Coconut: una nota olfattiva solare ed estiva

Estate, spiaggia, mare, brezza e … coconut, per lasciarsi avvolgere da atmosfere intense ed esotiche.

Scrive bene Steffen Arctander riferendosi al coconut: “[…] un interessante materiale nelle mani di un profumiere artistico ed esperto per creare capolavori non convenzionali.”

Una leggenda molto antica della mitologia polinesiana narra la nascita della palma da cocco così:

Il dio-anguilla polinesiano chiamato Tuna era perdutamente innamorato della bella Hina, la quale, però, non ricambiava il suo affetto, anzi si sentiva perseguitata. Un giorno il dio Tuna la aggredì e il popolo samoano decise, a difesa di Hina, di uccidere il dio, concedendogli un ultimo desiderio prima di essere decapitato.

Il condannato, prima di morire, chiese che la sua testa fosse sepolta nella sabbia, ovviamente Hina fece in modo che il desiderio venisse esaudito con solerzia.

Fu così che proprio nel punto in cui la testa del dio venne sepolta nacque una palma da cocco.

Nel luogo dell’esecuzione oggi c’è un villaggio: Loloata, che significa “all’ombra” e sembra prendere il nome proprio dalla frescura e il riparo dai raggi solari creati dalla palma.

Ma aldilà delle leggende, la palma da cocco – Cocos nucifera L., Arecaceæ – ha origine dalle regioni tropicali dell’Oriente, ed oggi è coltivata largamente in America centrale e meridionale, nel continente asiatico e in Africa e può raggiungere i 20-30 metri di altezza.

L’acqua di cocco è un’ottima bevanda rinfrescante e dalla spremitura della polpa si ricava un olio, molto utilizzato nell’industria alimentare e come prodotto di partenza per l’impiego in profumeria.

Generalmente è usato nelle composizioni con fiori bianchi, vaniglia e fico.

I profumi con note di cocco abbinate a frutta e fiori possiedono accordi ipnotici che richiamano atmosfere tropicali ed esotiche. Cito: Batucada di L’Artisan Parfumeur (lime, cocco, tiaré, ylang-ylang), Coco Extreme di Comptoir Sud Pacifique (noce e polpa di cocco) e Bronze Goddess di Estée Lauder (tiaré e gelsomino); tutti profumi che fanno venire voglia di estate e spiagge assolate. E poi: Datura Noir di Serge Lutens e Beyond Love di By Kilian dove troviamo abbinata al cocco la tuberosa, il fiore “carnale” e conturbante per eccellenza.

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I profumi con note di cocco e vaniglia sono fragranze dolci e confortanti. Suggerisco:
Vanille et coco di E. Coudray, Un Bois Vanille di Serge Lutens, Coco Vanille di Comptoir Sud Pacifique e Hypnotic Poison di Dior.

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Infine se vogliamo un profumo unisex, perfetto anche per l’uomo ci orienteremo verso le note di cocco abbinate al fico – dolce e legnoso, come Premier Figuier di L’Artisan Parfumeur, Philosykos di Diptyque (entrambi sono creazioni di Olivia Giacobetti) e Coco Figue di Comptoir Sud Pacifique.

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Il profumo inebriante della rosa damaschina…

… in Marocco, regina dei fiori, emblema di bellezza e di poesia.

La leggenda racconta che la rosa sia stata portata dai pellegrini dalla Mecca ed i suoi semi, sparsi lungo la strada, abbiamo dato alla luce ad uno dei più bei giardini di rose di tutto il mondo.

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La valle del Dadès è il ​​terzo sito al mondo per la produzione di questo tipo di rosa centifolia i cui preziosi fiori esaltano, all’alba, il loro profumo, e che, dopo il loro raccolto, vengono trasformati in rose secche, acqua di rose o olio di rosa, apprezzati profumi, ecc.

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Partendo da Marrakech, per giungere alla valle delle rose, bisogna prendere la strada verso sud-est che, fra le vette innevate dell’Alto Atlante e i burroni vertiginosi, arriva nelle vallate sub-sahariane dove, appunto, si coltiva la rosa centifolia del Marocco.

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Giunti alla capitale del Sud marocchino – Ouarzazate – attraversando paesaggi con molte kasbah di terra rossa e distese di altopiani sassosi punteggiati da cespugli di lavanda selvatica, ciuffi di timo e dromedari, dopo circa 40 km dalla città si arriva all’oasi di Skoura con le sue palme da dattero, eucalyptus e oleandri, meli, viti e mandorli fioriti, tra i quali si ergono le spettacolari rovine dell’architettura berbera fortificata: gli ksur. Proseguendo verso nord-est, seguendo la valle fluviale del Dadès e del M’Goun, dopo 50 km, si raggiunge El Kelaa, alle porte del deserto, e… proprio qui, sin dagli anni Trenta i profumieri francesi incentivarono la produzione della cosidetta rosa di maggio.

