Benvenuto 10 Dicembre

L’agnello belava dolcemente

L’agnello belava dolcemente.
L’asino, tenero, si rallegrava
in un caldo richiamo.
Il cane latrava,
quasi parlando alle stelle…
    Mi destai. Uscii. Vidi orme
celesti nel suolo
fiorito
come un cielo
capovolto.
    Un alito tiepido e dolce
velava il bosco;
la luna andava declinando
in un tramonto d’oro e di seta,
che sembrava un ambito divino…
    Il mio petto palpitava,
come se il cuore avesse avuto vino…
    Aprii la stalla per vedere se
era li.
    C’era!

Juan Ramón Jiménez – Nobel per la Letteratura, 1956



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Benvenuto 9 Dicembre

L’abete dal verde vestito

Questo è l’abete dal verde vestito
che sa di dolci e ben noti profumi
dai lunghi rami che mamma ha riempito
di candeline, di perle e di lumi.

Palle di vetro, festoni coi fiocchi
lo fan brillare e dalla finestra
si fa ammirare, ma guai se lo tocchi!
Sai, può sciuparlo una mano maldestra.

Intorno a lui tu puoi far girotondo
con i tuoi cari ed un coro intonare,
perché la festa più bella del mondo
tra pochi giorni sta per arrivare.

Rosalba Troiano

Benvenuto 8 Dicembre

Il pellerossa nel Presepe

Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.

Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchè ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

Gianni Rodari

Benvenuto Dicembre

7 Dicembre

Filastrocca del Calendario dell’Avvento

Arrivo ogn’anno atteso e tanto amato
da ogni bimbo assai desiderato,
ché porto in dono piccole sorprese
piccoli doni, ma senza pretese.
Io son diviso in tante finestrine
che piacciono ai bambini e alle bambine;
io son diviso in tante finestrelle
che piacciono ché sono molto belle
e sono numerate: sai contare?
Da 1 a 24: non sbagliare!

Io duro il tempo giusto dell’Avvento
e tengo il tempo esatto ogni momento
dei giorni che ti mancano a Natale
dell’anno il giorno invero più speciale!

E ora certo puoi indovinare,
non c’è bisogno neanche di pensare;
lo sai chi sono, sforzati un momento:
Io sono il Calendario dell’Avvento!

Jolanda Restano

“Attila” apre la stagione della Scala di Milano

Mancano ormai poche ore all’apertura della stagione lirica  2018/19 del Teatro della Scala di Milano e per l’occasione andrà in scena:

“Attila” di Giuseppe Verdi

Diretta da Riccardo Chailly, con la regia di Davide Livermore, le scene di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Antonio Castro.

“Siamo fra le rovine di Aquileia saccheggiata e gli Unni e gli Ostrogoti si apprestano a festeggiare la vittoria, in quel mentre giunge al cospetto di Attila: Ezio – generale romano – che si dichiara pronto a tradire il suo imperatore ed a stringere un patto che conduca Attila a regnare sull’Italia.

Attila appare indignato e si reputa offeso dalla proposta del vile Ezio, proposta che si trova in netta contrapposizione con i principi morali del condottiero che si ispirano a servire con lealtà la patria in nome di Odino.”

L’opera fu realizzata nel 1846 e fu considerata, in modo errato, un’opera minore. Verdi la musicò sottolineando i lati positivi del re degli unni: autorevolezza, lealtà, giustizia, umanità e rendendo questo personaggio assai accattivante. 

L’opera debuttò in un periodo storico particolare (proprio in quegli anni i fratelli Bandiera furono assassinati), ne seguì un ovvio impatto sul patriottismo di quel tempo ed oltre a rivelarsi un successo musicale, divenne un vero e proprio fatto politico.

Questa sera in scena Ildar Abdrazakov sarà nei panni del protagonista;  Saioa Hernández sarà Odabella; Fabio Sartori vestirà gli abiti di Foresto e George Petean sarà Ezio.

Non ci resta che attendere l’esito dell’attento esame del pubblico meneghino. Incrociamo le dita!

Benvenuto Dicembre

6 Dicembre

Il magico Natale

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

Gianni Rodari

Benvenuto Dicembre

5 Dicembre

Sull’albero di Natale

Sul ramo più alto

vicino alla stella

c’è un passero vero

che cinguetta e saltella.

Ha visto dal davanzale

quest’albero fatato:

la finestra era aperta,

con un frullo è volato

sul ramo più alto,

proprio accanto alla stella,

il passero vero

che cinguetta e saltella.

Fuori fa freddo

non lo cacciate via

è l’ospite di Natale

vi metterà allegria.

Di tutta la vostra festa

una briciola gli basterà,

sulla tovaglia rossa

un poco passeggerà,

poi tornerà al suo ramo,

vicino alla sua stella,

il passero vero

che cinguetta e saltella.

Gianni Rodari