Gemme organiche – Part. I

Eccomi nuovamente con voi, questa volta non vi parlerò di pietre, ma di gemme organiche. E quali sono? Son convinta che una buona parte di voi già le conosce. Le prime che dovrebbero venirvi in mente son le perle, seguite a ruota dalla conchiglia, quindi dal corallo, ambra e poi ancora dal giaietto, ecco forse questo è il meno conosciuto, nessun problema, ve lo presento “io”. LE PERLE Farò una escursione rapida su queste meraviglie, succinta ma significativa, ne avevo già parlato per bene sulla mia pagina di Facebook (Lilù Stones). Le perle dunque sono composte da una sostanza organica che si chiama conchiolina e da carbonato di calcio e acqua in una minima percentuale. Si dividono in due categorie, quelle di mare e quelle di acqua dolce. Le più pregiate di sempre, per la fama che si sono conquistate nel tempo immemorabile, sono quelle di mare, però da quando hanno iniziato a coltivare quelle di acqua dolce con gli stessi metodi di quelle di mare, beh…la lotta è dura, per la grandezza a cui arrivano e per la stessa perlagione, detta oriente e cioè, quel meraviglioso arcobaleno che palesa sulla loro superficie. Certamente le conchiglie che le contengono sono diverse e quindi i colori saranno sempre ben specifici alla loro appartenenza. Le perle di mare pregiate ed esclusive sono: le AUSTRALIANE (conchiglia Pinctada Maxima), dal colore bianco ma, molto pregiate quelle color Gold (oro) di questa conchiglia bivalva (doppia). Le TAHITI, le famose perle NERE (conchiglia Pinctada Margaritifera, ovvero la bivalva dalle labbra nere, perché il bordo della conchiglia è nero). Toni dal nero/grigio e arcobaleni di viola, verdi, cioccolato, sfumature chiamate pavone, come le penne del pennuto in questione. Le AKOYA Giapponesi sono le più diffuse e più conosciute, fino a pochissimo tempo fa, erano le perle per eccellenza, perché non c’era “concorrenza”. Debbo ammettere che la loro perlagione è eccezionale, sembrano veramente brillare. Il loro colore è bianco, ma molto ricercata e quella color grigio, il famoso “grigioperla”, caratteristica di questa perla o meglio di questa ostrica, oppure e anche, quella rosa cipria: rara, rarissima. Naturalmente, il valore delle perle, per tutte, è dovuto, a parte per la perlagione, dalla loro perfetta sfericità, dal momento che è difficilissimo ottenere questa perfezione. Le perle “girano” per crescere nella loro conchiglia e questo produce delle “righe” o dei “buchetti” o altre imperfezioni di forma, nonostante il nucleo tondo che viene loro inserito per darle la forma; comunque le cosiddette perle scaramazze o barocche, ovvero con forme imprecise, sono affascinanti ugualmente. Particolare attenzione va alle perle KESHI, che nascono casualmente e quindi non coltivate e quindi non sempre si formano all’interno delle ostriche, sia d’acqua di mare sia d’acqua dolce. Sono piccine e cave all’interno