Ad ogni uomo il suo

Parliamo di cappelli, accessori, oggi, più che mai indispensabili perché lo stile passa anche dalla testa.

Ce ne sono di tutte le forme, tantissimi colori e svariati tessuti, basta solo scegliere quello che più si preferisce.

Fedora

Questo tipo di copricapo, che ha segnato l’epoca del proibizionismo, è spesso associato alla figura dei gangster. Era un vero must have per moltissimi uomini americani, sino a quando il presidente J.F. Kennedy cominciò ad apparire in pubblico senza cappello condizionando, come spesso avviene, uomini di governo ed affari.

Il Fedora si contraddistingue per la sua piegatura lungo la metà della corona, poi «pizzicato» su entrambi i lati della parte anteriore; si tratta di una cappello molto versatile che ben si adatta alla nuca ed al viso di quasi tutti.

Homburg o come lo si chiama in Italia: Lobbia

Molto simile al Fedora, deve il suo nome italiano: Lobbia al politico Cristiano Lobbia che nel 1869 fu vittima di un’aggressione nella quale l’aggressore gli ammaccò il cappello e non solo. Da allora il cappello ha una «ammaccatura» sulla corona che ne è diventata la caratteristica principale.

Trilby

Prendendo sempre come riferimento il Fedora, il trilby ha una corona più corta, stretta e inclinata. Ha conosciuto il suo massimo successo negli anni ’60 quando le macchine avevano tettucci bassi e gli uomini per adattarsi agli spazi optarono per un cappello meno ingombrante. Oggi è tornato molto di moda e lo si trova a costi molto contenuti.

Porkpie

Cappello caratterizzato da una cupola bassa e dall’ala stretta 4,5 cm circa. Diventato grazie a Glenn O’Brien – scrittore di moda – il segno distintivo del fricchettone che lo indossa “un po’ così…”, magari anche con uno stuzzicadenti in bocca e la barba un po’ incolta.

Panama

Il cappello di Panama è un cappello di paglia tesa di origine ecuadoriana, quasi un’istituzione, più che un copricapo, un vero e proprio must have.

Gli originali vengono realizzati attraverso l’intreccio di foglie di Carludovica palmata, una pianta simile alla palma. Il cappello è definito anche Montecristi, dal nome della città ecuadoriana in cui viene prodotto.

Si dice che sia resistente all’acqua e talmente leggero che, se viene arrotolato, può passare attraverso un anello nunziale. Oggi sono molto pochi i tessitori ecuadoriani in grado di realizzarne uno alla perfezione, purtroppo questo ha portato alla produzione di Panama che nulla hanno a che fare con il copricapo originale.

Paglietta

La paglietta è un cappello prettamente estivo, noto in Francia con il nome di canotier e in Gran Bretagna con quello di boater. Ha il bordo rigido e piatto e si caratterizza per un’alta fascia di gros grain. Un grande fan di questa tipologia di cappello fu G. D’Annunzio.

Cappello a tesa larga

Se volete essere alla moda, in questo momento questa tipologia di cappello – un incrocio tra un ampio Fedora e un cappello western – è la più trendy.

Coppola

È il classico cappello maschile da lavoro diffuso in America quanto in Europa. I materiali usati per fare questo tipo di cappello sono lana, tweed e cotone, ma si trova anche realizzato in velluto o in cuoio.

Beanie o zuccotto

È un copricapo semplicissimo: realizzato in lana o cashmere, tiene la testa al caldo anche se non è il massimo per la pettinatura. Nella sua variante francese si chiama toque e può avere copriorecchie e un pon pon in cima.

Non vi resta che scegliere…

Un pensiero su “Ad ogni uomo il suo

  1. io porto sempre l’ultimo in inverno, d’estate invece metto il classico berrettino con la visiera per le insolazioni, anche se avevo pensato di prenderne uno più largo per proteggermi meglio dal sole, di solito ho il collo viola e la testa bianchissima 😁😁 solo che col vento dovrei sempre tenerci una mano, non molti comodi a mio avviso, ma sicuramente belli a vedersi..👍👍

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