A come Arte – E come Emozione

“Anche la più piccola emozione può trasformarsi in una scintillante goccia di Arte.”

Così cita un aforisma di Roberto Pellegrini che, nella sua sintesi, evoca una profonda verità.

Spesso si è soliti affermare che un’opera d’Arte (quadro, scultura, melodia, poesia…) trasmetta emozioni, ma ciò è possibile solo quando è stata un’emozione a trasformarsi in opera d’Arte, perché la bellezza delle cose esiste nella mente di colui che vive un’emozione e cerca di trasmetterla attraverso il linguaggio dell’Arte e nella mente di colui che fruisce di quell’opera d’Arte.

Ecco che l’opera d’arte è come se, in qualche modo, venisse creata due volte – prima dall’artista e poi dall’osservatore – trasformandosi in esperienza condivisa.

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Il termine emozione deriva dal latino emovere che significa trasportar fuori, smuovere, scuotere, rafforzativo del verbo movere, appunto muovere, agitare.
Proprio questo “smuovere, agitare, trasportar fuori”, questa emozione che l’artista percepisce e trasforma, finisce con il coinvolgere chi ascolta, osserva e fruisce dell’opera d’Arte, trasformandosi in un linguaggio universale, che sfiora le “corde interne” che vibrando propagano l’energia emozionale.

Ma allora: “E’ l’arte che genera le emozioni o sono le emozioni che generano l’arte?”

Non so rispondere, ma amo lasciarmi coinvolgere dall’arte, in tutte le sue sfumature e, se posso, consiglio a tutti voi di soffermarvi spesso ad osservare e di lasciarvi guidare dall’intuizione e, perché no, anche dalla fantasia, non dimenticando mai che l’Arte possiede il mistero inspiegabile di emozionare.

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Esperienza, “ORO” della vita…

“L’esperienza è una cosa che non puoi avere gratis.”
Oscar Wilde

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Personalmente, trovo splendido questo noto aforisma di Oscar Wilde, sempre così puntuale nel fissare, sintetizzandoli in poche righe, concetti spesso difficili da afferrare.

A questo mondo l’esperienza è il passaporto per potersela cavare in ogni circostanza; costituisce quel prezioso bagaglio di conoscenze, che ognuno di noi mette insieme nel corso della propria esistenza ed al quale attingere all’occorrenza. Magari facendone “dono” anche al nostro prossimo più caro…

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Ma c’è un prezzo da pagare: per “fare” esperienza è necessario mettersi in gioco, guardando la vita in faccia; è inevitabile affrontare il rischio di poter “perdere” qualcosa, pagando, magari, in dolore il percorso intrapreso. L’esperienza non si costruisce a tavolino; non la scarichi con l’ultima “App” sullo smartphone; non la trovi in “3 X 2” sugli scaffali del minimarket sotto casa… La “tua” esperienza “ha bisogno” solo di te…

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Le lezioni che la vita ci impartisce sono spesso “aspre”, taglienti, all’apparenza “cattive”; volenti o nolenti, capita, a volte, di dover affrontare circostanze traumatiche, di fronte alle quali arriviamo a temere di soccombere, ma che poi, grazie alla tenacia, alla “voglia di spuntarla” e, perché no, anche ad un pizzico di fortuna, riusciamo a superare…

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Ecco: è esattamente questo il vero “tesoro” che accumuliamo con l’ “esperienza”, appunto… Le sofferenze e le difficoltà superate, per venire a capo di una particolare situazione, rafforzano l’ottimismo, la voglia di “crederci”, la stessa autostima, rendendoci consapevolmente “pronti” per un’eventuale “prossima volta”…

Attenzione, però: mai credere che maturità anagrafica possa essere sinonimo di maggiore o migliore esperienza…: personalmente ho incontrato persone decisamente “avanti” con gli anni, con un humus di esperienze molto meno “ricco” di quello di altri individui, molto più giovani, ma già da tempo “diplomati” alla scuola della vita, nella quale la “campanella” d’inizio delle “lezioni” suona sempre puntuale…

by Roberto Pellegrini

Io ce la farò

“La vita si serve spesso del dolore, per impartire le “lezioni” più importanti.”
by Roberto Pellegrini

Non c’è verità più azzeccata di quella sintetizzata da Roberto in questo aforisma; se ci soffermiamo a riflettere, ci rendiamo conto che da un dolore impariamo moltissimo, da ciò che sembra apparentemente inaccettabile emerge la forza per andare avanti, per cucire sogni, per sciogliere nodi, per affrontare il futuro con reattività e intraprendenza.