perché prive di nucleo, quelle che si trovano all’interno delle ostriche di mare, quando si trovano, vengono vendute a carato!!! Quelle che vengono rinvenute nelle ostriche di acqua dolce sono più abbordabili, ma dipende da quanto “brillano”! Hanno forma particolare, mai tonda, a volte sono “schiacciatissime” piatte per intenderci, oppure leggermente “bombate”; io le adoro, prendono il colore dalla conchiglia madre, per questo le Keshi di mare sono carissime!!! Le perle di acqua dolce, si dividono a loro volta in perle senza nucleo, ovvero pura sostanza perlifera e nucleate. Stanno raggiungendo vette di bellezza, che solo occhi esperti riescono a distinguere una perla australiana bianca, da una perla di acqua dolce bianca, in special modo. Stessa grandezza, stesso oriente e per ora solo il costo è diverso (sempre che non facciano i disonesti). Quello che debbo comunque farvi ancora sapere è che, le perle senza nucleo, anche se più piccoline (alcune arrivano anche ai 10 mm o poco più) sono di gran lunga più longeve di quelle con il nucleo, quindi non vanno incontro allo sfaldamento o comunque al deterioramento con gli anni. Se si indossano spesso, attenzione ai profumi, attenzione al sudore. Le perle con il nucleo, ovvero quasi tutte, hanno solo un sottile strato di nacre che le avvolge, per quanto preziose esse siano. Il loro colore va dal bianco, al pesca, al rosa/violetto, mai saranno nere, le perle assumo il colore della madreperla di cui è composta la conchiglia e la conchiglia perlifera delle perle di acqua dolce, molto grande, si chiama Unionidae, detta “Union”. Il più bel filo di perle rimane quello classico, cioè un filo di perle a scalare, dalla più piccina alla più grande al centro. Con le bellissime conchiglie si ricavano altrettanti fili eccellenti o di vera e propria conchiglia o di madreperla. I fili di conchiglia, generalmente arrivano dal Pacifico. Sono le Conch Shell, enormi conchiglie, sia bianche che rosate a fornire il migliore materiale per farne fili di collane o quant'altro, oppure bellissime sono le Spiny Oyster, dai colori vivaci arancio e violetto. Un accenno almeno alla conchiglia sardonica, che appartiene alla famiglia delle Cassis, dalla quale i maestri, sempre di Torre del Greco, dove esiste una scuola per questa lavorazione, oltre a quella orafa, la trasformano in cammei stratosferici, opere da museo. E’ una conchiglia, speciale, perché avendo due strati, uno rimane il negativo dell’altro e ben si adatta all’intaglio del cammeo, anche se questo lo si può ottenere anche sulle pietre di calcedonio corniola, oppure su corallo, oppure sulla turchese o onice, tanti cammei vengono incisi anche sulla madreperla. Bellissima è naturalmente la madreperla, per farne fili per collane, per esserne intagliate e farne cammei o fiori per orecchini o molti altri oggetti ornamentali, esattamente come per la conchiglia.

