…notte di Sogni!

Ho sempre pensato, fin da ragazzino, che i famosi “sogni nel cassetto”, con la loro vita “in castigo”, costretti ad un’esistenza in attesa di un’eventuale “realizzazione”, fossero, in qualche modo, parenti stretti delle “Stelle Cadenti”…

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Ci siamo, amici miei: è la magica notte di San Lorenzo… E allora, quest’anno, inventiamocene una nuova: apriamo il cassetto dei sogni; prendiamone una manciata e lanciamoli nel cielo, prima della mezzanotte: chissà che, questa volta, non ci capiti di riconoscerne uno, seguito dalla sua benaugurale scia luminosa…!

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...Morenti,
disegnano,
Stelle,
sorrisi
al contrario
(che mi vengono incontro…),
e sembrano
graffi
leggeri
sul vetro sottile
di un vasetto dipinto
di nero:
intuisco
che forse,
dietro a un velo
di tempera, la Notte
nasconde, per gioco.
la luce,
che dorme
e sorride,
del Cielo…

by Roberto Pellegrini

Poesia tratta dal libro “Le Parole sono Stelle”

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Armonia by Roberto Pellegrini

Armonia

E’ il senso del mio vivere
quest’armonia confusa
d’incertezze e tormenti,
di silenzi ed incontri,
struggenti,
sul filo teso
(evanescente…),
dei tuoi orizzonti,
che si consumano, correndo
nelle distanze degli sguardi,
contemplando
le menzogne che il tempo
perde,
nel tentativo inutile
d’ingannarci…

by Roberto Pellegrini

Innamorarsi è anche vivere incertezze, tormenti, silenzi e riavvicinamenti.

Significa entrare in un’altra dimensione, mettere ordine e trovare armonia nell’immagine dell’altro e puntare il riflettore della mente sull’orizzonte del futuro, lasciando il passato sfuocato sullo sfondo.

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Custodire quest’immagine in ogni momento della quotidianità, lasciare che ci palpiti nel cuore e nella mente, sfiorarla e contemplarla, trasformarla in una carezza che arriva all’anima.

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L’amore ci colora la vita e come scriveva Albert Einstein nella lettera a sua figlia Lieserl: “… L’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita…”

L’amore è la più potente ed invisibile delle forze, è luce perché ci illumina, è gravità perché due persone si attraggono, è potenza perché esalta il meglio di ognuno di noi, l’amore non conosce limiti.

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Per amore si vive e si muore, ma solo amando si trova il senso del proprio vivere.

tratto dal libro “Riflessi d’Amore – Anime allo Specchio” by Roberto Pellegrini e Madame Trebien

Cosa “diciamo” in un bacio…?

“Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole “ti amo!””…

Ecco: è, forse, questa bellissima frase di Edmond Rostand, resa immortale dal personaggio di Cyrano, la definizione più nota che la Letteratura ricordi, per “incorniciare” il bacio, appunto.

E, francamente, non possiamo non essere d’accordo…

Parliamo, com’è forse superfluo aggiungere, del bacio “amoroso”, “passionale”, non certamente di quello che ci si scambia in ufficio, per augurare una serena pensione al collega…

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Mi perdo, nel tentativo di focalizzare in quante e quali occasioni, l’Arte abbia reso omaggio a quella che, senza ombra di dubbio, possiamo considerare la più intima, tra tutte le “effusioni”, con le quali due amanti “cementano” il loro rapporto, la loro unione… (penso, ad esempio, al celeberrimo “Il Bacio” di Gustav Klimt, di cui abbiamo già più volte parlato, in questa sede, ma gli esempi sarebbero innumerevoli…).

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Il bacio è, spesso, la naturale “conseguenza” di un “invito” sapientemente (e “naturalmente”, vorrei dire…), espresso dagli occhi: uno sguardo intenso, tra due persone che si amano profondamente, “chiede” sempre “qualcosa” di più; esige un “quid”, indefinibile ed astratto, che soltanto un bacio riesce ad esprimere appieno.

L’amore, lo sappiamo, fa di due individui, di due corpi, un “corpo” solo: l’unione fisica, tra due persone che si amano, è data, quasi, addirittura per “scontata”; ma è soltanto grazie al bacio, che due “anime” riescono a “fondersi” in un’anima sola, facendo delle nostre labbra una bocca sola, di due respiri, un unico respiro, di due vite separate, la “nostra” vita insieme…

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In un bacio v’è tutta la Storia del Mondo…!
by Roberto Pellegrini

“Sulle ali di un gabbiano: a volo radente… – Aforismi sull’amore”

 

Riconoscersi by Roberto Pellegrini

Quello dell’amore (in ogni sua “forma” e “sfumatura”), è, probabilmente, il tema più caro al multiforme mondo dell’Arte, a dimostrazione di due concetti, di per sé anche fin troppo evidenti: che l’Amore rappresenta l’esperienza interiore più “forte”; che l’Arte è il “portavoce” più eloquente di tutto ciò che, spesso in estrema sintesi, ci piace definire “emozione”…

L’Arte parte da un’emozione, per suscitarne di nuove…; non esiste “piega” dell’Arte che non sia stata coinvolta nella trattazione dell’Amore: Musica, Narrativa, Pittura, Scultura e, ovviamente, Poesia.