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Chi interiorizza un dolore senza lasciarsi sopraffare, non limitandosi ad esistere, ma vivendo da protagonista, acquisisce la capacità di crescere e di responsabilizzarsi, cominciando a mettere nella propria quotidianità entusiasmo, passione e aspirazione, dando un senso alla propria esistenza.

Affrontare i dolori e diventare emotivamente forti richiedere lo sforzo di un lavoro interiore; come diceva Lao-Tse: “E’ forte chi vince gli altri, ma è potente colui che in grado di conquistare sé stesso”.

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Interiorizzare un dolore non è sinonimo di resa, ma volontà di affrontare il futuro dando un senso diverso agli ostacoli.

Riuscire in questa impresa ci rende forti, entusiasti e in grado di lottare per quello che desideriamo senza paura, applicando la perseveranza, virtù assai complessa, che permette di proseguire con tenacia e forza di volontà anche di fronte alle difficoltà.

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Libro, caro amico mio…

Adoro i libri, tanto da provare a mettermi in gioco e provare a sedermi dalla parte di chi li scrive, oltre ovviamente a circondarmi di essi e … di svariati generi.

L’Italia ha dato alla luce a gran parte della letteratura mondiale, nonostante gli italiani, statisticamente parlando, non siano dei fervidi lettori.

Quando entro in una libreria od in una biblioteca, mi sembra di camminare in isola di tranquillità: i libri sono lì, allineati, uno dopo l’altro, in attesa di essere amati.

Considero i libri dei cari amici che mi vengono in soccorso arricchendomi quando intorno a me il silenzio si fa “rumoroso”, che mi rapiscono e diventano delle ancore di salvezza, che mi aiutano e diventano per me un “luogo” sicuro.

Leggere regala emozioni, permette al nostro animo di aprirsi e di soffiare via l’aridità, leggere permette di conoscere, di ricercare, di crescere.

Trovo altresì indispensabile avvicinare i bimbi alla lettura. Un adulto che legge ad alta voce ad un bambino compie un atto d’amore e ciò avrà risvolti importanti per lo sviluppo della personalità del bimbo stesso sia sul piano relazionale, che emotivo, cognitivo, linguistico, sociale e culturale.

In questo periodo di vacanza favorevole ad avere a disposizione un po’ più di tempo libero, non perdete l’occasione di lasciarvi catturare da un buona lettura. A tale proposito permettetemi di segnalarvi:

Per chi ama la poesia

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Il Sentiero dei sogni – Raccolta di Poesie commentate” che riunisce le due pubblicazioni “Riflessi d’Amore – Anime allo Specchio” e “Nell’Abbraccio della Luna – Quando l’Amore rende inutili i Sogni”, recentemente pubblicati a firma mia e di Roberto Pellegrini.
Quello dell’amore (in ogni sua “forma” e “sfumatura”), è, probabilmente, il tema più caro al multiforme mondo dell’Arte, a dimostrazione di due concetti, di per sé anche fin troppo evidenti: che l’Amore rappresenta l’esperienza interiore più “forte”; che l’Arte è il “portavoce” più eloquente  di tutto ciò che, spesso in estrema sintesi, ci piace definire “emozione”…
L’Arte parte da un’emozione, per suscitarne di nuove…; non esiste “piega” dell’Arte che non sia stata coinvolta nella trattazione dell’Amore: Musica, Narrativa, Pittura, Scultura e, ovviamente, Poesia.
Da sempre, la Poesia “canta” l’Amore, in ogni sua “veste”, profondamente consapevole della propria “missione”: rendere conto dell’ “universo” di sensazioni che amare “smuove” all’interno del nostro animo e farne partecipe il lettore.

Per chi ama la lirica giapponese

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All’ombra di un ciliegio – Raccolta di Haiku e Waka” edizione che raccoglie tre volumi di recente pubblicazione a firma di Roberto Pellegrini che, con grande capacita’ di sintesi di pensiero e di osservazione, trasforma ogni emozione in una vera e propria rappresentazione tangibile di un’emozione dell’anima, fermata in un’immagine, accompagnando il lettore verso qualcosa di veramente carico di suggestioni. Come descriveva Matsuo Basho’: “Bisogna dar parola alla luce nella quale s’intravvede qualcosa prima che scompaia dalla mente”. Avvincente la capacita’ dell’Autore di cristallizzare le emozioni, fornendo al lettore spunti di riflessione.