Continua il viaggio

Raggrupperò in questa prima parte, tre pietre METALLICHE: l’ematite, la pirite e la marcasite. L’ EMATITE E’ conosciuta come pietra del sangue, dal greco “haima” appunto sangue, questo perché, tagliando il minerale, l’acqua che si fa scorrere per raffreddarlo si colora di rosso, come pure, quando la si riduce in polvere per ricavarne il pigmento, questo è rosso. E’ infatti un’ossido di ferro e viene usata anche per l’estrazione di questo minerale. La si chiamava anche “specularit” dal latino “speculum” ovvero specchio, poiché in passato, veniva usata, tagliata e pulita a dovere, come specchio, per via del colore nero/grigio acciaio (canna di fucile) e anche rosso/bruno, molto rilucente. Conosciuta dagli antichi popoli che le attribuivano poteri curativi per svariati malanni e ancora oggi l’ematite, pare abbia proprietà benefiche sul sangue, come ad esempio favorire la formazione dei globuli rossi, quindi adatta per “combattere” l’anemia. Un cristallo pregiatissimo di questo minerale è conosciuto come “rosa di ferro” a forma di vero e proprio fiore e iridescente e la si reperisce all’Isola d’ Elba, piuttosto che in Liguria, ma giacimenti importanti e ricchi si trovano in Russia, Brasile e Svezia. E’ una pietra moderna, non costosa e che fa la sua bella figura indossata. La PIRITE Bellissimo il grezzo di questo minerale, anche solo come pezzo da collezionare. Colore argenteo con sfavillii oro/ottone, tanto da confonderla veramente con l’oro, sì, ma l’oro degli sciocchi, come si diceva in passato! “ pyr” dal greco fuoco, pietra focaia, perché se la si percuote con altri metalli sprigiona scintille. La pirite si trova un po’ come “mercoledì in mezzo alla settimana”, sovente aggregata ad altri minerali, ad esempio al lapislazzuli, a cui conferisce quelle bellissime “stelline” che lo fanno brillare. La pirite è un minerale molto usato nell’industria chimica, da essa si estrae l’acido solforico, per cui, attenzione, a contatto con la pelle e la sudorazione, potrebbe “separarsi” il solfuro di ferro e irritare. I giacimenti più importanti si trovano in Giappone, ma anche la nostra Isola d’Elba ne va fiera. Rimane comunque una pietra singolare, luccicante e ornamentale e direi anche molto modaiola. LA MARCASITE Minerale molto simile alla pirite, tanto che lo si confondeva con questo, ma in pratica, la marcasite è più delicata, si sfalda più facilmente nella lavorazione ed è comunque più leggera. Anche questo minerale lo si usa per estrarne prevalentemente acido solforico. E’ una pietra da accompagnamento, opaca, color oro, il suo sfavillio accentua la bellezza delle pietre a cui la si abbina. Nell’epoca Vittoriana trovò ampio respiro, tagliata in forma circolare o a quadratini e sistemata a “pavè”, come minuscoli diamanti. I giacimenti più pregiati si trovano in Austria. Ora invece vi porto nel mondo del GRANATO. Il granato fa parte sempre della grange famiglia dei silicati, ma in particolare i GRANATI sono una famigliola molto socievole e allegra, che ama mescolarsi con altri minerali e così facendo dà origine a un bel numero di varietà di elementi, alcuni preziosissimi. Il suo nome ha origini latine “granatus” grano, ma molto probabilmente si fa riferimento al melograno “malum granatum”, pianta che ci fornisce quei meravigliosi frutti dai chicchi rossi e dolcissimi, come il colore dei granati rossi. Conosciuto anche questo fin dalla notte dei tempi da quasi tutti i popoli, è pietra simbolica per gli Ebrei della stirpe di Giuda, nel Medioevo spade e scudi erano adornate da queste pietre rosse per infondere coraggio ai soldati. Sempre le pietre rosse, sono simbolo d’amore, di dedizione, di benevolenza, di fedeltà e fecondità. Non c’è donna che non possegga, credo, una