Ikigai – La ragione della propria esistenza

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono.
Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”
Pablo Picasso

Ikigai è una parola giapponese convenzionalmente tradotta nella nostra lingua come “la ragione della propria esistenza”.

Nella cultura zen, lineare e pulita, si cerca di assegnare un posto ad ogni cosa, tutto ha un proprio equilibrio ed ecco che avere un motivo che dà un senso alla propria esistenza è, per i giapponesi, fondamentale per essere felici. Secondo questo popolo, ognuno di noi possiede il proprio ikigai, resta indispensabile scoprirlo. Read more…

Annunci

Il tempo: questo sconosciuto…?

Amici, è da diverso tempo che vado seminando appunti, note, riflessioni relativi ad un argomento che ha sempre stimolato la mia fantasia… E dal momento che, d’accordo con Mme3bien, avrei deciso di raccogliere questi scritti in un breve saggio, eccovene un’anteprima…

img_2293437963316977

Spero possiate trarne spunti di riflessione…

IPOTESI SULL’IDEA DEL TEMPO
(breve riflessione semiseria sul tema)

Scrive Seneca (“De Brevitate Vitae”): “…la vita si divide in tre tempi: passato, presente, futuro. Di essi, il presente è breve, il futuro incerto, il passato sicuro. Solo su questo la Fortuna ha perduto il suo potere, solo questo non può essere ridotto in balia di nessuno…”.

tempo5

Uno dei concetti che, da sempre, ha maggiormente affascinato la nostra immaginazione, è il “Tempo”.

Che cos’è, davvero, il Tempo? Da che cosa è determinato, o individuato? Esiste come realtà oggettiva, o è soltanto una vacua, ma indispensabile “convenzione sociale”, che ci permette di “vivere”, partorita dalla nostra mente?

tempo

In effetti, espressioni del tipo : “…il Tempo passa in fretta…”; oppure: “…come è passato velocemente il Tempo…”; piuttosto che: “…non mi passa più il Tempo…”, sembrano tutte volersi riferire a qualcosa di tangibile, di concreto, di facilmente individuabile, o in definitiva, di immediato riscontro.

Ma, ed è questa “la domanda”, che cosa “passa”, o “non passa”?

2hgxqat

In realtà, è molto probabile che ci si voglia riferire ad una serie di emozioni, ad una correlazione tra sensazioni differenti e stimoli che, come risultato finale, portano all’impressione che, effettivamente, “qualcosa” avanzi concretamente, o in ultima analisi, si “muova”, in qualche modo, “partendo” da un “punto”, per “arrivare” ad un altro.

4-modi-per-gestire-il-tempo-ed-aumentare-la-tua-produttivita-attraverso-la-carta-arricchisciti

Il concetto di “Avanzamento (Temporale)”, è nato insieme all’uomo. E’ possibile, io credo, che l’uomo abbia da sempre avuto dentro sé la “sensazione”, che poi fu definita “Tempo”, appunto. In caso contrario, come potremmo spiegarci l’insorgere, nella “mente/coscienza” umana di questa “Idea”?

Mi piace, a questo proposito, formulare alcune ipotesi.

(…)

testo di Roberto Pellegrini

…Felicità? Lasciati “contagiare”!

Nasce prima l’uovo, o la gallina? Domanda stupida? Niente affatto. L’uovo? Va bene, ma chi lo avrebbe messo al mondo, quell’uovo? Allora è nata prima la gallina? Oh bella! E da quale uovo sarebbe saltata fuori? Tra il serio e il faceto scienza e filosofia si sono “accapigliate” sul tema, senza giungere a una definitiva risoluzione della questione.

schermata-09-2457658-alle-10-59-45

E nasce prima la felicità, o l’invidia? Abbozzare una risposta, appare più semplice: come potrebbe orientarsi, l’invidia, senza la felicità (altrui), con cui fare i conti?

invidia

In un mio aforisma, definisco L’invidia così: “L’invidia è ammirazione, cui manchi, innanzitutto, la sincerità.”

E’ un tarlo che corrode la coscienza, dal momento che l’invidioso, per sua natura, non accetterà mai, con genuino entusiasmo, il benessere, o la felicità, di chi sia oggetto di questa sua malsana attenzione. Anzi, farà di tutto per minarne le ragioni.

