

Non riuscivo, infatti a spiegarmi, se non imputando il tutto al deficit visivo di cui sopra, perché mai due giovanotti aitanti, come Braccio e il suo eterno rivale Bluto (e non Bruto, come credono in tanti), si azzuffassero dalla mattina alla sera, solo per accattivarsi le attenzioni della signorina Olivia che, detto fra noi, sarà stata pur simpatica, e divertente, ma aveva lo stesso charme di un albero della cuccagna…

La conferma a questo mio sospetto la ebbi, poi, con un altro cartone, celeberrimo: La “Bella e la Bestia”, di cui credo del tutto superfluo ricordarvi la trama….

Facendo due più due, però ci misi poco a inquadrare che ci fosse qualcosa di poco chiaro e che con ogni probabilità, gli occhi dell’amore dovessero funzionare benissimo, anzi: di più. Non tardai a convincermi (ed è un convincimento che mi accompagna ancora oggi), che quella del sentimento più antico del mondo fosse, in realtà, una vista eccezionale, capace, come quella di Superman, di “perforare” l’”inganno” visibile, mettendo bene a fuoco tutto ciò che un occhio “normale” non potrà mai scorgere: le doti immarcescibili dell’anima…

by Roberto Pellegrini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...