pietra di questo tipo, nelle famiglie c’è sempre qualche nonna che tramanda un bel granato rosso di generazione in generazione. Ora, nel cercare di non perdermi, li distinguerò appunto per colore. I ROSSI Partiamo da quello più comune, il così detto “rosso granato”, quello che è più facilmente abbordabile in tutti i sensi e cioè il granato ALMANDINO, solitamente dal rosso molto scuro, bruno, con accenti violacei. Tutti i granati appartengono alle pietre preziose. Giacimenti un po’ in tutto il mondo, l’ALMANDINO dello Sri Lanka viene sovente chiamato rubino orientale o rubino di Ceylon. Il più pregiato di sempre dei granati rossi è il PIROPO, dal greco “pyropos” fiammeggiante, famosissimo granato Boemo rosso come il fuoco, giacimenti che ora scarseggiano, ma ben attivi in passato, gioielli molto antichi risalgono all’epoca Vittoriana e all’Art Decò, moltissimi rosari venivano fatti e regalati con questa preziosa gemma. Del piropo esiste una varietà che va sotto il nome di RODOLITE, scoperta nella Carolina del Nord, America, “rodon” dal greco rosa, va infatti dal color rosa al rosso porpora come i fiori del rododendro. Ne esiste anche una varietà rosso/blu, scoperta in Madagascar che è una commistione di minerali autori del colore, rarissima. Pietra preziosa, usata in gioielleria. Passiamo ora ai granati arancioni: l’ ESSONITE e la SPESSARTINA. L’ ESSONITE che a sua volta fa parte di una speciale famiglia di granati e cioè la grossularia. L'ESSONITE è la più comune, tra gli arancioni, anche se comune non è. Bellissima, un colore caldo, un arancio cannella, molto pregiata. La SPESSARTINA è chiamata anche “mandarin garnet” ovvero granato mandarino, nome commerciale questo ed è un’altra varietà di questi granati arancioni. Tra quelli raririssimi, si annovera il granato ANDRADITE (che può avere colori cangianti), a cui appartine la TOPAZOLITE, granato dal colore giallo_oro o giallo_limone, appena sufficiente per gli usi in gioielleria. Tra le ANDRADITI il più prezioso è il DEMANDOIDE ed è anche il primo granato di color verde, raro, dalla luce diamantina, appunto, oltre che testimone dei veri e propri giacimenti diamantiferi. Si estrae solamente in Russia, negli Urali e proprio qui, acquistò fama grazie al famoso orafo degli Zar, Karl Fabergè, che lo impegnò per realizzare i suoi ineguagliabili gioielli. Fama che dilagò poi in Europa e in Inghilterra, dove attirò l’attenzione del Re Eduardo VII, grande appassionato di gemme e gioielli. Grande produzione di gioielli anche per la mitica gioielleria americana Tiffany & Co, fino circa alla metà del secolo XX, quando la produzione del minerale esaurì. Ora, la chiamano la gemma fantasma, talmente si fa fatica a trovarne ancora. Ne mancano ancora due all’appello, e tutte e due FAVOLOSE e di color verde. La TSAVORITE che appartiene alla varietà dei granati grossularia, come l’essonite, è verde, bellissima, non c’è smeraldo a cui si possa paragonare. Le fu dato questo nome dove venne trovata e cioè in Kenia, parco nazionale di Tsavo. E’ la più conosciuta tra le pietre preziose dei granati verdi ed è anche giovane come pietra, solo intorno agli anni 60 fu scoperta e fu ancora Tiffany a valorizzarla e lanciarla nel mercato. UVAROVITE. Anche l’ UVAROVITE è pietra rara. Il suo nome lo si deve ad un certo politico Russo, nonché Conte Uvarov, grande collezionista ed estimatore di gemme, a cui fu dedicata, dal suo scopritore. Ha cristalli molto piccini, per cui, per realizzare gioielli, si usa la sua matrice, raramente arrivano al carato le pietre più grandi. L’ uvarovite fa pensare ad una caramellina di zucchero. Attenzione, poiché spesso si trovano pietre fasulle e tinte, spacciate per ciò che nemmeno lontanamente è questo meraviglioso minerale.

