Paul Klee – Molto più di un pittore

Quante cose deve essere un artista: poeta, naturalista, filosofo” – P. Klee

Paul Klee nacque nel dicembre del 1879 da madre svizzera e padre tedesco, entrambi musicisti. Lo stesso Paul inizialmente pensò che la sua carriera fosse legata alla musica, essendo, a quel tempo, considerato un violinista di talento.

Non solo, Paul Klee studiò lettere classiche e scrisse poesie ed opere teatrali. Conservò con cura i suoi diari dal 1897 al 1918 dove annoò dettagliati resoconti delle sue esperienze e delle sue osservazioni sull’arte e sulla letteratura.

L’approccio alla pittura cominciò da ragazzo ed iniziò con il ritrarre paesaggi; dopo essersi laureato partì per Monaco – allora capitale artistica della Germania – e si iscrisse alla scuola privata d’arte di Heinrich Knirr. Solo nel 1899 fu ammesso all’Accademia di Monaco.

Come spesso accade agli artisti, il suo debutto pubblico fu in gran parte ignorato e lui sbarcò il lunario scrivendo recensioni di mostre d’arte e concerti, facendo ripetizioni di disegno e realizzando illustrazioni per riviste e libri.

Klee si unì alle avanguardie pittoriche nel 1911, entrando a far parte di  un’organizzazione di artisti fondata a Monaco di Baviera dal pittore russo Wassily Kandinsky e dal pittore tedesco Franz Marc.

L’adozione dello stile geometrico astratto dei cubisti da parte di Paul Klee è visibile in numerosi disegni che fece nel 1912-13, che vanno dalle immagini comiche di lussuria e caos, alle rappresentazioni simboliche del destino. Dal cubismo Klee trasse anche il frequente uso di lettere e altri segni nelle sue opere.

Dopo la fine della prima guerra mondiale Paul Klee cominciò a coltivare la speranza di una nuova società ed il suo lavoro divenne esuberante. Tra le immagini più impressionanti di Klee del dopoguerra ci sono i suoi dipinti a trasferimento di olio, creati con una tecnica distintiva ideata nel 1919.

Verso la metà degli anni ’20, la reputazione di Klee si era diffusa ben oltre la Germania e nel 1925 organizzò la sua prima mostra personale a Parigi, la capitale dell’arte europea.

Gli ultimi dipinti e disegni di Klee sono fortemente influenzati dalle dure distorsioni dell’opera di Pablo Picasso degli anni ’20 e ’30. Ciò che il maestro spagnolo diede a Klee in questi ultimi anni fu un mezzo per esprimere l’urgenza che Klee sentì quando la sua salute diminuì.

Tra queste opere vi sono disegni di angeli, che sono ancora per metà attaccati da ricordi e desideri ai loro corpo, e Morte e fuoco, l’evocazione del mondo sotterraneo di Klee, in cui una triste faccia di morte è posta in un ambiente infernale di rosso fuoco. Queste ultime immagini sono tra le più memorabili di tutte le opere di Klee e sono alcune delle raffigurazioni più significative della morte nella storia dell’arte.

Egli morì nel giugno del 1940.

A Milano, presso il Mudec, è fruibile sino al 3 marzo 2019 la mostra a lui dedicata “Paul Klee. Alle origini dell’arte”, curata da Michele Dantini e Raffaella Resch.

Sono visibili cento opere suddivise in cinque sezioni che hanno lo scopo di mostrare come il concetto di primitivismo in Klee assuma connotazioni diverse rispetto a come molti altri hanno considerato l’arte del passato, tra cui per esempio le avanguardie storiche.

Delle varie sezioni, Caricature, Illustratore cosmico, Alfabeti e geroglifiche d’invenzione, il museo etnografico e la stanza dei bambini, Policromie e astrazione, merita un cenno sicuramente la parte dedicata ai bambini in cui si può fare un’esperienza diretta con quel teatro delle marionette che Klee creò per esaudire la richiesta del figlio Felix.

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Il MET (Metropolitan Museum) apre ai sui archivi

In un’epoca dove la cultura viene sempre più snobbata ci pensa il MET. O meglio ci prova! Da poco infatti il museo più rinomato al mondo ha aperto i suoi archivi storici e messo a disposizione di tutti, l’immenso patrimonio culturale che conserva, infatti è stata creata sul sito del Metropolitan Museum, una vera e propria raccolta di tutto ciò che conserva e custodisce ad oggi ben più di 440,000 oggetti. Il bello arriva adesso, perché tutte le foto delle opere sono a disposizione gratuitamente e scaricabili in formato .jpeg, non solo ma sono prive di qualsiasi blocco, ossia sono di PUBBLICO DOMINIO e quindi messe a disposizione di tutta l’umanità. Non ci sarà più bisogno quindi di “rubare” qualche scatto di qua e di là delle opere più famose al mondo. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Creative Commons e Wikimedia, prende spunto dall’esempio della British library e della New York Public library. Il Metropolitan Museum ha donato tutto nel 2014 per scopi didattici e, da ora, consentendo a tutti qualsiasi utilizzo dei materiali fotografici presenti sulla piattaforma, dai piccoli capolavori di artigianato di anonimi maestri alle più alte firme della storia dell’arte. La collezione è disponibile qui.

Che dite, forse è giunta l’ora di alzare un po’ l’asticella culturale?

#4 La poetica di Klee

Il viaggio a Parigi del 1912 lq conoscenza di Delaunay e dei cubisti contribuiscono a chiarire a Klee le direzioni della propria poetica ormai differenziata da quella del Cavalliere Azzurro. Delaunay è un personaggio chiave  nella cultura europea dei primi decenni del secolo, ponendosi con un punto di raccordo tra lo spirito rivoluzionario e razionalista del cubismo e le correnti irrazionali e spiritualistiche  dell’ambiente tedesco.

