E per finire… Lilù Stones ci parla di …

Cari Amici di Lilù Stones…con questo post, finisce la storia della pseudo Alice nel paese delle pietre dure, di quelle semipreziose e un cenno a quelle preziose per eccellenza.

L’altra volta vi ho parlato di sua maestà il diamante…non mi rimane che catapultarvi ancora, nella meraviglia degli zirconi, dei topazi, dei corindoni ovvero del rubino e gli zaffiri, dei berilli ovvero dello smeraldo e dell’acquamarina. Un cenno particolare merita lo spinello e la pietra in voga da qualche anno a questa parte e cioè la zoisite varietà tanzanite e poi ancora, certamente ci sono altre preziosissime pietre come la diopside Russa…e l’alessandrite…pietra degli Zaar e ancora l’ apatite…… Read More E per finire… Lilù Stones ci parla di …

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Care Amiche di…Lilù Stones…!…alias anche…”Alice nel paese delle meraviglie”

Vi ho fatto fare un giro nelle pietre dure più belle e conosciute e anche di quelle meno conosciute, solamente perché più rare e non di facile reperibilità; nelle perle e nel corallo, nella meravigliosa ambra, nelle madreperle più affascinanti….e già in alcune pietre e preziose.

Ma al fulcro della gioielleria appartengono i diamanti, gli zaffiri o corindoni, i berilli, ovvero l’acqua marina e lo smeraldo, i topazi…e gli zirconi, quelli naturali, NON la cubic zirconia, “pietra”di laboratorio SINTETICISSIMA …che IMPROPRIAMENTE ha preso a prestito il nome da questi ultimi…spadroneggiando su una pietra vera dai colori bellissimi e soprattutto vecchia come il mondo…… Read More Care Amiche di…Lilù Stones…!…alias anche…”Alice nel paese delle meraviglie”

Eccomi nuovamente con voi

Con questo post, abbandoniamo le pietre dure e le pietre semi-preziose, per addentrarci nelle vere gemme.

A volte, i pezzi estratti pesano tonnellate, ma solo l’1% e molte volte anche molto meno, rappresenta la qualità “gemmifera” e vi dirò di più, molto spesso oltrepassa sia la preziosità, sia la quotazione, del diamante più stratosferico o dello stesso zaffiro o rubino o smeraldo che sia.

E’ la giada, ma la giada giadeite, Birmana, Imperiale, l’inesorabile IMPERATRICE della gioielleria Cinese…la gemma che come l’agata, è riuscita a diventare persino un nome proprio femminile, per il suo straordinario fascino…… Read More Eccomi nuovamente con voi

Continua il viaggio fra le meraviglie

Questa volta inizierò il mio post con la FLUORITE, che per i sui colori, anche se molto più evanescenti, mi fanno ricordare quelli della tormalina, di cui vi ho parlato nel post precedente.

Che dire sulla fluorite?

Inizio con il dire che deve il suo nome al fluoruro di calcio, minerale che la compone e che le regala il fenomeno della fluorescenza, che fa di essa, una pietra singolarmente bella ed attraente anche e certamente per i suoi colori: pura è incolore, spesso però, si trova nei suoi inconfondibili colori del verde, viola, blu, giallo, rosa, nero, bruno, molto spesso trasparente, ma può anche essere traslucida e opaca.
E’ uno dei pochi minerali che si presenta in campioni perfettamente cristallizzati, la regina delle mostre sui minerali e ricercata dai collezionisti, specialmente quella che prende il nome di “blue john”, francesizzata in bleu/jaune ovvero dal colore blu/gialla a bande.
Già gli antichi Greci tagliavano questa pietra come gemma preziosa, mentre i Romani, cesellavano vasi con la “blue john” , chiamati allora vasi murrini, per il colore variegato.
Molto bella anche quella in fili color giallo, da lontano sembrano fili di ambra….certo il peso…cambia.
La Fluorite è un minerale molto diffuso, solo il quarzo vanta maggiore diffusione, ma è praticamente conosciuta e riconosciuta da tutti.