Per chi ama e colleziona aforismi

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Il Giardino dei Pensieri – Raccolta di Aforismi” – edizione che raccoglie tre volumi di recente pubblicazione a firma di Roberto Pellegrini. Tenere tra le mani un libro di aforismi è come tenere tra le mani perle di saggezze.
Molti sono gli appassionati di questo genere di scrittura, che si trasformano quasi in veri e propri collezionisti.
I libri di questo tipo sono spesso raccolte che un curatore raccoglie e seleziona; altre volte, pur trattandosi di aforismi dello stesso autore, risultano essere opere riordinate da terzi studiosi.
Non è il caso di questa raccolta che ha come fulcro l’individuo con i suoi limiti, i suoi vizi, le sue virtù ed i suoi sentimenti, scritto e curato, dallo stesso autore: Roberto Pellegrini.
Il lettore può leggere il libro partendo da qualsiasi pagina, tornando indietro e poi tuffandosi avanti attraverso la propria coscienza, soffermandosi a riflettere, senza passare oltre con la leggerezza che contraddistingue la nostra era.

Per i vostri piccini

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Il magico Mondo delle 17 Filastrocche più una” – La pubblicazione è destinata ad una fascia di età circoscritta tra 0 e 7 anni.
Il libro può essere letto o se utilizzato in ambito scolastico addirittura sceneggiato, ogni bimbo potrà essere coinvolto e impersonare un elemento dei tanti contenuti in ogni filastrocca. Potrà sentirsi parte attiva, giocare e nel contempo socializzare sentendosi parte di un gruppo; arricchire il proprio vocabolario, fantasticare, recitare e dare libero sfogo a tutta la sua spontanea immaginazione, sentendosi parte di un mondo fantastico dove tutto è possibile.
Alimentare la creatività di un piccolo fa di questo piccolo un futuro adulto che avrà imparato a ricercare dentro di sé ogni possibile via per raggiungere gli obiettivi che saranno parte della sua vita futura di adulto

 

“Dall’Emozione, l’Idea – Aforismi sull’Arte” – by Roberto Pellegrini

Fresco di pubblicazione, giusto in tempo per donarlo la prossima Pasqua, il libro “Dall’Emozione, l’Idea – Aforismi sull’Arte” by Roberto Pellegrini.

Sento questo libro anche un po’ mio, non solo per averne scritto la premessa, ma perché ho avuto l’onore di scegliere le opere d’Arte che accompagnano ogni aforisma.

Il termine Arte deriva dal latino ARS/ARTIS– talento/abilità, AR in prefisso sanscrito significa andare verso, ARETA significa condotto a perfezione.

Quindi possiamo dire che: l’Arte è l’espressione della parte perfetta dell’uomo, cioè del suo spirito, è l’espressione più elevata dell’umanità e sembra nascere ed identificarsi con la nascita dell’uomo.

Se un giorno l’Arte cessasse di esistere, forse anche l’uomo cesserebbe di esistere, perchè, da sempre, l’uomo ha sentito il bisogno di comunicare e di lasciare testimonianza ai posteri attraverso i più svariati linguaggi dell’Arte. Ha creato un ponte con i suoi simili utilizzando simboli, trasmettendo emozioni attraverso arti visive, musica, poesia e letteratura.

Possedere la sensibilità per percepire le più sottili manifestazioni dello spirito e trasformarle in linguaggio attraverso l’Arte, è il dono divino più grande che l’uomo abbia avuto.

Ogni forma d’Arte è intrisa di bellezza e di mistero ed il fruitore, nell’osservarla, nell’ascoltarla, nel leggerla accresce la propria spiritualità, attraverso le emozioni che vengono a lui trasmesse attraverso questo potente linguaggio universale, che da sempre accompagna l’uomo.

L’Arte è stata protagonista della vita sociale ed intima dell’uomo e, tuttora oggi, continua ad esserlo, in nome dell’Arte intere popolazioni si uniscono, le differenze sociali si autolivellano.