Klee con un biglietto di presentazione di Kandinsky va a trovare Delunay nel suo stadio. Di fronte alle opere dell’artista francese scopre la potenza emotiva e fantastica della luce, il ritmo e il movimento dell’immagine ottenuta attraverso i constrasti simultanei dei colori, conosce una pittura che è insieme  spaziale e temporale e che supera la schematizzazione  geometrica del cubismo.

Ciò che dovette affacinare Klee di Delunary, fu infatti un tentativo dei futuristi di realizzare una pittura totale, capace attraverso il dinamismo della composizione di esprimere ciò che si vede e ciò che si sente, l’emozione momentanea e il ricordo.

Vari acquarelli del 1913, per esempio Pali della luce e Piccolo paesaggio con aria di pioggia, mostrano nella funzione puramente costruttiva del colore e nel dinamismo  dell’immagine, l’assimilazione di queste recenti esperienza.

#3 Klee passaggio a nuove esperienze

Il passaggio a nuove esperienze avviene con la scoperta di Van Gogh e Cezanne. Attraverso la conoscenza del maestro olandese risale oll’origine prima dell’espressionismo, capace di costruire l’immagine superando la dimensione naturalistica, ancora presente negli impressionisti. Ma la grande scoperta avviene quando alla mostra della Secessione vede otto dipinti di Cezanne e ne resta subito molto colpito.

La meditazione su Cezanne avviene molto lentamente, Klee è comunque lontano dal tocco cezanniano, ma cerca attraverso attreverso una certa luminosità e toni vicini a quelli di Cezanne, di superare le difficoltà nell’uso del colore.

La produzione grafica che aveva caatterizzato tutta la prima fase di ricerca non è comunque abbandonata, l’artista arriva una completa smaterializzazione delle forme attraverso un nervoso e accentuato linearismo.

Il riconoscimento dell’arte primitiva e dell’espressività infantile come base del rinnnovamento, unitariamente allo studio delle espressioni artistiche nelle civiltà non occidentali diverranno per Klee lo stimolo alla creazione di un vocabolario di immagini e disegni che organizzati in un nuovo sistema linguistico daranno vita a imprevedibili insiemi di significato

#2 Klee gli anni a Monaco

Klee cominciò a prendere regolari lezioni di violini fino ad essere accettato nel 1890, dell’orchestra municipale di Berna. La figliarità, la passione per la musica e la e la perfetta conoscenza dei processi compositivi sono una tra le chiavi d’interpretazione della pittura kleiana.
Contrariamente a quanto Klee afferma nell’autobiografia, la scelta della profesdione fu cauda di continui ripensamenti, tanto che i ln questa ricerca, arriva perfino a sancire la sospensione dei duoi studi lettarari, musicali e figurativi per dedicarsi alla formazione della propria personalità.
A Monaco Klee frequenta la scuola privata di disegno diretta da Ernst Knirr e nell’ottobre del 1900 viene ammesso all’accademia. Scarsa sembra essere su di lui l’influenza diretta delle correnti simboliste e dell’Art Nouveau che erano vicinissime a Monaco in quel periodo e davano vita ad accesi dibattiti e sul rapporto tra colori e statoli d’animo.
D’altra parte Klee in questi anni si dedica prevalentemente al proprio sviluppo interiore con un proceddo di autoanalisi.
Con il viaggio in Italia e con la dolorosa presa di coscienza della distanza ormai invalicabile dell’ideale classico, finiscono per Klee gli anni di apprendistato.
Ritornato a Berna  non l 1903 Klee inizia a lavorare a una serie di incisioni, che saranno poi esposte nel 1906 alla Secessione di Monaco.
La sperimentazione di svariate tecniche artistiche e di diversi materiali clndotta in maniera sistematica, diviene una delle componenti fondamentali della sua poetica. La pittura sottovetro imlegna l’artista in un’approfondita ricerca sulla strutturazione formale dell’immagine e sul valore dinamico della luce

#1 KLEE i 9000 volti di una ricerca

Circa 9000 opere tra incisioni, dipinti, disegni, fogli colorati, marionette, maschere e bassorilievi costituiscono l’amplissimo e multiforme lavoro creativo di Paul Klee. Ma oltre alla pittura egli si dedico anche alla filosofia, alla ricerca naturalistica, alla musica e alla poesia.

Numerosi i viggi, fra cui molti in Italia, Francia, Tunisia ed Egitto, dove scaturiscono nuove amicizie e numerosi incontri, dall’incontro con Kubin alle amicizie con Marc, Macke, Kandinsky, Gropius, Braque e Picasso; dalle quali seppe trarre motivi di riflessione e arricchimento,

Klee ha un’anima romantica, che aspira all’equilibrio tra natura e storia. Già dal 1921, l’artista aveva iniziato la sua attività didattica e teorica, dove il credo razionalista e la regola geometrica costituivano la base dell’insegnamento.

Sembra quasi impossibile individuare un percorso evolutivo o una precisa linea di tendenza nella vasta produzione di Klee, ma sono proprio queste apparenti incongruità a suggerire indirettamente la vera natura della sua poetica. D’altra parte il suo insegnamento ha avuto, sia nell’arte a lui contemporanea che in quella successiva una propagazione capillare ma sostanzialmente indiretta. Non ebbe discepoli o ammiratori ma la somma di esperienze elaborate e trasformate nella sua opera restano un riferimento imprescindibile.