Altro minerale molto diffuso è la Calcite, si dice che è talmente “invasivo”, che solo in Vaticano non si trova.

Se la forma è massiva, il suo colore è polveroso ma vitreo. In gemma è trasparente, traslucida, ma anche opaca.
Quella trasparente gode della proprietà ottica della doppia rifrazione, cioè, la luce che l’attraversa vi farà vedere l’immagine “raddoppiata”, a questo proposito, famoso è lo spato d’Islanda, cristallo di calcite trasparente, che opportunamente preparato, veniva adoperato in microscopia fino alla metà del 900.

La calcite è ricca di carbonato di calcio, da cui deve il nome, le sue varietà prendono il nome a seconda delle località in cui vengono reperite e dalla composizione (esempio lo spato d’Islanda, oppure il travertino, ecc.), i suoi colori vanno dall’incolore (trasparente quindi), bianco, giallo, arancione, bruno, grigio, nero, rosa, rosso e blu. Ci sono collezionisti che raccolgono solo campioni di calcite, talmente son diffusi e sempre molto particolari.
Un appunto particolare e molto importante, devo farlo sulla Mangano/Calcite, ovvero la calcite che contiene anche il manganese ed è rosa.
Questo minerale è pregiatissimo e anche costoso, perché non si trova facilmente come la calcite.

Un filo di questo minerale è secondo solo ad un bel filo di corallo “pelle d’angelo” e all’opale rosa.

Invece l’Aragonite, è la sorellina “povera” della calcite, nel senso che è lo stesso minerale, ma con differente struttura e prende il nome da Molina de Aragòn, località spagnola dove fu reperita la prima volta.

L’ aragonite è il principale minerale che costituisce la parte dura delle conchiglie, quindi minerale che costituisce anche le perle (carbonato di calcio, ricordate?…) e di altri organismi marini, ivi compreso il corallo.

Stesso colore della calcite, trasparenza da vitrea a resinosa, traslucida, birifrangente, fosforescente e anche fluorescente, in cristallo.

Ma lo sapevate che: minuscoli cristalli di aragonite sono contenuti nel corpo umano, precisamente nell’orecchio interno? Ebbene si, sono gli otoliti del sistema vestibolare.
Per rimanere nel colore caldo del giallo e del bruno, inserisco un’altra pietra straordinaria.

L’Andalusite varietà Chiastolite per cui ho una passione sviscerata, seconda solo alla septaria.

Il nome deriva dalla località dove fu scoperta, l’Adalusia, ed in effetti la Chiastolite è stata la prima varietà scoperta, in seguito si sono rivenuti veri e propri cristalli di questa gemma che appartiene alla famiglia dei silicati.

La Chiastolite, mostra una strana inclusione scura, che forma una croce: è la grafite che le da questo caratteristico aspetto “simbolico”.
Mentre invece l’andalusite in gemma ha colori che vanno dal verde/ bruno, al giallo/bruno, al rosa/bruno ed è pietra trasparente o traslucida, classica e fascinosa.
E per finire aggiungo ancora una pietra dal nome angelico: l’Angelite, il bellissimo nome, nonché pietra, che è stata data a questa anidride azzurra, che arriva dal Perù.

L’ Angelite è la variante di un minerale conosciuto come anidride, dal greco “anhydros” senza acqua, perché ha origine evaporitica, deriva dalla trasformazione di depositi di gessso che hanno perso, per evaporazione le molecole di acqua. Colore bianco azzurrognolo e parte centrale grigia.

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TORMALINA…la gemma che viaggiò sull’arcobaleno e ne rubò tutti i colori…

Questa è una gemma meravigliosa e anche preziosa.

Mi spiego, la qualità più pura e trasparente è certamente quella pregiatissima, ma anche grezza e/o appena smussata è apprezzabilissima proprio perché è una tavolozza di colori, come solo la tormalina può regalarci.

