Il bandolo, anzi la Stele… della “matassa”

L’archeologia è un mondo affascinante e misterioso. Un percorso a ritroso nelle fitte nebbie del Tempo; un’indagine aperta sul passato, in cui, oltre alla preparazione, sono spesso determinanti intuizione e fortuna…… Read More Il bandolo, anzi la Stele… della “matassa”

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Museo dell’Opificio delle Pietre Dure…

… un museo un po’ trascurato dai turisti. Chi si reca a Firenze, solitamente non inserisce nel proprio itinerario questa tappa, un vero peccato!
Proprio annesso all’Opificio delle Pietre dure, oggi moderno centro specializzato nel restauro, si trova il Museo, diretta filiazione della manifattura artistica caratterizzata dalla lavorazione delle pietre dure, che fu ufficialmente fondata nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici…… Read More Museo dell’Opificio delle Pietre Dure…

E per finire… Lilù Stones ci parla di …

Cari Amici di Lilù Stones…con questo post, finisce la storia della pseudo Alice nel paese delle pietre dure, di quelle semipreziose e un cenno a quelle preziose per eccellenza.

L’altra volta vi ho parlato di sua maestà il diamante…non mi rimane che catapultarvi ancora, nella meraviglia degli zirconi, dei topazi, dei corindoni ovvero del rubino e gli zaffiri, dei berilli ovvero dello smeraldo e dell’acquamarina. Un cenno particolare merita lo spinello e la pietra in voga da qualche anno a questa parte e cioè la zoisite varietà tanzanite e poi ancora, certamente ci sono altre preziosissime pietre come la diopside Russa…e l’alessandrite…pietra degli Zaar e ancora l’ apatite…… Read More E per finire… Lilù Stones ci parla di …

Care Amiche di…Lilù Stones…!…alias anche…”Alice nel paese delle meraviglie”

Vi ho fatto fare un giro nelle pietre dure più belle e conosciute e anche di quelle meno conosciute, solamente perché più rare e non di facile reperibilità; nelle perle e nel corallo, nella meravigliosa ambra, nelle madreperle più affascinanti….e già in alcune pietre e preziose.

Ma al fulcro della gioielleria appartengono i diamanti, gli zaffiri o corindoni, i berilli, ovvero l’acqua marina e lo smeraldo, i topazi…e gli zirconi, quelli naturali, NON la cubic zirconia, “pietra”di laboratorio SINTETICISSIMA …che IMPROPRIAMENTE ha preso a prestito il nome da questi ultimi…spadroneggiando su una pietra vera dai colori bellissimi e soprattutto vecchia come il mondo…… Read More Care Amiche di…Lilù Stones…!…alias anche…”Alice nel paese delle meraviglie”

Eccomi nuovamente con voi

Con questo post, abbandoniamo le pietre dure e le pietre semi-preziose, per addentrarci nelle vere gemme.

A volte, i pezzi estratti pesano tonnellate, ma solo l’1% e molte volte anche molto meno, rappresenta la qualità “gemmifera” e vi dirò di più, molto spesso oltrepassa sia la preziosità, sia la quotazione, del diamante più stratosferico o dello stesso zaffiro o rubino o smeraldo che sia.

E’ la giada, ma la giada giadeite, Birmana, Imperiale, l’inesorabile IMPERATRICE della gioielleria Cinese…la gemma che come l’agata, è riuscita a diventare persino un nome proprio femminile, per il suo straordinario fascino…… Read More Eccomi nuovamente con voi

Continua il viaggio fra le meraviglie

Questa volta inizierò il mio post con la FLUORITE, che per i sui colori, anche se molto più evanescenti, mi fanno ricordare quelli della tormalina, di cui vi ho parlato nel post precedente.

Che dire sulla fluorite?

Inizio con il dire che deve il suo nome al fluoruro di calcio, minerale che la compone e che le regala il fenomeno della fluorescenza, che fa di essa, una pietra singolarmente bella ed attraente anche e certamente per i suoi colori: pura è incolore, spesso però, si trova nei suoi inconfondibili colori del verde, viola, blu, giallo, rosa, nero, bruno, molto spesso trasparente, ma può anche essere traslucida e opaca.
E’ uno dei pochi minerali che si presenta in campioni perfettamente cristallizzati, la regina delle mostre sui minerali e ricercata dai collezionisti, specialmente quella che prende il nome di “blue john”, francesizzata in bleu/jaune ovvero dal colore blu/gialla a bande.
Già gli antichi Greci tagliavano questa pietra come gemma preziosa, mentre i Romani, cesellavano vasi con la “blue john” , chiamati allora vasi murrini, per il colore variegato.
Molto bella anche quella in fili color giallo, da lontano sembrano fili di ambra….certo il peso…cambia.
La Fluorite è un minerale molto diffuso, solo il quarzo vanta maggiore diffusione, ma è praticamente conosciuta e riconosciuta da tutti.