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Al contrario di quanto verrebbe da pensare, non ci sono veri e propri campi coltivati a rose, ma siepi che costeggiano il bordo interno di migliaia di piccoli appezzamenti che coprono circa 100 ettari, divisi tra numerosi piccoli proprietari.

Questo tipo di rosa si sviluppa in cespugli alti circa tre metri, con rami bruni molto spinosi sulla cui sommità fioriscono fiori rosa dalle corolle dense, che spandono una fragranza intensa e speziata tanto apprezzata da tutti i più famosi “nasi” mondiali.

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Lalique Illusion Captive

Nel 1898, René Lalique era al culmine della sua arte quando creò uno dei manufatti più iconici dello stile Art Nouveau: la spilla “Libellule”, proprio da questo pezzo favoloso Casa Lalique trae l’ispirazione per il nuovo profumo: Illusion Captive.

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Nel 1898, René Lalique era al culmine della sua arte quando creò uno dei manufatti più iconici dello stile Art Nouveau: la spilla “Libellule”, proprio da questo pezzo favoloso Casa Lalique trae l’ispirazione per il nuovo profumo: Illusion Captive.
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Il flacone che contiene il nuovo profumo è ornato da un motivo a mosaico che evoca sia la silhouette della donna libellula che le vene delicate delle sue ali. Inciso sulla facciata posteriore della bottiglia di vetro trasparente, questo raffinato disegno si riflette sulla facciata anteriore e viene rafforzato dalla tonalità dorata della fragranza.

Il profumo porta la firma del “naso” Karine Dubreuil-Sereni che ha dichiarato di aver voluto “trattare il chypre attraverso la freschezza, con note moderne di agrumi e un cuore floreale puro, aumentando la loro radianza con un abbattimento più scuro e legnoso”.

Metaforicamente parlando: la fragranza prende il volo nella luce dorata del bergamotto italiano, filtrata attraverso il verde lattiginoso delle foglie di fico. Fremendo sotto la brezza di cannella di Ceylon, espande le ali traslucide, iridescenti con rosa e gelsomino. Come lo smalto traslucido mostrato dalle vene più scure del cloisonné, questi fiori luminosi ed i fioriti accordi sono ambientati in un cedro di Virginian e patchouli indonesiano.

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Ma ora che sapete le fragranze contenute, sono certa che non vi lascerete ingannare dalla sua aurea di mistero.

Shiseido lancia: Ever Bloom Ginza Flower

Ginza, vetrina mondiale di lusso ed arte è proprio il quartiere dove, nel 1872, il marchio giapponese Shiseido decollò. Quartiere oggi moderno, vivace, prolifico, visionario ed elettrizzante dove vi è un’alta concentrazione di gallerie d’arte.

Proprio a questo, Shiseido dedica il nuovo profumo, femminile, delicato e raffinato: Ever Bloom Ginza Flower. Il “naso” del profumo è Aurélien Guichard che ha cercato un diverso orizzonte, componendo un fiore astratto, immaginario, un fiore “sfocato” che è tanto un invito a viaggiare quanto all’argomento.

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Un musicista direbbe che la melodia contiene due accordi semplici e leggibili:
l’accordo di “radiance”: le note verdi e bagnate di ciclamino e loto, irradiano con tutta la loro brillantezza.
L’accordo di “présence”: costruito intorno a fiore d’arancio, gardenia, ambra bianca, patchouli e muscenone (muschio boscoso), l’infusione in quest’ultimo lo rende una fragranza unica, diversa e molto contemporanea.

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Un profumo armonico e melodico che stravolge i codici soliti della piramide olfattiva, donando emozione, freschezza sensuale e lasciando un’impronta “fatale”.

 

 

Twilly d’Hermes

Hermes ha lanciato sul mercato un nuovo profumo, che ha preso ispirazione dalle sciarpe di seta strette, chiamate appunto twilly, una vera icona della casa.

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Un profumo pensato per il pubblico giovane, il cui “naso” è Christine Nagel. Fresco, vivace e floreale, sa di libertà, ma contiene un pizzico di audacia.

Gli ingredienti principali sono: lo zenzero, la tuberosa ed il legno di sandalo ed è racchiuso in una bottiglia quadrata, arrotondata sui bordi, di color pesca, sormontata da un tappo nero; non poteva mancare un nastro attorno al collo della bottiglia con un motivo colorato, proprio a ricordare le twilly.