“Turmali” vuol dire appunto misto, nella lingua Cingalese, dalla quale si pensa derivi il suo nome, francesizzato poi in “tourmaline” quando finalmente iniziò a diffondersi in Europa agli inizi del XVIII secolo, grazie agli Olandesi che la importarono da Ceylon.

E’ un minerale misto, nel senso che diversi componenti alimentano la sua roccia sia di origine granitica che pegmatica.

Ma non addentriamoci troppo nelle spiegazioni mineralogiche, badiamo al sodo, dico solo che anche questa è una famiglia allegra, un po’ come quella dei granati.

Partiamo di colori.

I colori sono questi: nera, detta sciorlite; giallo/bruno, detta dravite; verde… due varietà la cromotormalina, rara e preziosissima e la verdelite; rossa, la rubellite, preziosissima; blu, simile ad uno zaffiro, l’indicolite, rara e preziosa; rosa/verde, detta “anguria” o watermelon ovvero cocomero; azzurra e rosa ed infine quella più preziosa di tutte, dal colore del mare tropicale più limpido ed evocativo: la tormalina paraiba, eccezionale.
Questi i fili più preziosi, belli sia sfaccettati che lisci, belli in massa per fare “colpo”, bello il filo semplice, lineare, magari con le gemme legate a rosario.
Dipende dai gusti, bisogna saperle portare le “pietre”.
Quella nera, che è detta sciorlite è la più comune è monocromatica per eccellenza. Pensate che un cristallo di tormalina nera può arrivare ai 5 metri di lunghezza, il suo prisma grezzo, sembra liquirizia, lucido e zigrinato sulla facciata esterna.
Molto, molto belli sono i fili di tormalina nera, solitamente si trovano sferici e lucidi, difficile distinguerli da una bella agata nera oppure, da un’ossidiana, questo succede con molte pietre che sono “simili” come colore, anche con quelle preziose, solo voi sapete ciò che acquistate, non c’è modo di distinguerle ad occhio nudo.
Una parola va detta per la tormalina verde; ricordatevi solo che se è molto scura perde di beltà.

Bene, la cromo tormalina è quella rarissima e molto costosa, solitamente.
Altra tormalina preziosa, è la rubellite, bella di un rosso/violaceo, direttamente in competizione con i più bei rubini.

Bella anche questa sia massiva, che naturalmente in gemma.
Immaginatevi tre o quattro fili di questo tipo, che arrotolati tra loro si abbracciano a formare un meraviglioso torchon.

Tra l’altro proprio con questo tipo di taglio, si realizzano gioielli magnifici, con qualsiasi tipo di pietre e persino con le perle, forate in testa, come si usa dire in gergo.

Poi c’è quella azzurra, ma sovente quella azzurra o è la paraiba o se blu, l’indicolite.

L’indicolite o tormalina blu è una mosca “blu”, rarissima, la sua gemma viene usata in gioielleria, quasi esclusivamente, sinceramente, penso che anche il grezzo più piccino abbia un valore elevatissimo, mai avuto la fortuna di vederlo.
Questa è la tormalina paraiba. Solo a pronunciarne il nome è fenomenale.

Tormalina dal colore magnifico, molto rara, per cui si usa solo trasformata e tagliata in gemma.

In Brasile inizia a scarseggiare, fortunatamente l’Africa, sarà il futuro di questa gemma, anche se dicono che quella Brasiliana era ed è, la migliore in assoluto.

Colore “celeste”, quella pregiatissssssssssima: 10.000 dollari al carato, ma può essere anche azzurra/verdolina, un poco poco meno estimata.

Attenzione! Esistono anche altre due pietre che le assomigliano in modo eclatante: una è l’apatite, quella detta “paraiba” bellissima e l’altra lo zircone starlite.
Riprendiamoci, si fa per dire, perché ancora la tormalina ci farà rimanere a bocca aperta, si, ebbene si, con la tormalina “ANGURIA” o “WATER/MELON ovvero COCOMERO.
Questa è una tormalina pleocroica, ovvero con più colori, centro rosato bordo verde, mi sembra evidente il paragone è il nome a cui è associata, il taglio in sezione lenticolare ne esalta la “sostanza”.

