Il mondo della moda è in lutto: è morto Azzedine Alaia

Di lui vi avevo parlato recentemente.

Improvvisamente e per cause ancora non dichiarate, ieri si è spento a Parigi, Azzedine Alaia, all’età di 77 anni.

Proprio lo scorso luglio, durante la settimana dell’haute couture di Parigi, era tornato in passerella, dopo sei anni di assenza.

Lui creava opere d’arte, non abiti, trasformando la moda in qualcosa di radioso, superbo e senza tempo.

Oggi il mondo della moda è stato investito dalla finanza e dai grandi gruppi, tutto questo ad Azzedine Alaia non piaceva ed aveva dichiarato:

“Quando Jean-Paul Gaultier ha chiuso il suo prêt-à-porter, ho pensato: ha fatto bene. Come si possono sostenere i ritmi produttivi di oggi? È impossibile essere creativi facendo dieci, dodici collezioni l’anno. Mi fa anche impressione la trasformazione del designer: da stilista è diventato direttore creativo, praticamente una redattrice di moda evoluta che lavora per immagini, non per contenuti, e non c’è più alcuno studio sugli abiti. Forse, se si vuole di nuovo parlare di creatività e innovazione, bisogna tornare indietro. Ma non penso voglia farlo nessuno”.

Caro ed indimenticabile Azzedine, sicuramente nessuno lo vuole fare, per questo tu sei stato l’ultimo atto. Non hai eredi nelle moda del giorno d’oggi, Con te se ne va l’ultima grande leggenda di questo mondo!

Addio piccolo … grande uomo!

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Bulgari e Hirohiko Araki

Bulgari che solitamente è conosciuto per gli accessori ed i gioielli ispirati al serpente, ha deciso di avventurarsi nel mondo divertentissimo di manga e anime intessendo una collaborazione con Hirohiko Araki, famosissimo fumettista.

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E’ nata così una capsule collection che riunisce perfettamente artigianato di alta qualità e divertimento nella cultura pop. La collezione si chiama “Killer Queen” e prende il nome da uno dei più famosi personaggi di “Stand” della serie.

Hirohiko ha dichiarato: “Nel mio manga The Bizarre Adventures of Jojo, c’è una sorta di entità soprannaturale chiamata” Stand “. È una personificazione visiva della mente o dello spirito dell’utente che si trova sopra il suo utente, proteggendolo come una specie di angelo custode. La mia immagine più forte di Bulgari è quella dei Serpenti (o “serpente”), con i suoi poteri di protezione contro il male, che è anche uno dei motivi iconici del marchio. In questa occasione, ho progettato una collezione di oggetti per uso quotidiano, comprese borse BB Alba, portafogli, bandana e Shelley, che incorporano l’immagine di “Killer Queen”, uno dei più potenti di tutti gli “Stand” che io ho disegnato nel mio manga. Sarei davvero felice se i miei articoli potessero proteggere le persone che li portano, per la salute e la sicurezza, e in momenti in cui devono combattere, per amore o nel loro lavoro “.

La borsa Bulgari-Bulgari Alba è disponibile in piccole e medie dimensioni ed è realizzata in pelle di vitello grigia. Il portafoglio con cerniera è disponibile in quattro diversi colori.

Gli altri articoli includono due sciarpe di seta con 12 personaggi, incluso il supporto e un portachiavi.

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Il caveau di Dior e Dior Heritage

Una grande mostra al Musée des Arts décoratifs di Parigi, che resterà aperta sino al 7 Gennaio 2018 racconta i 70 anni della Maison, dalle origini sino i giorni nostri, attraverso le creazioni di Christian Dior e dei suoi successori, in una scenografia spettacolare.

A pochi passi dalla sede centrale della Maison Dior, che si trova in Avenue Montaigne al 30, si apre lo scrigno delle meraviglie e delle memorie.

Ma facciamo un passo indietro: l’archivio completo della Maison Dio è un luogo “segreto”, dove, sotto l’attenta supervisione di Madame Soizic Pfaff, sono conservati 9840 pezzi tra abiti e accessori creati dal 1958 ai giorni nostri. Tutto è bianco, nitido e luccicante tranne il classico grigio-Dior delle scatole etichettate. La direttrice racconta che le scatole sono costruite su misura e senza colla per scongiurare il pericolo di esalazioni che con il tempo potrebbero rovinare i tessuti. Le cappelliere sembrano piccoli dischi volanti con quei 60 centimetri di diametro che permettono di stendere e sollevare con entrambe le mani protette dai guanti di cotone bianco anche i modelli a larghe tese.

In questo mondo magico e segreto lavorano dodici conservatori che raccolgono, restaurano, fotografano e ripongono ogni cosa per poi digitalizzare tutte le informazioni stampando anche delle schede di facile consultazione.

Nel caveau si congela e l’umidità è controllata, niente finestre che facciano penetrare della luce naturale, tutto è trattato con sostanze anti pulviscolo per proteggere queste opere d’arte dalla polvere e soprattutto tutti indossano guanti bianchi di cotone per maneggiare queste meraviglie.