Ogni uomo, dinanzi a qualsiasi espressione artistica, prova emozioni e spesso ritrova se stesso; tutti noi ci siamo, qualche volta, riconosciuti nel protagonista di un libro, abbiamo associato una poesia ad un momento particolare della nostra esistenza, ascoltando una canzone la nostra memoria ci a ricordato momenti felici o infelici.

Attraverso questa raccolta di Aforismi, Roberto Pellegrini, osserva, penetra, fa emergere: il profondo potere di questo universale linguaggio.

Ogni aforisma è accompagnato da un’immagine visiva, espressione del percorso dell’uomo attraverso l’Arte, che lo ha accompagnato sin dalla sua comparsa.

L’ebook sarà acquistabile da domani su tutti i più grandi ebook store.

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L’uomo ed il mare

Il mare: questo universo di potenza, di libertà e di fatica.

Il mio Mare by Roberto Pellegrini

O mio mare,
la tua battigia è il sogno,
le tue onde i pensieri,
la tua rena le lacrime
perdute. Il tuo orizzonte
un’abile menzogna…
Le mie carezze
quelle del gabbiano.

Il mare ha sempre avuto uno stretto legame con l’uomo, ha sempre rappresentato un legame con il sogno, un ritorno: alle origini del mondo, alla simbiosi con l’acqua della vita, un viaggio a ritroso dentro il ventre materno verso l’origine dell’esistenza.

Davanti all’immensità del mare, l’uomo compie quasi un cammino interiore che lo riporta a ritrovare parte di se stesso, ad avere ammirazione per la bellezza e, nel contempo, rispetto per la forza e la potenza di questo universo.

Forse proprio su questo rifletteva Katsushika Hokusai quando lavorò alla sua opera più famosa, la xilografia “La grande onda di Kanagawa”.

Hokusai nacque a Tokyo nel 1760 e morì nel 1849, realizzò “La grande onda” negli anni Trenta dell’Ottocento, in una serie chiamata “36 vedute del Monte Fuji”, l’opera raffigura uno scorcio di mare agitatissimo in cui navigano barche di pescatori, quasi a raffigurare la grande fatica degli uomini di mare per la sopravvivenza economica. Sullo sfondo si vede il Monte Fuji, il monte più alto del Giappone e la schiuma dell’onda al centro del dipinto si confonde con i fiocchi di neve che cadono sul Monte Fuji.

Come cita in un aforisma Roberto Pellegrini: “Una cornice “limita” il quadro, non il significato”, spesso, quindi, ogni fruitore di un’opera è portato ad andare ben oltre a ciò che vede con gli occhi, le emozioni che si generano sono moltissime.

Io mi sono lasciata trasportare e lasciando correre il pennello sulla seta di un foulard ho “riprodotto” “la grande onda” e poi, utilizzando la tecnica del Furoshiki, l’ho trasformata in una borsa.

Ogni artista vive per la sua arte, il suo bisogno di reinventarsi ogni giorno, di mettersi in discussione, lo spinge verso il suo destino: quello di navigare nel “mare della vita” alla ricerca di emozioni da trasmettere.

 

 

 

 

Il “fuoco” dell’Arte

“Le emozioni fanno ardere il “fuoco” dell’Arte, ed io ho bisogno di scaldarmi a quella fiamma” -cit. Roberto Pellegrini

Le emozioni sono le spinte che inducono la sensibilità di un artista a condividere le proprie sensazioni con gli altri.

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Attingere al “fuoco” dell’Arte è avere predisposizione al bello;

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é provare Meraviglia e Stupore di fronte alle tracce che gli uomini hanno lasciato attraverso i lunghi secoli della storia;

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è avere innata una curiosità che brucia nell’anima.

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Oscar Wilde scriveva: “Amate l’Arte in sè, e tutte le cose che vi occorreranno vi saranno concesse”

L’Arte è da sempre rifugio per molte persone, sia esse artisti o fruitori di opere d’Arte e, attraverso di essa, l’umanità è connessa, come se fossimo tutti uniti da un filo di emozione.

L’Arte possiede molte forme di espressione, ma tutte utilizzano lo stesso linguaggio: appunto quello delle emozioni.

A tale proposito vi ricordo il libro “Riflessi d’Amore – Anime allo specchio“, che mi vede coautrice, all’interno del quale proprie tre forme espressive diverse, affrontano il sentimento dell’Amore. Un ottimo dono per le prossime festività, perchè il dono di un’emozione è sempre un grande dono.