Fashion Week New York

Oltre oceano i gusti sono decisamente diversi da quelli europei, vale comunque la pena di dare un occhio alle passerelle della Fashion Week New York

Adam Selman

Adame Selman prende ispirazione da Cheyco Leidmann, fotografo degli anni ottanta e trasferisce le immagini sulla sua collezione. Ne esce una passerella colorata con una giusta dose di femminilità.

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Adeam

Forme asimmetriche e fluide per questa collezione che ci riporta alle donne giapponesi che negli anni Venti andarono contro le antiche tradizioni alla ricerca di una diversa modernità e di una forte emancipazione. Collezione che ha il sapore romantico, leggero e femminile.

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Creatures of Comfort

Collezione che sembra dire: “Metto ciò che voglio, abbinato come voglio, nei colori che voglio.” Tutto all’insegna della pura libertà.

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Jason Wu

Femminile, asimmetrica e ricca di volants e plissettature, per un look un po’ sofisticato.

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Jeremy Scott

Non è uno degli stilisti che preferisco, ma la sua ironia scenografica colorata è indiscutibile. Se piace a lui…

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Alexander Wang

Alexander Wang punta al corto, si rifà agli anni ’80, con spalle importanti e vite segnate.

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Bottega Veneta

Bottega Veneta sbarca a New York e Tomas Maier, per l’occasione, pensa a qualcosa di eclettico. Pigiami fluidi in velluto di seta sono portati con lunghi cappotti-vestaglia in colori gioiello.

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Parigi -Haute Couture #4

Alberta Ferretti Limited Edition

Collezione sofisticata e molto femminile, carica di decorativismo. Chiffon e satin plissettati, balze ed applicazioni scintillanti. “Mi ritorna in mente…” citava una canzone, … tempi antichi e di questi profumano le proposte di Alberta Ferretti.

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Alexis Mabille

Colori che richiamano la natura, o meglio le pietre preziose, forme a palloncino e tocchi di romanticismo. Pizzi preziosi e stoffe superbe che danno agli abiti di gran sera una sfumatura quasi principesca.

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Antonio Grimaldi

Colori polverosi, linee fluide e scivolate che ricordano le dee greche. Spalle spesso scoperte a sottolineare con eleganza i décolletées. Solo tinte unite con l’aggiunta di tocchi di pailletes preziose a dare un tocco di luminosità.

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Azzaro

Collezione molto glamour; abiti fluidi che vengono proposti in abbinamento a blousons di pelle, pantaloni ricoperti di scintillanti paillettes colorate, kimoni opulenti.

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Guo Pei

Vere e proprie sculture ispirate alla natura, gli abiti portati in passerella da Guo Pei, con tanto di copricapo a sottolineare la magia. Sculture che prendono vita, gonne origami, maniche a farfalla, gonne a sirena o ricoperte di fiori, boccioli e foglie. Io trovo questa donna geniale.

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Ulyana Sergeenko

La tipica femminilità anni ’40/’50, gonne a campana, maniche a palloncino, mini bustier, ruches e ricami floreali, tailleurs a clessidra con orli a balza. Ci vuole un fisico bestiale!

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Parigi – Haute Couture #3

Elie Saab

Elie Saab si lascia ispirare per questa collezione alla magica poesia degli anni Venti ed è come entrare in una favola. Abiti dai colori polverosi e dai tessuti impalpabili, impreziositi da ricami e dall’applicazione di piume. Collezione alquanto ricca di sex-appeal, molto femminile dove le trasparenze lasciano intravvedere le gambe e dove le scollature sono più che generose. Il suo stile e la sua classe sono inconfondibili.

 

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Jean Paul Gaultier

Jean Paul Gaultier va in scena omaggiando gli anni d’oro di Pierre Cardin. Bianco e nero optical, asimmetrie, giacche strutturate e strette in vita, tutto esaltato da ricami e frange. Per gli abiti lunghi tessuti leggeri con stampe ipnotiche.

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Ralph & Russo

L’Asia ispira Tamara Ralph e Michael Russo: elementi orientali presenti in questi abiti dai colori pastello o, in contrasto, vivaci. Abiti strutturati da sembrare origami, volumi a non finire, piume e petali per un effetto tridimensionale.

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Valentino

“E che la Castellana avanzi” – Pierpaolo Piccioli dimostra ancora una volta il suo talento in grado di raccontare il passato in un modo nuovo. “L’alta moda è speciale perché è fuori dal tempo” dichiara egli stesso. Una collezione carica di glamour, dove pizzi, intarsi, piume, seta e taffetas sono protagonisti e… il sogno diventa realtà.

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Viktor & Rolf

Viktor Horsting e Rolf Snoerenil, convinti che l’alta moda debba muoversi tra il sogno e la libertà mettono in passerella una collezione dove utilizzano solo satin giapponese declinato in intrecci, righe e parchwork. Collezione dallo spirito surrealista, ma molto moderna e femminile.