Da sempre, la Poesia “canta” l’Amore, in ogni sua “veste”, profondamente consapevole della propria “missione”: rendere conto dell’“universo” di sensazioni che amare “smuove” all’interno del nostro animo e farne partecipe il lettore.

L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo.
L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso.
Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
Hermann Hesse

Ognuno di noi deve saper leggere la propria anima, ascoltarla e lasciare che ci guidi verso la felicità, perché la nostra anima non ci mente mai.

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Si usa un’unica parola: Amore, per descrivere questo immenso sentimento che in realtà ha diverse sfaccettature.

Viene spontaneo pensare che in una sola parola entrano veramente strette tutte le forme d’Amore, questo meraviglioso sentimento che ci accompagna nella vita.

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Riconoscerci

Mi riconoscerai,
assaporando appena
sulle labbra
il mio silenzio:
non serviranno a nulla le parole,
quando saranno, le anime, vicine…
Tutto, di noi, sarà un racconto vivo,
che sveleremo al Tempo,
al Tempo solo,
vivendo i giorni che non hanno inizio,
né un tramonto, tra le follie sbiadite
delle indifferenze,
che resteranno sempre,
per noi,
nient’altro che il viaggio inutile
di chi non fa ritorno…

by Roberto Pellegrini

Il vero amore si incontra una sola volta ed è per sempre, per l’eternità. Amare è mettere il proprio futuro e la propria felicità nelle mani dell’altro, è fidarsi senza riserve, è diventare vulnerabili.

Ecco perché quando è vero Amore, quando le anime sono in perfetta sintonia, “a nulla servono le parole”, a parlare sono i silenzi.

Tutto viaggia su di un unico binario, che si chiama immensità dell’Amore. Che non ha misura! Che non ha partenza! Che non ha arrivo!

Dove il Tempo scorre nel rispetto, nella fiducia, nella piena comprensione.

Dove Riconoscersi, l’un l’altro, in silenzio, rende immortale l’Amore.

Tutto il resto intorno… solo bolle di sapone.

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Tratto dal libro “Nell’Abbraccio della Luna – Quando l’Amore rende inutili i Sogni” by Roberto Pellegrini e Madame Trebien

Viaggio by Roberto Pellegrini

Nella nostra vita
c’è un solo colore
che dona senso all’arte
e alla vita stessa.
Il colore dell’amore.

Marc Chagall

Sempre Marc Chagall, il pittore che incantato dall’amore lo ha trasformato in colore, ha scritto:

“Passa davanti a me e mi guarda. Bella. La profondità dei suoi occhi miti mi scaraventa in un universo in cui forme e superfici spalancano lo sguardo alla lucentezza dei colori e li accoglie, rimanendone accecato. La visione di lei produce in me un’istantanea esplosione di emozioni. I miei sensi entrano in comunione e valicano le logiche tecniche e fisiche della vista. È l’amore… Nelle nostre vite c’è solo un colore che dona senso all’arte e alla vita stessa. Il colore dell’amore.”

Ma l’amore è: un viaggio, una meta o, ancora, un viaggio per raggiungere una meta?

L’Amore inteso come energia penso sia una cammino incominciato in solitaria, per poi diventare un cammino di coppia ed infine trasformarsi in unione indissolubile.

Potremmo paragonare l’Amore ad una linea retta composta da tanti punti – le mete – che prosegue all’infinito in viaggio per l’Eternità.

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Viaggio

E’ nella certezza del respiro,
nel palpito segreto del cuore,
che custodisco il bagaglio prezioso
da portare con me,
per il domani che sarai,
per il futuro che sarà il mio viaggio,
nel viaggio che già sei,
nei miei giorni, nei miei pensieri…
Facile è perdersi nel gioco
delle partenze e dei ritorni,
quando partire è fuggire,
quando tornare è arrendersi,
quando fermarsi è dubitare…,
quando ricordare è svanire.
Questo viaggio non avrà una meta,
non onorerà una rotta
tra le stelle, non riconoscerà città
o porti sicuri: sarà ogni giorno,
sarà ogni notte cercarsi,
per ritrovarsi l’uno nell’altra,
nello stesso sguardo,
sullo stesso orizzonte,
dove il mare sussurra
e l’Anima ascolta…

by Roberto Pellegrini

L’amore … questo splendido viaggio che comincia in solitudine, sospinti dalla consapevolezza di aver imboccato la strada giusta, con nel cuore un bagaglio chiamato sentimento.

