“Giappone. Storie d’amore e di guerra”

Bologna si appresta ad ospitare, presso Palazzo Albergati, la mostra “Giappone. Storie d’amore e di guerra”che sarà fruibile dal 21 Marzo al 29 Luglio 2018 ed avrà la cura di Pietro Gobbi.

La mostra, che ospiterà le opere dei più grandi artisti giapponesi, tra i quali Hiroshige, Utamaro, Hokusai e Kuniyoshi, offrirà uno spaccato sulla vita giapponese di quell’epoca.

Geisha e samurai, donne bellissime ed eroi leggendari, attori kabuki, animali fantastici, mondi visionari e paesaggi bizzarri sono i protagonisti di questa mostra Giappone, che attraverso 200 opere selezionate ci racconterà storie d’amore e di guerra, il tutto corredato da vestiti di samurai, kimono, ventagli e materiale fotografico.

Il percorso si snoda tra il suadente mondo femminile delle Geisha e delle Ōiran (le cortigiane d’alto rango) e il fascino dei leggendari guerrieri samurai, il racconto della nascita dell’ukiyo-e e le famose stampe Shunga ricche di erotismo, le opere che ritraggono gli attori del teatro Nō e Kabuki accanto a quelle che rappresentano il mondo della natura in tutte le sue manifestazioni – fiori, uccelli e paesaggi.

 

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Un modo per sfiorare il fertile humus culturale, leggendario e filosofico che il popolo giapponese ha sviluppato ispirandosi alla meravigliosa natura che lo circonda.

Non potevano mancare, a latere, percorsi ludici destinati ai piccoli visitatori per trasformare la loro esperienza in un mini “viaggio” in Giappone.

 

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A Catania Toulouse Lautrec – La Ville Lumière

Il Comune di Catania, con la collaborazione dell’Herakleidon Museum di Atene e con la cura di Stefano Zuffi, promuove la mostra dal titolo Toulouse Lautrec. La Ville Lumière, che sarà fruibile sino al prossimo 3 giugno presso il Palazzo della Cultura di Catania.
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Henri Toulouse Lautrec, il pittore post-impressionista di fine Ottocento simbolo della Belle Epoque francese, che, da sempre, affascina i visitatori delle mostre attraverso la sua personalità eccentrica.

Le 170 opere presenti alla mostra e provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene ricostruiscono il percorso artistico di questo pittore “maledetto” e permettono di avere una visione della Parigi di fine Ottocento.

Non ebbe vita lunga, visse fuori dagli schemi e, nonostante fosse originario di una famiglia aristocratica, condusse un’esistenza piuttosto dissoluta tra le strade ed i locali di Montmartre, che divennero per lui motivo di ispirazione.

Egli si dedicò anche alla creazione di locandine e manifesti anticipando i moderni manifesti pubblicitari.

La vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute… tutto questo è l’accattivante mondo del geniale Toulouse-Lautrec.

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Poesia, specchio della vita…

La Poesia è nelle esperienze che viviamo, e nella vita che ci immaginiamo…

Probabilmente è così che tenterei di sintetizzare in una definizione, la mia idea di Poesia…

In realtà, cosa sia esattamente la Poesia, nessuno può dirlo. Ma è innegabile il fascino che questa nobile e misteriosa forma d’Arte abbia, da sempre, esercitato sull’animo umano…

Rivelatrice di sogni segreti, di sentimenti sul punto di spiccare il volo, di silenzi densi di significati, di timidezze in cerca di un coraggio perduto…, la Poesia si fa, romanticamente, se credete, portavoce del nostro mondo interiore, della nostra intimità più vulnerabile; della nostra anima nuda…

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Attraverso di essa si riesce spesso a definire quel “qualcosa” che sentiamo vibrare in fondo al cuore, catturando quell’attimo esatto in cui la nostra sensibilità resta “abbacinata” da un’esplosione di sensazioni, luminose e confuse, come un fuoco d’artificio improvviso…

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Ecco cos’è un Poeta…: un “cronista” delle emozioni, un “cacciatore” di schiocchi di luce, catturati e salvati dal buio dell’indifferenza…

I Poeti (che non sono mai persone “facili”…), sanno “ascoltare” i propri silenzi ed i silenzi della vita; sanno raccontarli; riescono a comprenderli e a tradurli sul foglio di carta, per farne “dono” a tutti…; e sanno trasformare in “silenzio”, il “frastuono” inutile e fuorviante della superficialità…

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Niente gratifica di più un Poeta, quanto la certezza che qualcuno si sia “riconosciuto” nei versi di una Poesia…, perché, in fondo, la Poesia (come l’Arte in genere…), non è altro che uno “specchio”, di fronte al quale la nostra vita, spesso si riconosce…

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Non si fa mai Poesia per “lavoro”: un Poeta, innanzitutto, asseconda sempre un’”esigenza” creativa, un “istinto” indomito, come fa il Pittore, il Musicista, il Romanziere…

Il grande Jorge Luis Borges era solito affermare: “Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere…”.

