Ikigai – La ragione della propria esistenza

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono.
Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”
Pablo Picasso

Ikigai è una parola giapponese convenzionalmente tradotta nella nostra lingua come “la ragione della propria esistenza”.

Nella cultura zen, lineare e pulita, si cerca di assegnare un posto ad ogni cosa, tutto ha un proprio equilibrio ed ecco che avere un motivo che dà un senso alla propria esistenza è, per i giapponesi, fondamentale per essere felici. Secondo questo popolo, ognuno di noi possiede il proprio ikigai, resta indispensabile scoprirlo. Read more…

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Kinro kansha no hi – La festa del ringraziamento e non solo…

Ed eccoci ad un’altra ricorrenza festeggiata durante il mese di Novembre in Giappone, precisamente il 23, si tratta del Kinrou Kansha no Hi, kinrou = lavoro  – Kansha = gratitudine.

Questa festa affonda le sue radici centinaia e centinaia di anni fa, infatti si tratta della versione moderna del Niiname-sai.  Il Niiname-sai è un rituale shintoista che si tiene entro la fine di novembre, durante il quale l’Imperatore fa la prima offerta della stagione del riso seminato e raccolto e, per primo, consuma il riso nuovo. Quindi, la ragione principale della celebrazione è in qualche modo diversa, anche se si tratta sempre di una sorta di ringraziamento per il buon raccolto ottenuto. Read more…

Shichi-Go-San

Eccoci a parlare di un’altra festa che si celebra durante il mese di Novembre: Shichi-Go-San.

Tre…Cinque…Sette…

Non stiamo ripassando i numeri dispari, ma stiamo conoscendo questa festa molto significativa che, in Giappone, è legata alle fasi di crescita di ogni bambino.

Sicuramente nel paese del sol levante i numeri dispari sono considerati numeri fortunati, ma in questo caso: Read more…

Bunka No Hi

In Giappone, Novembre è un mese dove “cadono” parecchie ricorrenze; oggi parliamo di Bunka No Hi, ossia la Giornata della Cultura, celebrata il 3 di Novembre e durante la quale: non si va al lavoro, non si va a scuola e gli uffici pubblici rimangono chiusi.

Durante questa giornata si onora la cultura tradizionale giapponese e si promuovono l’amore per la libertà e la pace sancito dalla costituzione giapponese, che è stata ufficialmente adottata il 3 novembre 1946, alla fine della Seconda guerra mondiale; nello stesso giorno, due anni dopo – 1948 – si è costituita la Giornata della cultura. Read more…

Anche i terremoti hanno la loro leggenda

Il Giappone, come ben sappiamo, è terra ad alto rischio sismico e spesso avvengono terremoti e tsunami catastrofici. Ovviamente una spiegazione scientifica c’è, ma nel Sol Levante tutto trova spesso giustificazione nella mitologia o nelle leggende.

Si racconta infatti che la causa di tutto sia Namazu, un enorme pesce gatto che vive nel fango. I giapponesi lo considerano uno yo-kay, ossia un mostro associato ai disastri.

La divinità shintoista che ha il compito di tenere a bada il pesce gatto scapestrato che, con i suoi colpi di coda, provoca catastrofi, è il dio Kashima, ma, a quanto sappiamo, non sempre riesce con l’aiuto di una grande pietra a limitare i movimenti di Namazu, che con violenti movimenti spesso fa tremare il Giappone… Read more…

Noh Hagoromo e la leggenda di Tennyo

“Molto tempo fa, in quello che è oggi Shizuoka, un pescatore di nome Hakuryō camminava lungo le spiagge coperte di pini della penisola di Miho. Era una bella mattina di primavera e Hakuryō si fermò per un momento per ammirare la bella sabbia bianca, le onde scintillanti, le nuvole lanuginose e le navi da pesca sul“Molto tempo fa, in quello che è oggi Shizuoka, un pescatore di nome Hakuryō camminava lungo le spiagge coperte di pini della penisola di Miho. Era una bella mattina di primavera e Hakuryō si fermò per un momento per ammirare la bella sabbia bianca, le onde scintillanti, le nuvole lanuginose e le navi da pesca sulla baia. Una piacevole fragranza riempiva l’aria, e sembrava che la musica eterea stava ballando sui venti. Qualcosa colpì l’uomo: drappeggiato su un vicino ramo di pino c’era un abito dal tessuto più splendido che avesse mai visto. Era fatto di un materiale morbido e di penne ed era tessuto in colori fantastici. A quel punto l’uomo decise di portarlo a casa e mantenerlo come un’eredità familiare.la baia. Una piacevole fragranza riempiva l’aria, e sembrava che la musica eterea stava ballando sui venti. Qualcosa colpì l’uomo: drappeggiato su un vicino ramo di pino c’era un abito dal tessuto più splendido che avesse mai visto. Era fatto di un materiale morbido e di penne ed era tessuto in colori fantastici. A quel punto l’uomo decise di portarlo a casa e mantenerlo come un’eredità familiare.

Proprio mentre Hakuryō si stava preparando a partire, una giovane bellissima donna apparve davanti a lui. Aveva fiori nei capelli ed emanava un profumo dolcissimo. Ella si rivolse all’uomo dicendo che egli stava tenendo il suo abito da e gli chiese di restituirlo. Hakuryō si rese conto che quella splendida fanciulla era un tennyo e si rifiutò di restituirle l’abito, dicendo che esso avrebbe portato fortuna al suo villaggio. Read more…

Le miko

Miko è il termine con cui, in Giappone, si indica una giovane donna che lavora presso un tempio shintoista; nei tempi antichi, una miko non era solo questo, infatti, in ere passate, la tradizione voleva che le miko fossero un tramite fra il mondo e le divinità. Venivano considerata delle sacerdotesse.

Oggi le miko sono ragazze volontarie o lavoratrici part-time che assistono alle funzioni del santuario, si esibiscono in danze cerimoniali, offrono un oracolo (omikuji) o vendono oggetti associati al tempio, come Ema, Omamori e vari oracoli della fortuna. Read more…