La certezza che la meta sta in quella metà verso la quale si sta viaggiando a vele spiegate.

Un viaggio oltre se stessi, durante il quale non si ha paura di perdere la strada del ritorno, perché ci si sente sicuri di essere diretti in un porto sicuro dove ci si fermerà per sempre, dove si aprirà il bagaglio e dove ci si perderà solo negli sguardi carichi di sentimento, nell’estasi della meta raggiunta.

Da qui il viaggio dell’Amore continuerà, non più soli, attraversando le pianure della Fiducia, le spiagge dell’Intimità, la tundra del Rispetto, guidati dalla bussola dell’emotività verso la Terra dell’amore duraturo … per l’Eternità.

Tratto dal libro “Il Sentiero dei Sogni” by Roberto Pellegrini e Madame Trebien

Nulla by Roberto Pellegrini

Quando l’amore
rende il dolore pietra preziosa,
lo riconosce immediatamente
come gioia.
Tagore

Quello dell’amore (in ogni sua “forma” e “sfumatura”), è, probabilmente, il tema più caro al multiforme mondo dell’Arte, a dimostrazione di due concetti, di per sé anche fin troppo evidenti: che l’Amore rappresenta l’esperienza interiore più “forte”; che l’Arte è il “portavoce” più eloquente di tutto ciò che, spesso in estrema sintesi, ci piace definire “emozione”…

L’Arte parte da un’emozione, per suscitarne di nuove…; non esiste “piega” dell’Arte che non sia stata coinvolta nella trattazione dell’Amore: Musica, Narrativa, Pittura, Scultura e, ovviamente, Poesia.

Da sempre, la Poesia “canta” l’Amore, in ogni sua “veste”, profondamente consapevole della propria “missione”: rendere conto dell’“universo” di sensazioni che amare “smuove” all’interno del nostro animo e farne partecipe il lettore.

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NULLA…

Non potrà insegnarti
nulla
la gioia pura del mattino,
se non avrai compreso,
sulle tue labbra,
il pianto sordo della notte…;
non potrà insegnarti
nulla
l’armonia vergine delle parole,
se non avrai accettato,
tra le tue mani nude,
la ferita cieca del silenzio…;
non potrà insegnarti
nulla
l’ebbrezza viva di un abbraccio,
se non avrai odiato,
nelle tue carni,
la menzogna folle dell’attesa…;
non potrà insegnarti
nulla
l’Amore che speri,
se avrai dimenticato,
negli sguardi lunghi dell’anima,
le tue solitudini…

by Roberto Pellegrini

Quando, per nostra fortuna, incontriamo il vero Amore, ci rendiamo conto di quanto le nostre passate esperienze siano state, per noi, preziose seppur negative. Solo attraverso i percorsi tortuosi degli amori sbagliati, riusciamo ad avere la piena tangibilità della ricchezza che finalmente abbiamo abbracciato incontrando il partner giusto.

Il passare attraverso periodi buii, durante i quali è stato necessario interiorizzare ferite, fare chiarezza dentro sé stessi, convivere con la solitudine, accettare i propri sbagli, rende il nostro cuore quasi arrendevole, ci si convince che forse tutto è inutile, la speranza si affievolisce, fino quasi ad annientare la volontà di riprovare a crederci.

A questo punto, se il destino ci riserva un incontro speciale, le nostre passate esperienze avverse, ci regalano la gioia di poter meglio apprezzare l’Amore vero.

La vita ci riserba doni inaspettati quando meno ce lo aspettiamo e … il nulla si trasforma in ricchezza.

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L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo.
L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso.
Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
Hermann Hesse

Se qualcuno ti dirà che il tuo amore è impossibile, digli che tu hai imparato che tutto è possibile, che tu ci hai creduto e che la felicità sei andato a prenderla e poi l’hai alimentata giorno dopo giorno, cullata, abbracciata nella tua anima, custodita gelosamente e che l’Amore, quello vero, è la tua felicità.

n.d.r: Estratto del libro “Nell’abbraccio della luna – Quando l’Amore rende inutili i sogni” by Roberto Pellegrini e Madame Trebien

Le stelle – un ancestrale legame con l’uomo

“Il mistero delle stelle è il mistero delle anime in “ascolto”…

Quante volte, volgendo gli occhi ad un cielo stellato, ci siamo sentiti pervadere da un vago, ma insistente interrogativo: cosa vogliono “raccontarci” le Stelle? Qual è il loro “linguaggio”?

