“Dobbiamo sorprendere chiunque, sempre” – Salvador Dalì

Salvador Dalí nacque l'11 maggio 1904, in Spagna, precisamente nel piccolo villaggio agricolo di Figueres. Sin da piccolo Dalí fu stimolato a praticare la sua arte e a svilupparla studiando all'accademia di Madrid. Quando nel 1920, si recò a Parigi e cominciò ad interagire con altri pittori come Picasso, Magritte e Mirò, fu indotto al surrealismo. Con la moglie Gala visse i suoi anni nella casa costruita vicino a Port Lligat. Morì a Figueres nel 1989.

Dalì fu un personaggio veramente fuori dagli schemi, eccentrico ed egocentrico: fu espulso per un cattivo comportamento dall’Accademia di Belle Arti di Madrid; fu arrestato per tendenze anarchiche e lasciato in carcere per 35 giorni; creava situazioni assurde, indossava abiti stravaganti; fu accusato dal Gruppo Surrealista di essere una persona avida e sostenitore di Hitler, anche se Dalì considerò sempre l’arte separata dalla politica...

Il MET (Metropolitan Museum) apre ai sui archivi

In un'epoca dove la cultura viene sempre più snobbata ci pensa il MET. O meglio ci prova! Da poco infatti il museo più rinomato al mondo ha aperto i suoi archivi storici e messo a disposizione di tutti, l'immenso patrimonio culturale che conserva, infatti è stata creata sul sito del Metropolitan Museum, una vera e propria raccolta di tutto ciò che il museo conserva e custodisce ad oggi ben più di 440,000 oggetti...

#8 LA BELLEZZA COMMESTIBILE di Dalì

Dagli edifici costruiti, da Gaudì secondo la sua estetica gotico mediterranea, emergono diversi elementi interiori come l'immaginazione erotico-artistica, i desideri più profondi della psiche, l'estasi e le nevrosi umane, che assumono forme architettoniche contorte e quasi biologiche. Da questo concetto della bellezza che sarà commestibile o non sarà, Dalì ci offre una chiave di lettura per la comprensione dell'inconfondibile iconografia diffusa in tutta la sua opera, e con particolare rilievo nei dipinti della prima metà degli anni 30. Il cosiddetto delirio commestibile trova la sua origine nell'amata terra catalana, nella scogliera di Capo Creus luogo dell'infanzia che Dalì continuava a frequentare anche insieme a Gala, divenuta nel frattempo sua moglie. Dall'osservazione delle infinite forme irregolari di questi scogli, che dai pescatori nella sua zona erano stati denominati a seconda del loro aspetto morfologico, in relazione anche all'architettura mediterranea di Gaudì, rocciosa e morbida al tempo stesso, che Dalì elaborò il suo pensiero della contrapposizione formale vitale ed erotica del duro e del morbido, manifestata nel racconto della genesi del famoso dipinto Gli orologi molli. La storia di quest'opera, denominata in seguito Persistenza della memoria dal gallerista americano Julien Levy che l'aveva acquistata, è descritto in Vita segreta, e rappresenta in un certo senso il percorso ambivalente della personalità di Dalì in eterno contrasto tra la dura scorza esterna del proprio ruolo pubblico e sociale e la sensibile mollezza della propria fragile interiorità, protetta dall'amata e onnipresente Gala.
Tutto sembra essere iniziato da un formaggio in decomposizione, da un oggetto commestibile divenuto metafora dell'aspetto psicologico del tempo, il cui trascorrere nella soggettiva percezione umana, assume una diversa connotazione interna, che segue solo la logica dello stato d'animo e della memoria. In vari dipinti di questi anni appaiono elementi commestibili con un'evidente funzione simbolica, spesso estremamente erotica.
Nonostante la pittura di Dalì fosse basata su una solida cultura e su una profonda dimestichezza con la pittura cinque-seicentesca e con quella romantica, i suoi riferimenti sessuali cominciavano a sembrare eccessivi, reazionari e retorici, anche perché allontanavano sempre di più il pensiero surrealista della responsabilità politica di contestazione della società.

#6 Dalì – L’incontro con Gala

Un evento sopraggiunse nell'estate del 1929, la visita quasi inaspettata di un gruppo di surrealisti, incuriositi e ansiosi di conoscere lo stravagante Dalì. Si trattava di René Magritte con la mogli, Di Camille Goemans, che sarebbe diventato il suo mercante, ma sopratutto di uno dei padri spirituali del movimento Paul Eluard con sua moglie Gala. L'apparizione di questi ultimi fu una vera folgorazione per Dalì, come se si fosse materializzata la donna dei duoi suoi sogni. Mentre iniziava a eseguire il Ritratto di Paul Eluard, Dalì era già totalmente affascinato e sedotto da Gala, tanto da non riuscire neppure a parlare senza scoppiare in risate nervose irrefrenabili.