Pietre dal fascino incredibile

Questa volta vi voglio far conoscere delle pietre dal fascino incredibile, la prima l’ho incontrata ad una mostra di minerali e mi ha lasciata senza parole…era enorme, stratosfericamente magnifica, sublime, oserei dire…e OSO. E’ la SEPTARIA. La parola deriva dal latino “septum” ovvero “setto” e non dal numero sette, riferito al numero delle crepe che questa pietra in teoria forma, non è corretto. Invece è esatto appunto dire, che deve il suo nome alla parola “setto” o partizioni, che forma la sua roccia madre. La septaria è un interessantissimo minerale. La si ritrova in “palle” essiccate di fango, ex minerale vulcanico sedimentato da altri minerali nel corso del tempo (dai 50 ai 70 milioni di anni) e da oceani che sono morti, che si sono ritirati, che con le loro onde hanno contribuito a darle questa forma enorme a palla, è in pratica una pietra “fossile”. Non c’è una pietra uguale all’altra, perché sono tutte costituite da una miscela di minerali, comunemente da calcite (le zone gialle), da aragonite (le linee marroni), da barite (le parti bianche) e da calcare o calcedonio (quelle grigio/azzurre). Giacimenti di questa insolita ma affascinante pietra, trovati in Messico (Golfo del Messico ex Sea Life), Madagascar (c’era da stupirsi?!...terra feconda di minerali), Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Spagna e persino in Inghilterra. Viene anche chiamata “Dragostone” - “pietra drago”, per via dei suoi colori e dei suoi disegni. E’ una pietra che attira senza dubbio l’attenzione, la curiosità senza dubbio, pietra stilosissima, l’abbinamento naturale dei colori che possiede hanno come stilista solo la ineguagliabile natura. Sraordinaria, anche solo un cabochon, le pietre sono abbordabili come prezzo, non proprio economiche, ma se le trovate, fatele vostre. Altra pietra super interessante è la SEFTONITE. La seftonite, viene spesso scambiata per un’altra pietra, un diaspro precisamente, che va sotto il nome di ELIOTROPIO o “diaspro sanguigno” (io non l’ho menzionato quando ho parlato dei diaspri, perché in pratica preferisco questa pietra).L’eliotropio è di colore verde scuro con punti di rosso. Ma la SEFTONITE, è completamente diversa, qui da noi in Italia, si chiama seftonite, ma la chiamano anche “Bloodstone” e altro non è che un quarzo agata/calcedonio, di colore verde scuro con chiazze rosse, dovute agli ossidi di ferro e traslucido, cosa che non è l’eliotropio nel modo più assoluto. Non è molto facile da trovare ed economicamente non è poi così impegnativa, certo un bel filo costa, ma ci sono sempre i cabochon, per iniziare anche solo una piccola collezione di minerali. Ed ora, un’altra pietra favolosa, rara e costosa. La SERAFINITE Anche questa è una pietra particolare, è una varietà di clorite, dall’effetto vellutato e cangiante. E’ verde, verde intenso e sulla superficie spiccano dei ciuffi bianco/argentei, che assomigliano alle morbide “piume dei Serafini” ovvero alle piume degli angeli e ne fanno una meravigliosa pietra da gioielleria e anche da arte lapidaria. Proviene solo dalla Russia ed il popolo russo la apprezza tanto quanto la charoite. Continuo con una pietra molto più semplice da reperire, la RIOLITE. E’ una roccia simile al granito, vetrosa. Di questa pietra sono belli i disegni che forma, ogni pietra è diversa dall’altra, e se la si guarda bene, in alcune pietre sembra che formi dei piccoli laghetti, quello è il calcedonio che appare. Non vi so dire molto altro, se non che si trova molto facilmente e non è affatto costosa. E concludo con il SERPENTINO BOWENITE Le serpentine, sono un gruppo molto cospicuo di minerali, più di venti specie e vi sono giacimenti comuni un po’ in tutto il mondo. Solitamente per “serpentino”, vi presentano una pietra verde con inclusioni giallastre, che sembrano proprio la pelle del serpente e, giustamente è quella più comune, che non è male, ma io desidero farvi conoscere la varietà “bowenite”. Il serpentino Bowenite è la pietra delle Rodhe Island, piccolo stato che appartiene all’America. E’ classificato come pietra semipreziosa, poiché ha un aspetto dal trasparente al semitrasparente, è va dal verde scuro al verde oliva, fino ad una gradazione giallognola. Ha una stretta relazione con la giada, ma giada non è. Il popolo dei Maori la intagliano per farne un tipico portafortuna, il “pounamu”, e il famoso Fabergè la usava per fare i suoi gioielli.

Ancora feldspati

Ci siamo lasciate con questa famiglia, ma devo aggiungere ad essa altre due pietre di sostanziale importanza. Una è la Pietra di Luna o Monnstone, l’altra: la Pietra del Sole o Eliolite. La Pietra di Luna è un feldspato alcalino, composto da altri due minerali: l’ortoclasio e l’albite. Si presenta in cristalli incolori o biancastri. … Leggi tutto Ancora feldspati