Il costo dipende dal taglio e dal colore, quindi variabile, ma accessibile, poi dipende dal gioiello, se ha altre pietre combinate insieme.

Io vi metto diversi aspetti di questa FAVOLOSA gemma, che mette allegria e freschezza solo a vederla.… Read More TORMALINA…la gemma che viaggiò sull’arcobaleno e ne rubò tutti i colori…

Continua il viaggio … alla scoperta delle pietre

Ciao care amiche delle pietre.

Finite le vacanze?…no?…si?…Beh…se le avete finite o non le avete fatte per nulla, vi porterò in vacanza con i meravigliosi colori delle pietre che vi andrò a raccontare…e che certamente vi evocheranno luoghi magici.

Inizio con… LA TURCHESE
La turchese è una pietra che ha resistito al tempo e alla cultura, una delle prime pietre estratte dalla terra.

Pietra che dà origine ad un vero e proprio colore. I commercianti Veneziani che la importarono dalla Turchia, pur essendo pietra appartenente alla Persia, quando la portarono in Francia per la prima volta, la chiamarono “pierre torquise”, ovvero pietra turca…di qui..il nome.
I Romani la chiamavano “callais”, bella pietra, i Persiani “ferozah”, pietra vittoriosa…come sempre i nomi si perdono anche questi nelle sabbie dei tempi.

La turchese è fosfato idrato di rame, alluminio e ferro; il rame, è il fautore del suo colore, dall’azzurro inconfondibile, al verdolino.

Comunque la scegliate, sarà un successo: screziata, con la tipica “ragnatela nera”; questi disegni che si formano sulla gemma, non intaccano la sua beltà, tutto è soggettivo e dipende anche dalle possibilità che si hanno.

Certo quella azzurra cielo saturo (e magari senza inclusioni di matrice, quelle righe nere che la solcano, ossido di manganese o quelle marroni, di limonite minerale che la compone) è la più pregiata e costosa.
I Romani la chiamavano “callais”, bella pietra, i Persiani “ferozah”, pietra vittoriosa…come sempre i nomi si perdono anche questi nelle sabbie dei tempi.

La turchese è fosfato idrato di rame, alluminio e ferro; il rame, è il fautore del suo colore, dall’azzurro inconfondibile, al verdolino.

Comunque la scegliate, sarà un successo: screziata, con la tipica “ragnatela nera”; questi disegni che si formano sulla gemma, non intaccano la sua beltà, tutto è soggettivo e dipende anche dalle possibilità che si hanno.

Certo quella azzurra cielo saturo (e magari senza inclusioni di matrice, quelle righe nere che la solcano, ossido di manganese o quelle marroni, di limonite minerale che la compone) è la più pregiata e costosa.
I Romani la chiamavano “callais”, bella pietra, i Persiani “ferozah”, pietra vittoriosa…come sempre i nomi si perdono anche questi nelle sabbie dei tempi.

La turchese è fosfato idrato di rame, alluminio e ferro; il rame, è il fautore del suo colore, dall’azzurro inconfondibile, al verdolino.
Comunque la scegliate, sarà un successo: screziata, con la tipica “ragnatela nera”; questi disegni che si formano sulla gemma, non intaccano la sua beltà, tutto è soggettivo e dipende anche dalle possibilità che si hanno.

Certo quella azzurra cielo saturo (e magari senza inclusioni di matrice, quelle righe nere che la solcano, ossido di manganese o quelle marroni, di limonite minerale che la compone) è la più pregiata e costosa.

Le aree geografiche legate a questa gemma, sono due, il Medio Oriente, la più bella turchese al mondo, nello specifico l’Iran, patria storica sia per l’estrazione che per la lavorazione di questa roccia e quella estratta in America, zone Nevada e Arizona.

Gli indiani d’America, veri estimatori di questa pietra, la usavano addirittura come moneta, preziosa proprio come l’oro.