Sì: la Poesia è una “scoperta” meravigliosa…

by Roberto Pellegrini

Se amate la poesia vi segnaliamo il nostro libro: “Il sentiero dei sogni: raccolta di poesie commentate” che trovate qui

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Il mondo in un perla – La Collezione di Perle del Museo del Vetro 1820-1890

E’ in corso presso il Museo del Vetro di Murano e sarà fruibile sino al prossimo 15 Aprile la mostra “Il mondo in una perla”, un vero e proprio tuffo nel mondo di queste meraviglie a cura di Augusto Panini e Chiara Squarcina.

Uno straordinario concentrato di tecnica da ammirare, manufatti che, se pur nella loro piccolezza, risultano preziosi e di rara bellezza, tanto da essere stati merce di scambio e, talmente ricercati, da essere scambiati con i nativi d’America che diedero in cambio il territorio che oggi conosciamo come Manhattan.

Tutta la collezione del Museo del vetro è composta da:

  • 85 cartelle campionarie che contengono 14182 perle;
  • 3 pannelli di stoffa contenenti 2015 perle e 266 mazzi di conterie (donati dalle Fabbriche Unite);
  • 91 mazzi di perle a lume;
  • 8957 perle integre;
  • 274 frammentate;
  • 492 mazzi di conterie.
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L’inventario, a sua tempo redatto dall’abate Zanetti, scomparve nel 1912 e, solo oggi, si è riusciti a ricostruire la storia di queste meraviglie.

Un vero e proprio caleidoscopico mondo che seduce e cattura con la sua magia, frutto di una tradizione artigiana che resiste ancora oggi e che, giorno dopo giorno, apporta nuove tecniche.

Vera e propria arte, quella della raffinata produzione delle perle di vetro che sono un capitolo importante della storia di Murano che, ancora oggi, attraverso decori miniaturizzati e sfumature cromatiche, affascinano i visitatori di tutto il mondo.

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La musica… in una leggenda cinese

Il Popolo Cinese (e non lo scopro certamente io), è un Popolo depositario di una cultura millenaria, densa di letteratura, filosofia, miti e leggende…

Quella che segue è una leggenda (che ho “pescato” sul web), relativa ad una delle forme d’Arte più affascinanti: la Musica…

Cito…

Agli albori dell’umanità, quando gli immortali frequentavano la Terra, una giovane donna, per puro caso, camminò sull’impronta di un gigante. La mitologia descrive mondi magici: dopo questo incontro provvidenziale, la giovane donna si trovò incinta, e ben presto diede alla luce un ragazzo straordinario.

Il bambino Fuxi, aveva la testa di un essere umano e il corpo di un drago. Egli crebbe e crebbe, e prima che la madre se ne rendesse conto, divenne un gigante. Quando raggiunse la giusta età, il semidio andò in missione per cercare suo padre. I suoi viaggi lo portarono alla Porta del Paradiso, dove finalmente trovò il padre: il grande Dio del Tuono. Fuxi rimase nei cieli e fu nominato ‘Sovrano Celeste d’Oriente’. I suoi compiti? Guardiano dei popoli e degli avvenimenti nel mondo umano.

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Fuxi era un protettore doveroso e compassionevole. Vedendo che le persone lottavano per il cibo, inventò le reti da pesca e le armi per cacciare. Li vide ammalarsi per aver mangiato carne cruda, e insegnò loro il segreto del fuoco. Unì l’uomo e la donna nel matrimonio e ideò un sistema di divinazione; ma volle donare alle persone una felicità più grande: la musica..

Spinto dalla Provvidenza

La cultura musicale di Fuxi era alla vigilia della creazione e avrebbe vissuto per oltre cinque millenni. Dinastia dopo dinastia, attraverso le montagne, le pianure e i grandi fiumi del Medio Regno, questo patrimonio musicale si è arricchito delle tradizioni locali e delle colorate leggende. Oggi, Shen Yun condivide questo patrimonio con l’Occidente in una luce completamente nuova… ma torniamo nuovamente alla storia di Fuxi, il creatore di tutto.

Una sera, mentre passeggiava attraverso il mondo mortale, Fuxi s’imbatté in un albero ombroso… c’era qualcosa di speciale. Lui si avvicinò e, come un segnale, il sole inviò dei raggi crepuscolari, colorando il cielo con un bagliore iridescente. I pianeti inondarono i suoi rami con l’elisir cosmico. Una brezza profumata si sprigionò dai regni celesti, accompagnata da rintocchi.

Proprio in quel momento, una nuvola portò in basso una coppia di fenici, verso l’albero. Decine di uccelli le volarono dietro e uno dopo l’altro, aprirono il becco e cantarono per rendere omaggio al loro re e alla loro regina. Vedendo questo, Fuxi pensò: “Questo è un albero benedetto. Qualsiasi strumento realizzato dal suo legno produrrà la musica più meravigliosa” e incominciò a lavorare.

Fuxi ha così creato uno strumento lo zither, ricco di simbolismi. Ha un diametro di quattro pollici che rappresentano le quattro stagioni; il suo spessore di due pollici corrisponde alle due forze dello yin e dello yang. Al di sopra, Fuxi ha fissato dodici tasti, uno per ogni mese dell’anno e cucito cinque corde a simboleggiare i Cinque Elementi.