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Parigi – Haute Couture #2

Armani Privé

Re Giorgio ha le antenne ed è attentissimo alle esigenze del pubblico, tipico di un vero maestro del mestiere. Collezione dai toni che ricordano il cielo, dove gli abiti sembrano nuvole, stoffe impalpabili con stampe acquarello. Così Armani esordisce poco prima della sfilata: ”L’alta Moda deve regalare sogni. Se si vuole progredire ed essere al passo con i tempi bisogna aver il coraggio di rischiare, di prendersi delle responsabilità”. Con il suo talento e la sua sensibilità lui va sempre sul sicuro.

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Givenchy

Clare Waight Keller, designer decisamente talentuosa, raccoglie il testimone da Riccardo Tisci al timone della Maison Givenchy, fa piazza pulita mette in scena una collezione pulita basata sui tagli impeccabili e sui materiali preziosi. Collezione che accosta drammaticità al romanticismo. Un brava a Waight Keller.

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Alexandre Vauthier

All’insegna degli anni ’80 la collezione haute couture di Alexandrer Vauthier. Drappeggi vaporosi ed abiti fruscianti impreziositi da cristalli. Una sfilata che sfodera seduzione e che potrebbe incuriosire le nuove generazioni che Grace Jones l’hanno solo sentita cantare.
 

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Maison Margiela

Collezione in technicolor: Se Haute Couture significa anche sorprendere a John Galliano è riuscito tutto benissimo. Io passo la mano e mi scuso per non saper apprezzare questo genere.

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Parigi – Haute Couture #1

Molti pensano che l’Alta Moda non abbia più ragion di essere, io sono convinta che solo in questo ambito la moda sia veramente Arte.

Sono in corso in questi giorni le sfilate haute couture a Parigi, vediamo cosa si propone.

Chanel

Non poteva che tenersi in un giardino la sfilata haute couture di Chanel, in considerazione del fatto che Karl Lagerfeld celebra in questa collezione la rosa in tutte le sue declinazioni. Un vero e proprio inno alla natura: gonne a corolla, stampe ad acquerello, dettagli in chiffon che sembrano petali e per finire fascinator di bouquet di rose con veletta.

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Dior

La sfilata Haute Couture di Maria Grazia Chiuri è il risultato della suo ripercorrere la storia non della Maison Dior, ma dell’uomo Christian Dior, che amava molto l’Arte e che amava circondarsi di artisti come Cocteau, Dalì, Elsa Schiaparelli e Leonor Fini. Abiti che si pongono a metà tra sogno e realtà, nei quali, come i Surrealisti, si sperimenta parecchio. Abiti costruiti che sembrano libri da sfogliare, finte gabbie che trasformano il corpo delle modelle in manichini, tessere del domino che si trasformano in cappottini deliziosi. Anche da Dior velette e maschere che incorniciano il viso.

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Giambattista Valli

Le dee greche e romane sono le muse di Giambattista Vialli che presenta in questa collezione tuniche, pepli e gladiator dress con bordi piumati e arricchiti di cristalli, perle e paillettes. Alla fine un tripudio di abiti da ballo in tulle plissettato che fanno sognare.

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Iris Van Herpen

Iris Van Herpen, designer dall’indiscusso talento, propone abiti in 3D, di una leggerezza che li rende fluttuanti. Anche in questa collezione l’Arte fa capolino e questi abiti fanno pensare alla Venere del Botticelli.

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Schiapparelli

Bertrand Guyon si rifà alle dee mitologiche: misteriosità, sensualità e semplicità. Farfalle, scarabei, serpenti, sole guarniscono abiti leggeri e trasparenti, contrapposti a giacche dal sapore militare ed a maglie in raffia.

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Megan Hess, la fashion illustrator più glamour del momento

Australiana di nascita, ma ormai cittadina del mondo, Megan cominciò la sua carriera nella progettazione grafica per poi giungere alla direzione artistica di alcune delle principali agenzie di design del mondo.

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Nel 2008 illustrò il libro scritto da Candance Bushnell “Sex and The City” e da quel momento è divenuta una delle fashion illustrator più contese dai grandi marchi, ha pubblicato libri e possiede una linea di merchandising tutta sua.

 

Il suo stile mi affascina, le sue illustrazioni dominate da longilinee figure femminili, molto eleganti, mi magnetizzano. Lei disegna tutto a mano con una stilografica Montblanc che chiama affettuosamente “Monty”, per poi passare al digitale per l’aggiunta di sprazzi di colore che magicamente pongono l’accento sui giusti particolari.

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Ciò che più colpisce sono i dettagli che rendono le sue illustrazioni inconfondibili ed irresistibili.

Da quest’anno i suoi disegni ci accompagneranno spesso ed andranno ad arricchire la sezione Moda.

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