Feldspati e Ossidiane

Questa volta vi parlo di alcuni FELDSPATI, nome impegnativo, ma vedrete che lo ricorderete molto bene per via delle sue spettacolari pietre e vi parlerò anche delle OSSIDIANE. Inizio con le OSSIDIANE. Cos’è l’OSSIDIANA? E' una roccia di pasta vitrea, un vetro vulcanico, quindi molto diffuso anche qui in Italia, specialmente in Sicilia a Lipari, molto pregiata quella di Pantelleria, l’unica di color verde (spesso però, quello che trovate in giro è vetro spacciato per Ossidiana verde) e in Sardegna, oltre che in altre parti del mondo come la Turchia, il Messico, Giava, Etiopia, ecc. Le varietà di OSSIDIANA che si usano per le nostre collane e non solo, sono: l’OSSIDIANA NOBILE NERA vera e propria traslucida, pietra antica che veniva usata anche come specchio, tanto tempo fa, anche se nera. Pietra che respinge gli influssi negativi, specialmente se riuscite a trovare quella che va sotto il nome suggestivo di “LACRIMA d’APACHE”, che è praticamente quella, ancora incastrata nella sua matrice, ruvida, che dà origine ad una leggenda Indiana, che narrava che dalle lacrime delle donne Apaches, che perdevano il loro uomo, si sarebbero in seguito, formate queste pietre, ma le si usa come amuleto. Buonissima alternativa alle altre pietre nere tipo l’agata nera, l’onice e anche alla tormalina nera,costa un poco meno, ed è molto bella; più avanti scoprirete quella che mi piace di più. L’Ossidiana FIOCCO DI NEVE, si riconosce immediatamente per le macchioline bianco/grigie che forma sulla superficie, il vetro vulcanico lascia posto ad altri minerali che la includono e, da qui, ne prende il nome commerciale, molto carina, specie in sfere abbastanza grandi, dai 10 mm. e più. Si fanno anche anelli in cabochon, e si intagliano anche delle miniature per farne soprammobili. L’Ossidiana ARCOBALENO, nera di base, con colori sfumati sulla superficie da cui prende il nome, difficile da trovare rispetto alle prime due. L’Ossidiana MOGANO, dal colore bruno con macchie nere, diffusa in Brasile e negli Stati Uniti d’America, interessante pietra. Ed eccovi ora, quella che “adoro": l’Ossidiana GOLD, quella che all’interno forma delle bollicine di gas, che danno alla superficie uno sbrilluccichio meraviglioso come se ci fosse della sabbiolina dorata, perché è DORATA!!!! Una cosa SUPERGHICIOBOMBOSA!!! Ed infine, c’è l’Ossidiana NOBILE VERDE, quella che si trova nell’isola di Pantelleria, ma non l’ho mai vista purtroppo in pietre per farne gioielli, spesso è contraffatta, per cui sto alla larga. Altra pietra, che non c'entra nulla con le ossidiane, ma che ha lo stesso effetto è la MIKA, che è un FILLOSILICATO (conosco solo lei di questo gruppo e che si usa per far gioielli) ed anch’essa ha delle lamelle, questa volta, non bollicine di gas, che la rendono brillante. Micare in latino significa brillare, appunto; ma lo sfondo della pietra, è marroncina e non nera, come l’Ossidiana GOLD. Nei feldspati sono racchiusi parecchi minerali, calcio, potassio, sodio, ecc. A seconda dei minerali che si combinano con la silice, sempre lei, si dà origine a diversi tipi di pietre, due pietre in particolare, degne di nota_ISSIMA!!! Una è la LABRADORITE, l’altra l’AMAZZONITE. La LABRADORITE, è una pietra bellissima, estetica, di apparenza, molto usata in campo gemmologico. E’ stata ritrovata per la prima volta nel Labrador, Canada, di qui prende il nome. Oggi la si ritrova in Finlandia (la varietà più bella chiamata spectrolite), Madagascar (terra straricca di pietre), U.S.A, Messico, India e Russia, ecc. La sua caratteristica è la “LABRADORESCENZA”, il suo particolare gioco di colore, dovuto a lamelle di titanio e magnetite che fanno emergere sulla superficie e a seconda di come la si muove, sfolgorii blu, gialli, arancio straordinari, dalla sua “base” grigia, quella più facilmente reperibile; ma ne esiste anche una varietà bianca, con sfolgorii blu eccezionale. L’ AMAZZONITE, feldspato alcalino, senza giochi di colore, ma da un colore sublime che va dall’azzurro/ verde al verde. Proviene dal Brasile, India e Madagascar.