#5 Dalì e Picasso

Il rapporto fra Dalì e Picasso non raggiunse mai livelli di amicizia neppure quando entrambi risiedevano a Parigi. Mentre ancora Dalì non era entrato in contatto diretto con André Breton, fondatore e animatore del surrealismo, Picasso aveva già aderito alle idee di quel movimento pur se non in maniera formale. Breton dichiaarò che Picasso era surrealista nel cubismo e l'idea cubista delle vedute simultanee dello stesso oggetto visto da diverse ideali angolazioni.

Nonostante la comune origine spagnola i 2 furono legati soltanto da stima e rispetto reciprocoche in Dalì fu una vera e propria ammirazione verso colui che era già considerato un vero rivoluzionario della pittura.

#4 Dalì a Parigi

Le esperienze culturali e umane che Dalì visse durante gli anni 20, lo portarono ad allontanarsi sempre più dalla visione strettamente spagnola dell'arte e a formare un proprio linguaggio creativo stratificato e originale che gradatamente e spontaneamente si andava avvicinando alla vultura francese e alle idee creative che da tutta Europa confluivano a Parigi, unico e vero punto di riferimento per tutti gli Artisti dell'epoca.

Nella ricerca insaziabile dell'essenza della propria pittura era stato incuriosito e interessato dai primi dipinti cubisti di Pablo Picasso e di Georges Braque, ma sopratutto dal madrelino Juan Gris nelle cui opere gli oggetti, scomposti nello spazio, assumo un carattere simbolico.

Le operedi Dalì dal 26 al 27 risentiranno nuovamente dell'influenza del cubismo e iniziarono a perdere l'effetto realista e fotografico che avevano sonservato fino a questo momento, accostandosi a una percezione trasfigurata del del dato reale, preludio ormai certo dell'artista e dello spirito del surrealismo.

I dipinti chiave di questo periodo che segnaranno il definitivo tramonto del suo primo stile impressionista, furono il frutto delle sue idee irrazionali e della percezione tra mondo esterno e mondo interno come il L'asino putrefatto, opera insolitamente matematica.

Fu in questa fase di percezione e di consapevolezza della propria personalità che Dalì decise di recarsi per la prima volta a Parigi per una settimana. L'evento più importante di questo primo soggiorno francese fu l'incontro con Picasso, destinato a rimanere indelebile nella sua memoria.

#3 Dalì – 1° mostra a Barcellona

Dalì affrontò molte correnti artistiche del momento: impressionismo, puntinismo, futurismo, fauvismo, ecc... riuscendo in ciascuna di esse a ottenere dei risultati più che ottimi.

Dal 14 al 27 Novembre 1925 la famosa galleria Falmau di Barcellona organizzò la prima personale di Dalì. Il 1925 fu un anno molto importante per l'artista e non solo per la mostra che determinò intorno a lui un notevole interesse della stampa e della critica.

La sua assidua collaborazione con i giovani protagonisti dell'avanguardia spagnola, lo portò a partecipare a una conferenza provocatoria dove si discusse dell'importanza fondamentale del sogno, della fantasia e dell'immaginazione creativa e nella lettura. La conferenza che aconvolse l'ambiente inttellettuale spagnolo ancora molto arretrato e provinciale, terminò in una grande rissa, ma i concetti che vi furono espressi rimasero fondamentali per il giovane Dalì e per le sue future ricerche artistiche.

#2 Dalí alcune curiosità

La sua eccentrica personalità e il suo innegabile narcisismo ne hanno caratterizzato la vita e hanno contribuito a trasformare un grande artista in un mito vivente. Il suo continuo esporsi alla critica e al giudizio del pubblico e il suo mostrarsi come genio assoluto dell'arte, ci hanno dato l'impressione di poter comprendere la sua opera e di poterci addentrare nel suo pensiero.
Ma colui che abbiamo imparato a chiamare semplicemnte Dalí, riconoscendogli ogni follia, è in realtà un'artista complesso e ancora tutto da scoprire, sopratutto attraverso l'immensa produzione.
Dalí era orgoglioso di essere catalano
Se la Catalogna è regina e signora del mondo i catalani sono il sangue della verità
Si distinse subito per la sua personalità indipendente e per il suo spirito autonomo e ribelle all'autorità.
Nel frattempo oltre a suo carattere, si andava formando il suo stile pittorico personale che in questa prima fase traeva esempio dalla pittura impressiosta. I suoi temi preferiti erano dunque le nature morte e il mare.
Nonostante la disapprovazione della famiglia, Dalí continuo a seguire il suo destino di genio.