L’invidia è una malattia, si usa dire. Ma è una malattia dell’anima che, solitamente, si accompagna ad altri “ceffi” tutt’altro che raccomandabili. Spesso, infatti, l’invidia si serve dell’ipocrisia, della menzogna, della falsità, del pettegolezzo, della cattiveria e quant’altro di meglio offra il “mercato”…

whisper

Epicuro, ragionando sull’invidia, affermava: “Non si deve invidiare nessuno, visto che i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più essi trovano buona sorte, più si rovinano…”

In sostanza, le persone invidiose sono persone infelici, sofferenti… Giusto, quindi, provare nei loro confronti soltanto una sincera compassione, nella speranza che, prima o poi, riescano ad aprire gli occhi del cuore e ritrovare la propria serenità…

npr_empathy-1

Anche nella serenità del prossimo…

Testo by Roberto Pellegrini

L’ipocrita sta al pettegolezzo…

…come il pettegolo sta all’ingenuo.

Già, proprio così, quando una persona falsa apre bocca, solo un ingenuo può ascoltare senza fare domande e da lì innescarsi il pettegolezzo.

Da che mondo e mondo il pettegolezzo è sempre esistito, pensate si hanno tracce di esso a partire dal 3500 a.c. ai tempi della Mesopotamia, oggetto del “cip-cip” un tradimento di una donna sposata con un uomo potente.

normanrockwellauctionjpeg-0ea74_1379604230-kig-u1070946164415umd-1024x57640lastampa-it

In Italia pettegolezzo, in Francia bruit, in Inghilterra rumor, ma sempre dei fatti degli altri si parla, fino a quando il tutto non arriva alle orecchie di persone intelligenti che, come insegna la saggezza popolare, rompono la catena eliminando l’anello.

ignoring-anger

 

Il pettegolezzo, che solitamente abbonda sulla bocca degli infelici, per un attimo permette loro di “esercitare” un potere e di essere – poveretti – al centro dell’attenzione, spesso però ha conseguenze disastrose.

Pensate alla Tropical Fantasy, lanciò una bevanda che ebbe un successo praticamente immediato negli USA, finché non emerse una notizia inquietante e contemporaneamente assurda.

Si diceva che questa bibita economica fosse stata creata con uno scopo molto preciso: il suo basso costo permetteva alla maggior parte della popolazione afroamericana di poterla acquistare. Nella sua formula chimica, si nascondeva un oscuro obiettivo, quello di danneggiare la qualità dello sperma degli afroamericani affinché non potessero avere figli.

La conseguenza fu che la Tropical Fantasy ci mise anni a recuperare l’immagine distrutta a causa di un’informazione falsa, una vera e propria voce di corridoio.

Personalmente, di fronte ai pettegoli ed ai pettegolezzi, sono sempre molto assertiva, pongo limiti ben precisi e metto bene in chiaro le cose, non permettendo a nessuno di valicare la soglia.

Evviva Socrate ed i suoi tre setacci: verità, bontà e utilità!!!

C’era una volta… (ma c’è ancora)

… un saggio che insieme ad un suo seguace tagliavano della legna. L’alunno lavorava senza mai fermarsi e senza mai riposarsi, tanto da tagliare una gran quantità di legna, il maestro, invece, lavorava fermandosi ogni tanto a riposare; nonostante questo la legna da lui tagliata era molta di più di quella del discepolo.

Questa cosa lasciò di stucco l’alunno, che alla fine della giornata chiese al maestro come era potuta succedere una cosa simile. Il maestro rispose semplicemente:

“Mentre riposavo affilavo l’accetta”

La morale di questa storia si traduce nella pazienza, ossia nel possedere la giusta “lentezza” per trasformare la nostra esistenza in qualcosa di straordinario. Sopportando momenti difficili e affinando l’abilità di autocontrollarsi, razionalizzando e senza alterarsi.

 

 

Un proverbio persiano cita: “La pazienza è un albero: le radici sono molto amare, ma i frutti dolcissimi .”

Se di fronte a situazioni che ci mettono alla prova, affinassimo la capacità di pazientare, spesso eviteremmo di prendere decisioni sbagliate, saremmo persone più equilibrate ed in grado di sopportare anche momenti tristi.

Non sempre tutto dipende da noi e saper aspettare e capire che il tempo deve fare il suo corso è sicuramente una buona via per vivere con tranquillità provando a risolvere le situazioni in modo armonioso.