Altro minerale molto diffuso è la Calcite, si dice che è talmente “invasivo”, che solo in Vaticano non si trova.

Se la forma è massiva, il suo colore è polveroso ma vitreo. In gemma è trasparente, traslucida, ma anche opaca.
Quella trasparente gode della proprietà ottica della doppia rifrazione, cioè, la luce che l’attraversa vi farà vedere l’immagine “raddoppiata”, a questo proposito, famoso è lo spato d’Islanda, cristallo di calcite trasparente, che opportunamente preparato, veniva adoperato in microscopia fino alla metà del 900.

La calcite è ricca di carbonato di calcio, da cui deve il nome, le sue varietà prendono il nome a seconda delle località in cui vengono reperite e dalla composizione (esempio lo spato d’Islanda, oppure il travertino, ecc.), i suoi colori vanno dall’incolore (trasparente quindi), bianco, giallo, arancione, bruno, grigio, nero, rosa, rosso e blu. Ci sono collezionisti che raccolgono solo campioni di calcite, talmente son diffusi e sempre molto particolari.
Un appunto particolare e molto importante, devo farlo sulla Mangano/Calcite, ovvero la calcite che contiene anche il manganese ed è rosa.
Questo minerale è pregiatissimo e anche costoso, perché non si trova facilmente come la calcite.

Un filo di questo minerale è secondo solo ad un bel filo di corallo “pelle d’angelo” e all’opale rosa.

Invece l’Aragonite, è la sorellina “povera” della calcite, nel senso che è lo stesso minerale, ma con differente struttura e prende il nome da Molina de Aragòn, località spagnola dove fu reperita la prima volta.

L’ aragonite è il principale minerale che costituisce la parte dura delle conchiglie, quindi minerale che costituisce anche le perle (carbonato di calcio, ricordate?…) e di altri organismi marini, ivi compreso il corallo.

Stesso colore della calcite, trasparenza da vitrea a resinosa, traslucida, birifrangente, fosforescente e anche fluorescente, in cristallo.

Ma lo sapevate che: minuscoli cristalli di aragonite sono contenuti nel corpo umano, precisamente nell’orecchio interno? Ebbene si, sono gli otoliti del sistema vestibolare.
Per rimanere nel colore caldo del giallo e del bruno, inserisco un’altra pietra straordinaria.

L’Andalusite varietà Chiastolite per cui ho una passione sviscerata, seconda solo alla septaria.

Il nome deriva dalla località dove fu scoperta, l’Adalusia, ed in effetti la Chiastolite è stata la prima varietà scoperta, in seguito si sono rivenuti veri e propri cristalli di questa gemma che appartiene alla famiglia dei silicati.

La Chiastolite, mostra una strana inclusione scura, che forma una croce: è la grafite che le da questo caratteristico aspetto “simbolico”.
Mentre invece l’andalusite in gemma ha colori che vanno dal verde/ bruno, al giallo/bruno, al rosa/bruno ed è pietra trasparente o traslucida, classica e fascinosa.
E per finire aggiungo ancora una pietra dal nome angelico: l’Angelite, il bellissimo nome, nonché pietra, che è stata data a questa anidride azzurra, che arriva dal Perù.

L’ Angelite è la variante di un minerale conosciuto come anidride, dal greco “anhydros” senza acqua, perché ha origine evaporitica, deriva dalla trasformazione di depositi di gessso che hanno perso, per evaporazione le molecole di acqua. Colore bianco azzurrognolo e parte centrale grigia.

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TORMALINA…la gemma che viaggiò sull’arcobaleno e ne rubò tutti i colori…

Questa è una gemma meravigliosa e anche preziosa.

Mi spiego, la qualità più pura e trasparente è certamente quella pregiatissima, ma anche grezza e/o appena smussata è apprezzabilissima proprio perché è una tavolozza di colori, come solo la tormalina può regalarci.