Si dice che la turchese tenda a sbiadire se il suo possessore non gode di buona salute, come si dice anche che, chi possiede questa pietra durante una caduta, si spacca la pietra ma non le ossa…meglio non provare, questa è mitologia.

Inutile dire che è una delle pietre più impastrocchiate ed imitate. Per gestirne il colore, la si colora sinteticamente, si fanno “paste” o addirittura la si falsifica con un’altra pietra bellissima, l’aulite o howlite.
La turchese è bella in qualsiasi taglio, in qualsiasi gioiello, dal più semplice al più estroso ed è comunque una pietra che raramente, per non dire proprio mai, la si ritroverà in cristallo.

AULITE o HOWLITE
Questa è la faccia dell’aulite, aulite e poi ancora aulite grezza!!!

Vi sembra azzurra, celeste o verdolina?!!!

Bene è proprio con questa bella pietra, che sembra marmo, che falsificano la turchese, perché ha le venature nere che la fanno assomigliare alla turchese e poi, è una pietra porosa, quindi adatta ad essere “colorata” per bene, talmente bene, che alcuni si divertono anche ad imitare col corallo, si anche quello.

Ha una composizione completamente diversa dalla turchese, l’aulite è un silicato o borosilicato di idrossido di calcio e deve il suo nome al suo scopritore, certo Henry How, da qui: howlite (in Italiano: aulite).

Opaca e vitrea, lucente, proviene principalmente dalla California e viene usata esattamente come le altre pietre, per monili e quant’altro.

Ora non fatevi più ingannare, l’aulite costa pochissimo, anche il filo più pregiato.
Altra pietra incantevole e sconosciuta ai più è il larimar.
Questa pietra, costosissima solitamente, arriva solo dalla Repubblica Dominicana.

A volte leggo che alcuni lo chiamano anche diaspro (Jasper) larimar, ma purtroppo non so dirvi se è appropriato il termine, anche perché il larimar è una pietra di origine vulcanica, il diaspro non lo è!

Sarà l’ennesima falsificazione.

Comunque tornando al larimar, che è azzurro con venature bianche, il più pregiato, ma anche verdolino, quello meno pregiato, sempre con venature bianche, è di recente scoperta. Nel 1916, Padre Loren trovò questo minerale, ma purtroppo non ebbe l’autorizzazione ad eseguire gli scavi; ci riprovò più avanti, nel 1974, un certo Mendez che potè portare avanti la ricerca di questo minerale con successo e lo chiamò larimar, dall’amore per la figlia, certa Larissa e la passione per il mare: quindi LARI_MAR.

E’ una delle pietre più nuove e rare al mondo, avendo per ora solo quella provenienza, è traslucida se ben “levigata”, tanto che pare di vedere il mare di quei lidi tropicali muoversi in superficie. Ne ha l’energia, non solo il colore, bellissima anche grezza, costa meno.

Si può chiamare anche pectolite, varietà larimar, poichè appartiene a quella famiglia (le pectoliti).
Ed ora, dall’azzurro, dal celeste al BLU OLTREMARE.

Si, così viene definito il LAPISLAZZULI dal colore più bello.

Anche questa pietra affascinante è come la turchese, ha resistito alla storia e alla cultura, anche lei è stata una delle prime estratte dalla terra e gode come sua “sorella” di successo immemorabile.

“Lapis” dal latino pietra, “lazulum” blu o celeste, dal Persiano “lazhuward” dal giacimento Afghano storico di provenienza, attivo da 7.000 anni! I Romani lo chiamavano zaffiro blu, oggi lo zaffiro è un corindone, appunto lo zaffiro blu, altro tipo di gemma preziosa.

La roccia del lapislazzuli è composta da vari minerali, tra cui la lazurite (blu), la calcite (bianca) e la pirite (dorata) ed altri, dalla stessa roccia hanno origine anche delle altre pietre altrettanto interessanti, ma meno pregiate (la dumortierite e la sodalite).
Pietra venerata dagli Egizi, che ne facevano uso per le cerimonie, per forgiare amuleti, oltre che per adornarsi.
Più avanti, dai Romani, venne impiegato in medicina.