Madre natura ci insegna che dopo ogni notte, c’è un’alba, che dopo ogni oggi c’è un domani, che dopo ogni inverno c’è una primavera, quindi è solo una questione di tempo, ogni cosa che deve succedere, sicuramente succederà.

mantieni-la-calma-e-porta-pazienza

 

Osservare la vita, assecondandone il ritmo naturale, senza ovviamente essere passivi, porta a fare della pazienza una delle nostre migliori virtù e ci permette di guardare la realtà in modo più riflessivo, godendo appieno dei risultati raggiunti giorno dopo giorno.

A proposito di stagioni

Finalmente, dopo tanto intercedere, sono riuscita a convincere Roberto Pellegrini a diventare un co-Autore del blog. Sono certa che questa novità incontrerà il vostro consenso. Qui di seguito il primo post di Roberto.

Vivere è saper cogliere il “frutto” di ogni Stagione…

Nel corso della nostra vita attraversiamo momenti, fasi che, secondo una facile
metafora, da sempre accostiamo all’incessante alternarsi delle Stagioni…

La vita dovrebbe essere semplice e spontanea, come le Stagioni, con il freddo
dell’inverno, il tepore della primavera, il caldo dell’estate e la dolcezza
dell’autunno…”- Romano Battaglia, “Incanto”, 2008.

Anche il nostro cuore, custode e “padre” dei sentimenti più profondi, non sfugge a
questa verità, attraversando le proprie “Stagioni”: attimi che, nel bene o nel male, lasciano impressi nella memoria impressioni, immagini, ricordi, che andranno a disegnare il “panorama” di un’intera esistenza… Nella quale dovremo riconoscerci…

In amore, abbiamo tutti vissuto, prima o poi, il nostro “autunno”: il tempo
dell’attesa, della pazienza, della segreta speranza di un incontro…, di “quell’incontro” speciale…

thankful-heart

Abbiamo tremato al “freddo” dell’ ”inverno”: la stagione del disincanto, della fine di
un legame, della delusione… Della voglia di non “crederci” più…, della paura di
ricominciare…

mare_3_2_20261

Siamo tutti rinati assaporando l’inattesa “primavera”, nei palpiti vivi di una nuova relazione, nei germogli dell’innamoramento, nella gioia di una prospettiva comune, di un futuro, finalmente, da condividere…

ornamental-cherry-51419_640

Ed abbiamo tutti goduto dell’ebbrezza calda dell’ “estate”, cedendo al vento di una
giovane passione, nell’atmosfera serena di un tramonto, fissato nel tempo… Come un
“assaggio” di felicità…

original

La gente non si accorge se è estate o inverno, quando è felice…
A. Cechov, “Tre sorelle”, 1900.

by Roberto Pellegrini

Gli alberi, questo dono della natura che…

…spesso poco conosciamo.

Leggendo il libro “La saggezza degli alberi” by Peter Wohlleben ho scoperto che gli alberi sono gli esseri viventi più resistenti del nostro pianete, quelli che hanno vita più lunga e che dietro la loro corteccia nascondono segreti.

Forse non tutti sanno che gli alberi possiedono forme di comunicazione, che gli esemplari della stessa specie spesso si alleano, si difendono e si sostengono.

Gli alberi, pur con il loro silenzio, sono dei veri amici per l’uomo e come scrisse George Nakashima: “Tra l’uomo e l’albero esiste un impercettibile legame vitale che unisce i loro destini”.

Tanto che sono diventati mezzo per vere e proprie terapie, che trovano le loro radici in oriente. La filosofia Zen, per esempio, ritiene che gli alberi abbiamo un forte potere di guarigione.

Esiste un vero e proprio abbinamento fra alberi e benefici che trova d’accordo terapisti occidentali ed orientali:

4667-8590

  • Abbracciare un pino, considerato nelle culture cinese e giapponese un albero immortale, rafforza il sistema nervoso.
  • Abbracciare un cipresso aiuta a calmare l’ira.
  • Abbracciare un olmo calma le emozioni
  • Abbracciare un acero affievolisce ogni dolore fisico.
  • Abbracciare un Drimys winteri migliora le funzionalità cardiache.
  • Abbracciare un fico riduce la temperatura corporea. Ecc…

Certo non è sicuramente una novità che stare a contatto con la natura faccia bene alla salute fisica e mentale, ma che entrando a contatto con gli alberi il corpo avesse così tanti benefici, non vi nascondo che sono rimasta un po’ sorpresa.

Siccome madre natura non prevede ticket perché non provare!