Le Stelle: benevoli custodi delle nostre notti, compagne discre­te dei nostri sogni più cari, dei nostri segreti più intimi…

Da sempre, senza mai proferir parola, esse indicano la “giu­sta via” ai naviganti e a chi, come Ulisse, abbia smarrito la strada del ritorno, nel mare azzurro, o nel “mare” della vita…

…le “parole” che, da lontano, riescono a farsi portavoce del loro messaggio “silen­zioso” e profondo…

In ogni Stella si riflette l’anima del mondo…

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…Le parole sono Stelle,
schiocchi di Luce,
e scarabocchi di lampo,
disciolti
nelle pagine nere della Notte,
nel cielo, quando tace…;
senza memoria raggiungono
il cuore,
attraverso le porte vive degli occhi
dischiuse…;
sono bradi barbagli,
come acquarelli sfumati
di sogno e di anime
accese nel buio, a dirti
la strada…

by Roberto Pellegrini

Non poteva mancare, dopo aver parlato della Luna, un post dove le stelle sono protagoniste, ho attinto perciò, ancora una volta, al libro Le parole sono stelle per questo articolo.

Sin dall’antichità, i Grandi Popoli raggrupparono le stelle visibili ad occhio nudo in costellazioni, battezzandole con nomi suggeriti dall’immagine che vedevano ed intorno alle costellazioni nacquero molte leggende; ve ne racconto una tramandata dagli indiani d’America, che ha come oggetto la nascita della costellazione dell’Orsa Maggiore.

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Un tempo c’era una giovane molto bella. Era rimasta orfana da molti anni e viveva col padre, sette fratelli e una sorellina. Tanti giovani volevano sposarla, ma lei li respingeva tutti. Aveva un orso come amante e lo incontrava di nascosto quando i fratelli andavano a caccia col padre; in questi casi andava a far legna nel bosco, lasciando la sorellina sola in casa.

Quando la sorellina crebbe notò che la sorella impiegava troppo tempo a prendere la legna, così un giorno la seguì e scoprì che era l’amante dell’orso. Corse a casa velocemente e raccontò al padre ciò che aveva visto. Il padre capì che era quella la ragione per cui la figlia maggiore non si voleva sposare; chiese aiuto a tutti i cacciatori e andò con loro nel bosco a uccidere l’orso. I cacciatori trovarono l’orso e lo uccisero.

La giovane andò su tutte le furie; con la carne dell’orso morto, acquistò il potere di trasformarsi in orso. Si recò nel villaggio e uccise tutti gli abitanti, poi riprese il suo aspetto normale.

La sorellina raccontò tutto ai fratelli. Essi ebbero timore che la sorella potesse ucciderle anche loro. Decisero di andarsene e partirono il più velocemente possibile. La sorella maggiore si trasformò in un’orsa per inseguirli. Stava per raggiungerli quando uno dei ragazzi prese un po’ d’acqua e la spruzzò tutt’intorno. Immediatamente si formò un grande lago fra loro e l’orsa. I bambini si misero a correre mentre l’orsa li seguiva; furono raggiunti, ma uno di loro gettò per terra un aculeo di istrice, che si trasformò in un grande bosco folto d’alberi; ma l’orsa riuscì a superarlo e li raggiunse.

Questa volta salirono tutti su un albero alto. L’orsa prese un bastone, lo tirò sull’albero e fece cadere quattro fratelli, che morirono. Un uccellino, che volava intorno all’albero, gridò ai bambini: “Colpitela alla testa!” Allora uno dei ragazzi lanciò una freccia alla testa dell’orsa, che cadde a terra morta. Poi scesero dall’albero. Il fratellino prese una freccia, la lanciò dritta nell’aria e, quando cadde, uno dei fratelli morti tornò in vita. Egli ripeté il lancio finché tutti resuscitarono.

Alla fine discussero fra loro: ormai erano soli al mondo; la loro gente era morta e non sapevano dove andare a vivere. Alla fine decisero che avrebbero preferito vivere in cielo. Chiusero gli occhi e iniziarono a salire.

Sono rimasti per sempre in cielo, dove brillano di notte. Il fratellino è la Stella Polare. I sei fratelli e la sorellina formano l’Orsa Maggiore. Tutti i fratelli sono disposti a seconda dell’età, cominciando dal più grande. Così sono nate le sette stelle dell’Orsa Maggiore.

Quante volte abbiamo rivolto i nostri occhi alle cielo pensando a qualche persona a noi cara scomparsa, quasi a volerla riabbracciare? Io personalmente tantissime…

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…e sono rimasta molto colpita dal lavoro svolto dal Servizio Animazione della Fondazione Don Gnocchi, che ha guidato nella realizzazione di un video, gli anziani, ricoverati al Centro “Girola” di Milano, autori della favola “Certe volte le stelle si perdono”.

Un video delicato e spontaneo, che affronta un tema difficile e che vi consiglio di vedere sino in fondo.