“Turmali” vuol dire appunto misto, nella lingua Cingalese, dalla quale si pensa derivi il suo nome, francesizzato poi in “tourmaline” quando finalmente iniziò a diffondersi in Europa agli inizi del XVIII secolo, grazie agli Olandesi che la importarono da Ceylon.

E’ un minerale misto, nel senso che diversi componenti alimentano la sua roccia sia di origine granitica che pegmatica.

Ma non addentriamoci troppo nelle spiegazioni mineralogiche, badiamo al sodo, dico solo che anche questa è una famiglia allegra, un po’ come quella dei granati.

Partiamo di colori.

I colori sono questi: nera, detta sciorlite; giallo/bruno, detta dravite; verde… due varietà la cromotormalina, rara e preziosissima e la verdelite; rossa, la rubellite, preziosissima; blu, simile ad uno zaffiro, l’indicolite, rara e preziosa; rosa/verde, detta “anguria” o watermelon ovvero cocomero; azzurra e rosa ed infine quella più preziosa di tutte, dal colore del mare tropicale più limpido ed evocativo: la tormalina paraiba, eccezionale.
Questi i fili più preziosi, belli sia sfaccettati che lisci, belli in massa per fare “colpo”, bello il filo semplice, lineare, magari con le gemme legate a rosario.
Dipende dai gusti, bisogna saperle portare le “pietre”.
Quella nera, che è detta sciorlite è la più comune è monocromatica per eccellenza. Pensate che un cristallo di tormalina nera può arrivare ai 5 metri di lunghezza, il suo prisma grezzo, sembra liquirizia, lucido e zigrinato sulla facciata esterna.
Molto, molto belli sono i fili di tormalina nera, solitamente si trovano sferici e lucidi, difficile distinguerli da una bella agata nera oppure, da un’ossidiana, questo succede con molte pietre che sono “simili” come colore, anche con quelle preziose, solo voi sapete ciò che acquistate, non c’è modo di distinguerle ad occhio nudo.
Una parola va detta per la tormalina verde; ricordatevi solo che se è molto scura perde di beltà.

Bene, la cromo tormalina è quella rarissima e molto costosa, solitamente.
Altra tormalina preziosa, è la rubellite, bella di un rosso/violaceo, direttamente in competizione con i più bei rubini.

Bella anche questa sia massiva, che naturalmente in gemma.
Immaginatevi tre o quattro fili di questo tipo, che arrotolati tra loro si abbracciano a formare un meraviglioso torchon.

Tra l’altro proprio con questo tipo di taglio, si realizzano gioielli magnifici, con qualsiasi tipo di pietre e persino con le perle, forate in testa, come si usa dire in gergo.

Poi c’è quella azzurra, ma sovente quella azzurra o è la paraiba o se blu, l’indicolite.

L’indicolite o tormalina blu è una mosca “blu”, rarissima, la sua gemma viene usata in gioielleria, quasi esclusivamente, sinceramente, penso che anche il grezzo più piccino abbia un valore elevatissimo, mai avuto la fortuna di vederlo.
Questa è la tormalina paraiba. Solo a pronunciarne il nome è fenomenale.

Tormalina dal colore magnifico, molto rara, per cui si usa solo trasformata e tagliata in gemma.

In Brasile inizia a scarseggiare, fortunatamente l’Africa, sarà il futuro di questa gemma, anche se dicono che quella Brasiliana era ed è, la migliore in assoluto.

Colore “celeste”, quella pregiatissssssssssima: 10.000 dollari al carato, ma può essere anche azzurra/verdolina, un poco poco meno estimata.

Attenzione! Esistono anche altre due pietre che le assomigliano in modo eclatante: una è l’apatite, quella detta “paraiba” bellissima e l’altra lo zircone starlite.
Riprendiamoci, si fa per dire, perché ancora la tormalina ci farà rimanere a bocca aperta, si, ebbene si, con la tormalina “ANGURIA” o “WATER/MELON ovvero COCOMERO.
Questa è una tormalina pleocroica, ovvero con più colori, centro rosato bordo verde, mi sembra evidente il paragone è il nome a cui è associata, il taglio in sezione lenticolare ne esalta la “sostanza”.

Il costo dipende dal taglio e dal colore, quindi variabile, ma accessibile, poi dipende dal gioiello, se ha altre pietre combinate insieme.

Io vi metto diversi aspetti di questa FAVOLOSA gemma, che mette allegria e freschezza solo a vederla.… Read More TORMALINA…la gemma che viaggiò sull’arcobaleno e ne rubò tutti i colori…