Il MET (Metropolitan Museum) apre ai sui archivi

In un’epoca dove la cultura viene sempre più snobbata ci pensa il MET. O meglio ci prova! Da poco infatti il museo più rinomato al mondo ha aperto i suoi archivi storici e messo a disposizione di tutti, l’immenso patrimonio culturale che conserva, infatti è stata creata sul sito del Metropolitan Museum, una vera e propria raccolta di tutto ciò che conserva e custodisce ad oggi ben più di 440,000 oggetti. Il bello arriva adesso, perché tutte le foto delle opere sono a disposizione gratuitamente e scaricabili in formato .jpeg, non solo ma sono prive di qualsiasi blocco, ossia sono di PUBBLICO DOMINIO e quindi messe a disposizione di tutta l’umanità. Non ci sarà più bisogno quindi di “rubare” qualche scatto di qua e di là delle opere più famose al mondo. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Creative Commons e Wikimedia, prende spunto dall’esempio della British library e della New York Public library. Il Metropolitan Museum ha donato tutto nel 2014 per scopi didattici e, da ora, consentendo a tutti qualsiasi utilizzo dei materiali fotografici presenti sulla piattaforma, dai piccoli capolavori di artigianato di anonimi maestri alle più alte firme della storia dell’arte. La collezione è disponibile qui.

Che dite, forse è giunta l’ora di alzare un po’ l’asticella culturale?

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#2 Futurismo, arrivano i primi artisti

A un anno di distanza dalla nascita del movimento si aggrega il primo nucleo di artisti che aderiscono al futurismo.
Il primo nucleo si compatta dopo dopo un memorabile incontro avvenuto nel febbraio 1910 ritrovandosi nell’appartamento milanese di Minaretti.
Il frutto della riunione è il manifesto dei pittori, lettoin una tempestosa serata al politeama Chiarella di Torino nel marzo 1910,in cui i futuristi sono subissati dai fiaschi.
Accumunati da un modo di sentire l’arte che presenta forti omologie con il pensiero di Minaretti, i pittori nel loro manifesto inneggiano al progresso, alla frenetica attività delle frandi capitali e commissioni ufficiali a cui rimproverano di ignorare l’opera Segantini, Prevati e Medardo Rosso. Un proclama di battaglia che termina con

Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari

Il tema del dinamismo su cui si focalizza la loro ricerca è affrontato nel manifesto tecnico La pittura futurista dove annunciano di voler superare i limiti della visione pittorica tradizionale mimetica, naturalista e di considerare l’uomo non più come centro dell’universo ma parte di un tutto in movimento, ponendosi così l’obiettivo di rappresentare in modo nuovo la coscienza percettiva della realtà. Notano altresí che lo shock indotto dalla vertigine del moderno distrugge lo spazio reale.
Sulla base di queste considerazioni metrono a punto un linguaggio pittorico fatto di visioni simultanee e compenetrazioni ambientali, con cui intendono catturare lo spettatore fino a porlo al centro del quadro. Scelgono così una tavolozza selvaggia, urlata, artificiale, violenta incentrata sull’uso e gli abbonamenti dei colori primari e binari. Una scelta cromatica in sintonia con le componenti espressioniste europee, ma con una strumentazione volutamente divisionista che rappresenta per loro un’intima necessità non semplicemente tecnica.

#1 L’invenzione del futuro… Nasce il FUTURISMO

La pubblicazione del MANIFESTO DEL FUTURISMO di Filippo Tommaso Marinetti su “Le Figaro” di Parigi il 20 febbraio 1920 segna ufficialmente la nascita del primo movimento artistico d’avanguardia organizzato. Inizialmente scuola letteraria, il futurismo investe per gradi tutti i campi dell’arte, sfociando anche aldilà dell’estetica nella politica. Sono passati quasi 100 anni dalla sua fondazione, che in passatto ha fatto discutere tanto, proprio alla lunga distanza mostra di avere dei meriti indiscutibili. Non solo ha riportato alla luce l’arte italiana dopo un lungo oblio, ma ha preparato il terreno alle correnti novecentesche.
I caratteri di questa rivoluzione permanente prendono corpo nel corso del tempo. Ai valori della vecchia cultura dominata dal primato della religione, il futurismo contrappone l’intuizione dello slancio vitale e creatore, l’enigma primordiale.
Il futurismo si basa sulla constatazione che le scoperte scientifiche hanno trasformato la sensibilità umana con diverse forme di comunicazione, trasporto e informazione, nate dal progresso tecnologico (telegrafo, telefono, grammofono, treno, bicicletta, motocicletta, automobile, il transatlantico, il dirigibile, l’aereo, il cinema e il grande quotidiano) producendo un nuovo senso di mondo.
I mass media possono amplificare un evento e talvolta addirittura crearlo, anche per questo motivo i contenuti dei proclami futuristi sono cosi strillanti.
Ben si comprende come il futurismo abbia avuto un’eco immediato sui giornali umoristici, fornendo spunti a quelle parodie che hanno contribuito a rendere famigliare questo movimento d’avanguardia.

È NATO IL FUTURISMO