Ora, durante le vacanze e nei periodi di raccolta, la gente potrà festeggiare come mai prima; pescando con le reti, cucinando con il fuoco e mangiando a sazietà alle feste sontuose… ma il momento più importante della festa era sempre il nuovo strumento di Fuxi. Gli uomini erano ancora più felici quando cantavano con l’accompagnamento di questo strumento magico… l’ultima invenzione, la musica di Fuxi.

Ma nel tempo, gli Dei che tutto vedono, diventarono troppo curiosi.

Debutto celeste

Un giorno, la Suprema Dea dei Cieli ha organizzato un banchetto nel suo palazzo Jasper Pool. Tutte le divinità presenti parlavano del nuovo e meraviglioso strumento e anche loro, volevano gioire del suo suono. Così la Dea convocò Fuxi per unirsi al loro raduno.

Dopo che tutte le divinità furono saziate con le pesche dell’immortalità e dissetate con il vino al miele, si riunirono intorno all’ospite d’onore, mentre seduto suonava. Poi, pizzicando e accarezzando lo strumento, la sognante melodia scorreva dalle sue dita.

Il pubblico felice, si rese conto che la splendida invenzione di Fuxi non aveva ancora un nome! Dopo una breve riflessione, gli Dei decisero di chiamare lo strumento Qin, con il prefisso yao (che significa ‘diaspro’ o ‘preziosa giada’) per onorare il suo esordio a palazzo.

Questa è la storia di Fuxi e Yaoqin, uno degli strumenti più venerati della Cina antica.

a cura di Roberto Pellegrini

Parigi -Haute Couture #4

Alberta Ferretti Limited Edition

Collezione sofisticata e molto femminile, carica di decorativismo. Chiffon e satin plissettati, balze ed applicazioni scintillanti. “Mi ritorna in mente…” citava una canzone, … tempi antichi e di questi profumano le proposte di Alberta Ferretti.

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Alexis Mabille

Colori che richiamano la natura, o meglio le pietre preziose, forme a palloncino e tocchi di romanticismo. Pizzi preziosi e stoffe superbe che danno agli abiti di gran sera una sfumatura quasi principesca.

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Antonio Grimaldi

Colori polverosi, linee fluide e scivolate che ricordano le dee greche. Spalle spesso scoperte a sottolineare con eleganza i décolletées. Solo tinte unite con l’aggiunta di tocchi di pailletes preziose a dare un tocco di luminosità.

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Azzaro

Collezione molto glamour; abiti fluidi che vengono proposti in abbinamento a blousons di pelle, pantaloni ricoperti di scintillanti paillettes colorate, kimoni opulenti.

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Guo Pei

Vere e proprie sculture ispirate alla natura, gli abiti portati in passerella da Guo Pei, con tanto di copricapo a sottolineare la magia. Sculture che prendono vita, gonne origami, maniche a farfalla, gonne a sirena o ricoperte di fiori, boccioli e foglie. Io trovo questa donna geniale.

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Ulyana Sergeenko

La tipica femminilità anni ’40/’50, gonne a campana, maniche a palloncino, mini bustier, ruches e ricami floreali, tailleurs a clessidra con orli a balza. Ci vuole un fisico bestiale!

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Parigi – Haute Couture #3

Elie Saab

Elie Saab si lascia ispirare per questa collezione alla magica poesia degli anni Venti ed è come entrare in una favola. Abiti dai colori polverosi e dai tessuti impalpabili, impreziositi da ricami e dall’applicazione di piume. Collezione alquanto ricca di sex-appeal, molto femminile dove le trasparenze lasciano intravvedere le gambe e dove le scollature sono più che generose. Il suo stile e la sua classe sono inconfondibili.

 

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Jean Paul Gaultier

Jean Paul Gaultier va in scena omaggiando gli anni d’oro di Pierre Cardin. Bianco e nero optical, asimmetrie, giacche strutturate e strette in vita, tutto esaltato da ricami e frange. Per gli abiti lunghi tessuti leggeri con stampe ipnotiche.

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Ralph & Russo

L’Asia ispira Tamara Ralph e Michael Russo: elementi orientali presenti in questi abiti dai colori pastello o, in contrasto, vivaci. Abiti strutturati da sembrare origami, volumi a non finire, piume e petali per un effetto tridimensionale.

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Valentino

“E che la Castellana avanzi” – Pierpaolo Piccioli dimostra ancora una volta il suo talento in grado di raccontare il passato in un modo nuovo. “L’alta moda è speciale perché è fuori dal tempo” dichiara egli stesso. Una collezione carica di glamour, dove pizzi, intarsi, piume, seta e taffetas sono protagonisti e… il sogno diventa realtà.

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Viktor & Rolf

Viktor Horsting e Rolf Snoerenil, convinti che l’alta moda debba muoversi tra il sogno e la libertà mettono in passerella una collezione dove utilizzano solo satin giapponese declinato in intrecci, righe e parchwork. Collezione dallo spirito surrealista, ma molto moderna e femminile.

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