Non un minuto di più

Non misuriamo il Tempo, perché esso “è”, ma il Tempo “è”, perché lo misuriamo.

Il Tempo è un’ “invenzione” che deve la propria esistenza alla sua “misurazione”. Senza l’appiglio di convenzioni matematiche (perché, in ultima analisi, di questo si tratta…), unanimemente riconosciute (che trassero, probabilmente, la loro origine dalla consapevolezza/analisi del ritmo cardiaco), quali, ad esempio, il secondo, il minuto, l’ora, il giorno, il mese, l’anno, e via dicendo, il Tempo non sarebbe che un inutile capriccio concettuale, un guazzabuglio indistricabile di orpelli.

Senza l’uomo, cioè, non ci sarebbe nemmeno il Tempo: e questo sa di ovvio…

Semplicemente perché il Tempo non servirebbe a nulla e a nessuno e niente giustificherebbe (comprovandola, in qualche modo), la sua stessa esistenza.

Mentre l’uomo, in realtà, ha fatto del Tempo stesso il pilastro, il muro portante della propria vita e del proprio “piccolo” mondo. Infatti, da quando si nasce, al momento in cui “si toglie il disturbo”, non v’è un solo istante capace di esistere, ricadendo al di fuori di questa idea definita Tempo, al di là della quale è il “non essere”.

L’uomo ha necessità di dipendere da questo “despota” astratto, tanto è vero che per potersene sentire “schiavo” (traendo, da questo rapporto di sudditanza, una sua intima tranquillità…), ha teorizzato “proiezioni esponenziali convenzionali superiori”, definite Passato, Presente, Futuro, Infinito, Eterno, grazie alle quali è in grado di “gestire” e assecondare la propria memoria e la propria innata fervente forza immaginativa/progettuale.

“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando.”
A. Einstein

by Roberto Pellegrini

6 pensieri su “Non un minuto di più

  1. Ma è l’uomo che definisce despota il tempo, senza alcuna necessità, se non quella della paura della morte! C’è una famosa frase del biologo Antoine-Laurent Lavoisier che recita “nulla si crea, nulla si distrugge tutto si trasforma” che l’uomo lo voglia o meno, che l’uomo esista o meno. L’uomo in tutto questo oltre a farne parte diventa osservatore, ma di qualcosa che esiste a prescindere da lui. Quindi il tempo non passa, è la natura delle cose che si muove, con buona pace di Einstein.

    Piace a 2 people

    1. Già…. Albert Einstein dedicò molti studi sul rapporto tra tempo, spazio, velocità di propagazione della luce. Giungendo a conclusioni sempre interessanti.
      Grazie Massimo per il tuo intervento.

      Piace a 2 people

  2. Il concetto di Tempo è affascinante! E’ stato dibattuto da molti, e in ambienti diversi tra loro. I fisici sostengono che il tempo non trascorre ma semplicemente è e gli scienziati hanno dimostrato che il tempo è un prodotto e un’esperienza creata della mente. Fino alla teoria della relatività di Einstein, relatività ristretta e generale, il tempo era concepito come assoluto e indipendente dagli osservatori. Alla fine – grazie ad Einsten – però si è arrivati a pensare che il Tempo assoluto non esiste, ma è un concetto relativo. Sembra che non si possa trattare isolatamente il concetto di tempo poiché Il TEMPO si svela non di per sé ma in un sodalizio che è fatto anche di MOVIMENTO e di SPAZI, cioè di CAMBIAMENTO. La visione relativistica assimila anche la dimensione temporale (prima-dopo) alle tre dimensioni spaziali, rendendola percepibile in modo diverso da osservatori in condizioni differenti. E’ un tema davvero interessante.

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...