Prossima fermata: Mosca!

Personalmente mi è sempre piaciuto viaggiare in treno: l’ho sempre trovato “stimolante”, anzi di più: “romantico”. L’idea di poter percorrere distanze, magari anche ragguardevoli, riempiendo il tempo osservando dal finestrino i progressivi cambiamenti del paesaggio, oppure conversando con qualcuno, o leggendo un libro, o “buttando giù” appunti, o ancora, perché no, schiacciando un pisolino ha sempre avuto su di me un raffinato ascendente (che proprio non riesco ad avvertire – ohimè -, guidando per chilometri in autostrada…).

E tra i viaggi in treno che ho immaginato mille volte (e che non escludo di programmare per un prossimo futuro…), c’è quello lungo la leggendaria Ferrovia Trans Siberiana (tempo medio di un viaggio: una settimana).

La Trans Siberiana è la ferrovia che attraversa l’Europa orientale e l’Asia settentrionale in territorio russo, collegando le regioni industriali e la capitale russa Mosca, con le regioni centrali della Siberia e quelle dell’estremo oriente russo. Un territorio vastissimo, tant’è vero che nel corso del viaggio si attraversano ben 7 fusi orari differenti…

Presentata per la prima volta con grande sfarzo all’Esposizione universale di Parigi del 1900, con il nome di Train Transibérien, la sua lunghezza di 9288 km ne fa la ferrovia più lunga nel mondo, divisa in un 19,1% europeo e un 80,9% asiatico (tuttavia, per esser precisi, si può chiamare tale solo la parte centro-orientale della ferrovia, da Čeljabinsk (al sud degli Urali), a Vladivostok, costruita tra il 1891 e il 1916).

Le è stato inoltre dedicato un uovo Fabergé: l’uovo della Transiberiana.

L’inaugurazione ufficiale dei lavori avvenne il 31 maggio 1891: la cerimonia si tenne vicino a Vladivostok, alla presenza dello zarevic Nicola, il futuro imperatore Nicola II, che simbolicamente trasportò la prima carriola di terra. I lavori, tuttavia, erano già stati avviati nei primi giorni di marzo 1891, quando era iniziata la costruzione del tratto Miass – Čeljabinsk. La posa delle rotaie di tutta la Gran Via Siberiana terminò dieci anni dopo, il 3 novembre 1901, quando i costruttori della ferrovia cinese-orientale incontrarono quelli della Transiberiana.

La velocità dei lavori aveva avuto l’impressionante media di 740 km l’anno. La forza lavoro impiegata all’apice della costruzione arrivò a contare circa novantamila uomini, molti dei quali condannati ai lavori forzati. In migliaia morirono per le terribili condizioni di lavoro. Il regolare collegamento del traffico ferroviario tra l’allora capitale dell’impero (San Pietroburgo) e i porti del Pacifico (Vladivostok e Dalnij) fu garantito il 14 luglio 1903 quando la Gran Via Siberiana fu messa in funzione su tutta la sua estensione. L’unica interruzione del percorso avveniva sul lago Bajkal dove i treni attraversavano su uno speciale traghetto oppure deviando il percorso.

La fine della costruzione della tratta tra San Pietroburgo e Vladivostok avvenne dopo l’inizio del traffico sulla Ferrovia Circolare a sud del lago Bajkal il 29 ottobre 1905. Il completamento della linea su tutto il territorio dell’impero russo avvenne il 18 ottobre 1916 quando fu messo in funzione il ponte sull’Amur vicino a Chabarovsk. La costruzione dell’imponente opera venne effettivamente completata il 5 ottobre 1916.

Biglietti prego…!

a cura di Roberto Pellegrini

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