Ed ora parliamo della mostra che, attraverso documenti, abiti, accessori, ritratti e fotografie, racconta la memoria di questa grande casa di moda, come in un vero e proprio mosaico, in un’area di circa tremila metri quadrati.

La mostra è stata voluta niente meno che da Bernard Arnault, patron, un tipo che come si suol dire fa “spicciar tutti”. Il risultato è la più grande e completa mostra mai dedicata nel mondo alla storia di una griffe.

Gli abiti sono esposti su manichini costruiti secondo le forme delle donne in voga nell’epoca di riferimento e raccontano tutta la sontuosità di Dior, con il supporto di molto altro materiale.

Vi troviamo l’abito creato per Rita Hayworth in occasione della presentazione di “Gilda” a Parigi, a quello realizzato per Grace di Monaco o per la Duchessa di Windsor.

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Oggi il Direttore Creativo della Maison è Maria Grazia Chiuri, la prima donna per Dior, giovane, preparatissima, tosta, geniale, dalla creatività intelligente ed un intuito estetico eccezionale. La quale ha affermato: “Sia pure turbata dall’immensa responsabilità implicita nell’assunzione della guida artistica di una griffe come Dior per la mia prima collezione mi sono affidata all’istinto che mi impone di valutare e pesare bene il territorio intellettuale nel quale dovrò muovermi: cosa desiderano le donne di oggi nel mondo? Cosa vogliono o cosa non vogliono? Una griffe come Dior come va interpretata?”

 

 

Accanto a nomi come Christian Dior, Marc Boham, Gianfranco Ferré, John Galliano e Raf Simons, tra le scatole d’archivio, ora compare anche il nome di questa donna…

 

 

 

Forse l’Italia stava nella genetica di questa Maison: “Dior – Couturier du reve” – “Dèpart pour l’Italie” – “Si parte per l’Italia” è scritto con la calligrafia di Christian Dior, nella sua agendina tascabile esposta aperta sulla data del 17 ottobre 1957, dove risulta l’ultimo scritto dello stilista che pochi giorni dopo, il 24 ottobre, appunto in Italia, a Montecatini – dove amava trascorrere le sue vacanze – morì cinquantaduenne per un infarto.

 

Ecco a voi il magico mondo di Higuchi Yuko

Higuchi Yuko è nata nel 1974 ed è un’illustratrice professionista che vive a Tokyo. Si è laureata presso la Tama Art University di Tokyo con una specializzazione in pittura ad olio. Ha partecipato a mostre dal 1999 e collaborato con grandi aziende di moda e non solo, che affascinate dal suo lavoro, le hanno offerto collaborazioni. Ha pubblicato diversi libri e, dal 2015, ha un suo marchio originale: “Gustave”.

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A Tokyo gli artisti di talento non mancano certo, ma Yuko Higuchi ha colpito non solo il popolo giapponese, ma tutto il mondo, attraverso le sue opere surreali ed oniriche, dove gatti con abiti, conigli, pesci, funghi e fanciulle danno vita a delle illustrazioni che mescolano il reale al fiabesco.

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Benvenuti nel paese delle meraviglie! Sembrano dire le sue opere e… tutto questo non poteva sfuggire ad Alessandro Michele, il Direttore Creativo di Gucci, che per la linea Kids spring-summer 2018, ha collaborato con Yuko Higuchi.

Pigiamini, giacche, T-shirt, abiti, felpe, maglieria, cappelli, fasce per capelli, costumi da bagno, scarpe, bavaglini e copertine sfoggiano così una serie di gatti disegnati dall’artista giapponese. Non mancano zainetti e borsette per le ragazzine e qualche capo per gli adulti: una sciarpa da uomo e foulard per le signore.

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Per Yuko Higuchi sembra essersi realizzato un sogno, infatti ha dichiarato: “Negli ultimi due anni ho trovato spesso ispirazione per i miei lavori nelle vetrine dei negozi Gucci. Così, quando mi hanno chiesto di creare illustrazioni originali per la Maison, mi è sembrato un sogno che diventa realtà. Mi sono sentita molto onorata. Trovo spesso le mie idee negli oggetti antichi, o semplicemente vecchi, e mi sembra che, in ciò, la mia sensibilità estetica sia simile a quello di Alessandro Michele, il Direttore Creativo di Gucci.”

La passione che unisce due stili

In occasione del novantesimo compleanno del marchio Castañer, le espadrillas incontrano lo stiletto di Manolo Blahnik per realizzare una capsule collection di calzature che sarà in vendita dal prossimo novembre, come parte della pre-collezione spring-summer 2018.

Il progetto prevede due differenti linee: “Manolo by day” e “Manolo by night”, ognuna formata da tre modelli disponibili in sei colori diversi. In un perfetto bilanciamento, le espadrillas sono caratterizzate dalla punta accentuata mentre le classiche Castañer sostituiscono la loro zeppa con lo stiletto Manolo in due differenti altezze. In tutta la serie predomina il tipico nastro alla caviglia e l’utilizzo della juta.