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Vetiver, non solo profumo, ma anche vera e propria ingegneria

Il vetiver è il violoncello della composizione, dalla connotazione languida ma nello stesso tempo aspra. E’ raro renderlo fedelmente in tutta la sua ricchezza” – Parfums: Le Guide – Luca Turin.

La Vetiveria Zizanoides è la pianta dalle cui radici viene estratta l’essenza di vetiver. Oltre ad essere molto usata in profumeria è una pianta molto importante per il sottosuolo, in quando lo libera dalle sostante organiche tossiche derivanti dal petrolio e dai metalli pesanti. Inoltre le sue radici sono dei filamenti molto lunghi che possono raggiungere anche i cinque metri di profondità ponendo una vera e propria barriera all’erosione del terreno.

E’ una pianta nativa dell’India e nella mitologia era considerata una pianta assai benefica in grado di togliere l’energia negativa ed il suo profumo veniva utilizzato per tenere lontani gli spiriti maligni.

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E’ conosciuta anche come pianta ingegnere proprio per la caratteristica prima descritta di prevenzione all’erosione del terreno e per evitare, se piantata sui pendii, lo slittamento e le frane.

Dal profumo terroso e legnoso molto intenso ed avvolgente è anche un ottimo repellente per gli insetti e le tarme.

Qui di seguito qualche profumo dove le note di vetiver sono presenti.

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Il cedro, un aroma divino, derivato da un albero nobile

Nel Cantico dei Cantici, Salomone afferma: “Le assi della nostra casa sono di cedro”, metaforicamente parlando, come ben precisa Origine (teologo e filosofo greco) quella frase ha un significato molto più profondo: “fare di cedro le travi delle nostre dimore significa preservare l’anima dalla corruzione”.

L’albero di cedro imponente e longevo è da sempre simbolo di incorruttibilità, tanto che i latini, per indicare un qualcosa degno di essere immortalato, usavano dire: digna cedro.

Alphonse de Lamartine, poeta e storico francese, scrisse: “Gli arabi di ogni setta hanno una venerazione tradizionale per questi alberi: attribuiscono loro non soltanto una forza vegetativa che li fa vivere eternamente, ma anche un’anima che consente loro di dar segni di saggezza, di preveggenza, simili a quelli dell’istinto negli animali, dell’intelligenza negli uomini. Conoscono in anticipo le stagioni, muovono le loro vaste fronde come membra, allargano e stringono i gomiti, innalzano verso il cielo o chinano verso terra i rami secondo che la neve si prepari a cadere o a fondere. Sono esseri divini in forma d’alberi”.

Utilizzato sin dai popoli antichi per le sue proprietà medicamentose, oggi si fa molto uso dei suoi frutti e del suo legno in profumeria.

La scelta tra i profumi a base di frutto di cedro o di legno di cedro dipende dai gusti, i profumi a base di frutto, chiamato dagli antichi “mela d’oro”, sono frizzanti, ricordano il mare e forse possiamo catalogarli come profumi più estivi, per via della loro ventata di energia. I profumi a base di legno sono, invece, decisamente più corposi e robusti, oserei affermare: avvolgenti, portabilissimi d’estate, ma non solo.

Qui di seguito una selezione che accontenta tutti i gusti, sempre che, come me, amiate l’aroma del cedro.

 

Super Cedar di Byredo
contiene il legno e ricorda l’aroma delle matite appena temperate

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Cedro di Taormina di Acqua di Parma
pura l’estate mediterranea

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Havana Blues di & Other Stories
legno di cedro con foglie di tabacco, melograno, fico e gelsomino

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Atelier Cologne Cédrat Envivrant
cedro del Marocco, lime, menta, bergamotto e basilico, freschissimo

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Cedre Blanc- Acqua Originale di Creed
Cedro bianco e gelsomino, uniti al cardamomo

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Andiamo in Costa Azzurra con

Cap d’Antibes di Eight&Bob
Menta, betulla e violetta, legno di cedro

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Cher Wood di Molinard
Contiene due tipi di cedro: quello dell’Atlante e quello americano

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Cuir Venenum di Parfumerie Generale
cedro del Marocco con una nota di cuoio

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Féminité du Bois di Serge Lutens
legno di cedro dell’Atlas

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Fiorisia di Profumi del Forte
sapore di primavera con legno di cedro, tamarindo, bergamotto, ribes e foglie verdi

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Vanilla e Cedarwood di Kiehl’s
Legno di cedro con vaniglia

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Saba di Mirko Buffini
Legno di cedro, caffè, bergamotto, liquirizia, vaniglia

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Terre d’Hermès
Un vero classico contenente legno di cedro come richiamo alla terra

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Eternity Now for Men di Calvin Klein
Foglie e legno di cedro

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Non resta che scegliere!!!