Nel Medioevo, macinato e ridotto in polvere, si otteneva un pigmento dal colore blu oltremare splendido e duraturo per affrescare, materiale costoso pari all’oro.

Michelangelo lo adoperò per “ Il Giudizio Universale” e non solo…
Giotto, per la Cappella degli Scrovegni…
Il lapislazzuli pregiato, secondo gli esperti è quello dal colore uniforme, con pochissime tracce di pirite e proprio nessuna di calcite, quello che lo fa sembrare un lembo di cielo stellato.
I Persiani lo dividono in tre categorie: nili = blu scuro, assemani = blu chiaro e sabz = verde.

Molto bello anche quello grezzo, oggi come oggi c’è un ritorno alla pietra grezza che sa di natura.
Fratelli del lapislazzuli sono la SODALITE E LA DUMORTIERITE.

La SODALITE
Silicato di sodio, da cui si estrae il sodio appunto, si distingue dal lapislazzuli, per il colore, un blu/grigio, con venature bianche, ma assenza di pirite.
Silicato di sodio, da cui si estrae il sodio appunto, si distingue dal lapislazzuli, per il colore, un blu/grigio, con venature bianche, ma assenza di pirite.
La DUMORTIERITE

Nome difficile e anche bruttino, molto probabilmente il suo scopritore, paleontologo Francese, ci teneva così tanto a passare alla storia, che non si è scervellato per nulla a dare un nome più caruccio a questa pietra, egli infatti si chiamava Eugene Dumortier.

Anche questa pietra è un borosilicato, traslucida e molto variegata nelle sfumature di blu, blu scuro, verde blu, ma anche bruno/rossastra e rossa.
La CRISOCOLLA
Altra bella pietra, sovente confusa con la turchese di color verdino.

E’ un silicato di idrato di rame (di qui il colore verde) ed indica giacimenti di rame la sua presenza, diffusa nel mondo.

Viene considerata la pietra delle donne, alleata delle donne “ossessionate” del lavoro o dai mille impegni ed è la pietra protettrice della voce. Ha un bel colore azzurro/verde o blu/verde, traslucida e a volte semitrasparente.
L’ AZZURRITE
L’azzurrite è un idrossicarbonato di rame, è di colore azzurro/blu o blu scuro, possiede la qualità di trasformarsi lentamente in malachite, tramite l’assorbimento d’acqua, difatti sovente viene chiamata azzurrite/malachite il suo pigmento azzurro, a contatto con l’umidità dell’aria, purtroppo però cambia colore diventando verde.

Pietra pregiata, da semitrasparente ad opaca.
La MALACHITE
Straordinaria pietra, idrossicarbonato di rame, come la crisocolla.

Ma i suoi colori sono verde/ verde scuro a bande stratiformi. Pietra pregiatissima, opaca, regina della Repubblica del Congo, da cui proviene, chiamata “la verdura delle rocce”.

Viene intagliata proprio per mettere in evidenza le sue fasce, per risaltarne la bellezza eclatante, sia per farne oggetti, scatolette, porta_profumi, candelabri, ecc. ecc.

In gioielleria per farne ornamenti favolosi, ma attenzione, pietra molto imitata e artefatta.
Pietra utilizzata come rivestimento, nelle sale delle residenze degli Zar, famose le colonne in malachite nella cattedrale di San Isacco, in Russia, a San Pietroburgo… Read More Continua il viaggio … alla scoperta delle pietre

E per finire… Gemme Organiche – Part. III

L’ambra, l’oro del Baltico (Russia), così come per noi lo è il corallo rosso.

L’ambra è una resina fossile indurita, formatasi da una conifera il “Pinus succinefera” (ora estinto), dai due ai cinquanta milioni di anni fa.

I latini la chiamavano appunto “succinum” e ancora nel Baltico la chiamano Succinite, la loro “yantar”, ambra in Russo. A volte traslucida, colore giallo o meglio tutte le tonalità e intensità del giallo: arancio, marrone, rossiccia e persino bianco latte, questa detta “ambra reale”.