Ricordiamo che le espadrillas sono calzature popolari, fatte di tela, con la suola di sparto, una fibra naturale intrecciata. Le hanno inventate, quasi due secoli fa, i pescatori della costa basca che va da Biarritz, Saint Jean de Luz a San Sebastián, e da allora in Spagna le portano tutti, uomini, donne e bambini, giovani e vecchi, poveri e ricchi, snob e alternativi. E… geni, come Pablo Picasso, Salvador Dalí, Federico García Lorca o lo scrittore Adolfo Bioy Casares. Durante la guerra civile le portavano anche gli anarchici e i soldati al fronte.

Oggi la passione per l’artigianalità e le comuni radici spagnole hanno spinto Castañer e Manolo Blahnik ha presentare una collezione in edizione limitata firmata da entrambi ed è così che… le espadrillas hanno incontrato i tacchi più vertiginosi ed è nato qualcosa di speciale.

 

I colori vivaci sono i protagonisti delle proposte “divertenti e civettuole” di “Manolo by Day”, combinando la juta nel suo tono naturale, applicata al tallone, alla struttura e alla suola, con il tessuto di lino e il laccetto. Nei modelli della linea “Manolo by Night” predomina invece il satin e la rotondità monocromatica dei disegni nei colori rosso rubino, visone, onice nero, zaffiro, caramella mou e smeraldo.

L’azienda spagnola fa sapere: “Questa collaborazione non può esprimere meglio il nostro carattere mediterraneo, la nostra ricchezza creativa e stilistica e la nostra aspirazione a inventare classici senza tempo che incarnino l’autenticità e il lusso contemporaneo”.

Manolo Blahník ha lavorato personalmente con Castañer nel processo di progettazione e sviluppo di ciascuno dei modelli in maniera artigianale, comprendendovi sia la scelta dei materiali, i colori e le finiture, sia la ricerca “dell’equilibrio delle forme”.

Quel fiocchetto mi stuzzica assai

La Fratelli Rossetti, nota azienda calzaturiera italiana, che produce scarpe di lusso da uomo e da donna sin dal 1953, ha recentemente presentato presso il Palazzo Visconti – in occasione della settimana della moda milanese – la collezione primavera-estate 2018.

La collezione coloratissima: arancione, fucsia, turchese, declinati anche nelle tonalità pastello, propone cinque modelli che ripropongono, in chiave rivisitata, l’iconico fiocchetto che per la prima volta introdusse Renzo Rossetti, fondatore dell’Azienda, negli anni sessanta.

Fiocchetti in versione multipla sul sandalo flat, sovrapposto ad una frangia sul sandalo con plateau, sulla ciabattina e sulla pantofola e, per finire, posizionato come un “farfallino” sulla classicissima francesina.

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Tutti i modelli sono realizzati in morbidi e leggeri materiali, che spaziano dalla pelle scamosciata al classico vitello e rendono perfette le calzature per la stagione calda.

Anche questa volta i fratelli Diego, Dario e Luca, eredi dell’azienda, hanno saputo distinguersi per stile ed hanno confermato l’elevata artigianalità del loro marchio.

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Dolce & Gabbana – Andare contro corrente

Dolce e Gabbana hanno recentemente sfilato all’Isetan di Tokyo, presentando ben 110 look appositamente pensati e realizzati per l’appuntamento giapponese, che si ripete ogni sei mesi.

Una sfilata completata da un make-up realizzato da Shiseido Group che ha puntato ai canoni estetici giapponesi, enfatizzando un perfetto incarnato, labbra audaci ed occhi felini.

Come sempre i nostri due stilisti hanno spopolato, mettendo in scena una sfilata con i millennials del posto, famosi e non famosi, belli e normali, trasmessa in tempo reale via social media.

I due stilisti possiedono il privilegio di non essere legati a nessun investitore e di non avere manager che decidono al posto loro. Non fanno parte della Camera della Moda, non badano alle tendenze, realizzano Alta Moda saltando a piedi pari Parigi, insomma: si esprimono con creatività ad alti livelli, punto e basta.

Proprio a Tokyo, poco prima della sfilata, i due stilisti stavano posando per una foto di gruppo, quando poco lontano è passata una ragazzina che riconoscendoli ha fatto un cenno di saluto, loro l’hanno invitata a fare un selfie.

Chiacchierando lei ha spiegato che non aveva l’invito per la sfilata che avrebbe voluto tanto vedere, Stefano e Domenico si sono guardati e senza esitazione hanno detto insieme: “Portatele un vestito”. Non solo lei ha visto la sfilata, ma l’ha vissuta in prima persona. Questo per dire quanto diverso sia l’approccio di questi due stilisti.

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Per loro la moda non può essere solo un esercizio di stile, sicuramente impeccabile, ma freddo e distante, per loro la moda è condivisione, il mondo digitale sta cambiando le carte del gioco e secondo Dolce & Gabbana tutto il sistema va un po’ rivisto, magari anche coinvolgendo gli spettatori che sono poi i veri protagonisti.

Bravi ragazzi! Andare contro corrente, mantenendo l’indipendenza, è qualcosa che forse tutti, in questo mondo così global, dovremmo un po’ imparare.