Il MET (Metropolitan Museum) apre ai sui archivi

In un’epoca dove la cultura viene sempre più snobbata ci pensa il MET. O meglio ci prova! Da poco infatti il museo più rinomato al mondo ha aperto i suoi archivi storici e messo a disposizione di tutti, l’immenso patrimonio culturale che conserva, infatti è stata creata sul sito del Metropolitan Museum, una vera e propria raccolta di tutto ciò che conserva e custodisce ad oggi ben più di 440,000 oggetti. Il bello arriva adesso, perché tutte le foto delle opere sono a disposizione gratuitamente e scaricabili in formato .jpeg, non solo ma sono prive di qualsiasi blocco, ossia sono di PUBBLICO DOMINIO e quindi messe a disposizione di tutta l’umanità. Non ci sarà più bisogno quindi di “rubare” qualche scatto di qua e di là delle opere più famose al mondo. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Creative Commons e Wikimedia, prende spunto dall’esempio della British library e della New York Public library. Il Metropolitan Museum ha donato tutto nel 2014 per scopi didattici e, da ora, consentendo a tutti qualsiasi utilizzo dei materiali fotografici presenti sulla piattaforma, dai piccoli capolavori di artigianato di anonimi maestri alle più alte firme della storia dell’arte. La collezione è disponibile qui.

Che dite, forse è giunta l’ora di alzare un po’ l’asticella culturale?

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#3 Van Gogh un museo immaginario

Inizialmente è rimasto quasi completamente all’oscuro dei fermenti artistici che stavano movimentando il panorama estero, Parigi specialmente.

I suoi referenti stilistici, prima del suo secondo soggiorno parigino nel biennio 1886-1888 furono la Scuola dell’Aja, Barbizon, Millet e Delacroix. Il romantico Delacroix può essere incluso in una transizione che inizia con Frans Hals e Rubens, artisti che Van Gogh stimava per la loro maturità stilistica e la sicurezza della loro pennellata. Mentre nella prima metà degli anni 80, considerava gli artisti appena citati come i principali esponenti dell’avanguardia.

L’esplosiva crescita aristica di Van Gogh nei mesi iniziali del suo soggiorno parigino testimoniano tuttavia della durevole impronta lasciatagli dalle opere che ebbe occasione di vedere.Le prime nature morte e i primi autoritratti rappresentano dunque degli studi sui contrasti cromatici, così come li aveva appresi da Seurat e Signac.

Ma Vincent subì anche l’influenza diretta di impressionisti classici come Monet e Pissarro, che ebbe modo di lodare in qualche occassiione. Si potrebbe quasi sostenere che Van Gogh abbia travalicato l’impressionismo per passare dalla pittura fortemente tonale di Aja, direttamente a postimpressionismo.

A lui interessava andare oltre l’arte per l’arte. La modernità del linguaggio non era un obiettivo desiderabile in sè e per sè , ma soltanto un mezzo per formulare e trasmettere un messaggio in maniera storicamente adeguata.

#2 Van Gogh le origini

Prima che Van Gogh si dedicasse ad abbracciare la pittura, l sue origini la famiglia e lo spirito missionario fecero di lui un fanatico della religione. La ricerca della vera dottrina trasformato in un fondamentalista biblico e libero pensatore che interpretaava quando leggeva secondo il proprio modo di vivere e sopratutto non si lasciava piegare alla rigidità del padre.

Van Gog sembra identificarsi di volta in volta con i temi e le storie dei quadri che vede e che apprezza. In essi erca conforto e vi trova uno schermo sul quale proiettare se stesso, questa è la radice del suo pensiero sull’arte.

Le modalità pittoriche, la composizione o l’abilità pratica lo interessano meno. La pittura deve andare oltre la dimostrazione di padronanza tecnica, deve rappresentare qualcosa di più di un esercizio cromatico o formale. Secondo lui è necessario che l’arte si faccia portatrice di un messaggio ma sopratutto che dia voce alle intime convinzioni dell’artsta. Solo se il pittore è onesto con se stesso e con il proprio pubblico e se è in grado, raffigurando una storia o un’espressione del volto, di suscitare un’emozione, Vincent lo apprezzerà.

#1 Van Gogh

L’incredibile fortuna posseduta da Van Gogh riesce ancora oggi a meravigliare in egual misura sia i profani che gli intenditori d’arte. Figlio di un pastore calvinista del Bramante, che in vita ottenne scarso successo in quasi tutte le attività intraprese.
Tipico esempio di persona tenace che a dispetto di ogni conflitto interiore e di ogni avversità esterna, tiene fede ai propri obiettivi. Van Gogh è diventato un modello senza confronti.
Non vi è al mondo altr posto come i Paesi Bassi per ammirare il più vasto numero di opere d’arte dell’artista olandese.
Al Van Gogh Museum di Amsterdam con i sui circa 200 dipinti e il Kröller-Müller Museum di Otterlo, che ne conta un centinaio riuniscono da soli un terzo dell’opera di Vincent Van Gogh.

Fin da ragazzo Van Gogh era solito collezionare riviste illustrate dalle quali ritagliava incisioni che poi incollava in album. In quanto collezionista di riviste, mercante d’arte, assiduo frequentatore di musei e lettore di biografie, era un grandissimo conoscitore della storia dell’arte. Le sue straordinarie creazioni possono quindi di diritto essere messe in rapporto alla tradizione artistica del passato.