Bellissima anche grezza, (che mi ricorda, infilata a collana, quelle “corone” di fichi secchi che si vedono in meridione, per far seccare appunto i fichi), curativa persino, quella grezza, aiuta a sopportare il dolore alle gengive per i bimbi che devono mettere su i dentini, sovente viene regalata in questa occasione l’ambra da “ciucciare”. L’ambra ha un suo aroma, se si riscalda profuma, ma attenzione è infiammabile e se strofinata, produce elettricità.

Inutile dire che le imitazioni si sprecano con plastica, vetro, resine naturali e sintetiche.

Ma l’ambra, l’antichissima AMBRA è “pietra” senza età, nobile, calda, elegante, anche con le sue inclusioni, che non sono altro che piccoli insetti o foglie o tutto ciò che la resina della conifera ha inglobato con se, vera pacchia per i paleontologi.
E’ il Baltico che ci offre il 90% dell’ambra che si impiega in gioielleria, una volta la maggior quantità arrivava dal porto di Kaliningrad, ma giacimenti di ambra baltica, ora provengono dalla Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Polonia e Germania e da quelle zone “limitrofe”.

Anche l’ambra Meso/Americana o quella che proviene dalla Repubblica Dominicana, è speciale nei colori, tutta l’ambra tropicale ha una sua zona di estrazione detta “Amber Valley”. Bellissima e rara quella verde della Columbia.
Rara e costosissima ambra è quella BLU o BLU/ROSSICCIA della Repubblica Dominicana, puro splendore per gli occhi!!
Aggiungo una chicca, anche per me, perchè non sapevo di questa notizia, senza andare tanto lontano, la nostra bella Sicilia, proprio nella sua punta più sud orientale, ha una costa che viene chiamata “costa dell’ambra” in prossimità del fiume Simeto, dove dal 1984 si è ritrovata una splendida, rara ambra detta appunto SIMETITE, dal bellissimo colore scuro rossastro/bluastro, quasi come quella Dominicana.
Ancora un piccolo accenno alla COPALE, simile all’ambra, ma più “giovane”, ha un aspetto più opaco e lattiginoso, più fragile e ricca di inclusioni, ovvero insetti o simili, perfettamente conservati tanto che, se la si fa sciogliere in etere o benzina, si possono recuperare gli insetti.

Bellissima anche questa, diciamo più etnica, tanto che è solitamente tagliata in pezzi molto grandi, in Tibet, le donne si adornano con questa resina, pesa pochissimo e non devono reggere nessun peso, come d’altronde anche per l’ambra, che è leggerissima, provare per credere.
Non mi rimane che farVi conoscere il GIAIETTO

Sapete come lo chiamano anche il giaietto? Lo chiamano “l’ambra nera”! Si perché innanzitutto è nero, una volta lucidato e spazzolato esibisce un lustro che non teme il tempo e come l’ambra è leggerissimo.

Non è una resina, è una varietà di lignite, simile al carbone ma più duro, resto fossile di foreste millennarie che si trovano lungo le scogliere di Whitby, nello Yorkshire in Inghilterra. Peraltro località amena, con una bellissima spiaggia, nella quale passeggiando potete imbattervi in pietre (fossili anche queste) di ammonnite, che sono anche e oltretutto lo stemma di questa cittadina famosa per i suoi fossili.

Tornando al giaietto, fu proprio il periodo Vittoriano a dargli fama in tutto il mondo. La regina Vittoria aveva parecchi esemplari di gioielli in giaietto, anche perché essendo nero fu fonte di produzione per farne “perle” nere come ornamento per circostanze funebri.

A Whitby, dove esiste il più rinomato giaietto al mondo, si trova anche un museo che custodisce una vasta collezione di giaietti corredati dalla relativa storia dei pezzi. E’ prezioso per la sua storia e il suo prezzo è abbordabile, certo non arriva a costare quanto l’ambra. Interessante “pietra”.… Read More E per finire… Gemme Organiche – Part. III