Opale

Benvenuti amici delle pietre. L’ultima volta vi ho parlato dei quarzi semipreziosi e vi ho fatto la domanda: chi non li conosce? Ora, vi faccio la stessa domanda: chi non conosce l’opale? Sapete perché lo inserisco proprio adesso? Perché questa gemma preziosissima ed è proprio la sua etimologia che lo dice (OPAL=PIETRA PREZIOSA), è costituita … Leggi tutto Opale

Quarzi

Eccoci dunque ai quarzi, che è impossibile non riconoscere, i più comuni e diffusi sulla terra, che provengono un po’ da ogni parte del mondo, compresa l’Italia, anche se i più pregiati si trovano quasi sempre in Brasile, Uruguay, Africa, Stati Uniti, Australia e Madagascar, terre ricchissime di minerali. Il RE dei quarzi, è il quarzo IALINO, detto anche CRISTALLO DI ROCCA, il quarzo INCOLORE per eccellenza. Da esso, prendono origine: il quarzo AMETISTA (se viola), il CITRINO (se giallo), il FUME’ (marrone/grigio), il ROSA (se rosa), la PRASIOLITE (se verde). Tutti, eccezion fatta per il QUARZO ROSA, possono presentarsi in due colori contemporaneamente, inoltre, alcune spettacolari inclusioni di minerali, formano altrettanti stupefacenti quarzi, i quarzi SAGENITICI: è il caso del QUARZO RUTILATO, il QUARZO TORMALINATO, il QUARZOFRAGOLA. Il QUARZO IALINO o CRISTALLO DI ROCCA, è incolore, trasparente, simile al vetro. Ma esiste anche in una qualità della MILKY, cioè color latte, oppure in un’altra qualità della CRACKED ovvero “crepa”. La sua storia va di pari passo con quella dell’uomo, usato dai primitivi per farne arnesi da caccia, usato oggi industrialmente nelle componenti elettriche, ottiche, abrasive, ecc., poiché da esso si estrae la silice; inoltre è la materia prima per produrre il vetro, sotto forma di sabbia di quarzo. Pietra MAGICA, presente in tutte le culture, con sfere e pendolini viene usata ancora da sciamani, veggenti e guaritori, per scongiurare malattie o predire il futuro, si pensa che abbia un diretto collegamento con il cielo. Per la sua straordinaria purezza, scinde la sua luce bianca nei colori dello spettro, ed è quello che maggiormente da splendore ad un decolté, il “diamante” dei QUARZI, molto utilizzato in gioielleria, che a differenza dei diamanti, o zaffiri o topazi, o zirconi (quelli veri, non quelli sintetici) ci costa molto, molto meno, (solo una lente di ingrandimento e un ottimo gemmologo sa vederci la differenza), cosa da tenere in considerazione, dunque. QUARZO AMETISTA L’AMETISTA è il quarzo tra i più rinomati di sempre. Il suo nome deriva dalla mitologia Greca, che vede una giovane e casta ninfa, ancella della Dea Diana, dal nome Ametista, alle prese con il Dio Dioniso. Volendo sfuggire dalle “avance” del Dio, chiese aiuto a Diana, che la tramutò in una pietra cristallina, come lei. Dioniso si pentì in seguito della sua azione, rovesciò il vino che stava bevendo sulla pietra, che si colorò di viola, viola AMETISTA e gli trasferì anche il potere, di preservare gli uomini, dagli inebrianti fumi della bevanda, tanto cara a Lui, per questo AMETISTA significa dal greco “non ubriaco”. Sovente i calici per il vino, venivano forgiati con questo quarzo e ingannevolmente, veniva versata l’acqua e non il vino, per preservare la sobrietà. In seguito i Romani, prima di bere il vino, intingevano nei calici il dito con il sigillo di ametista, nella speranza di non diventare “alticci”. Pietra regale, favorita da Caterina la Grande di Russia, diffusa nell’epoca Vittoriana, famosa la tipica ametista “rose de France”, dal colore lilla pallido, apprezzata dagli Egizi e ancora, in Tibet sacra a Buddha, rosari sono composti con questo quarzo. Lo stesso Leonardo da Vinci, attribuiva all’ametista il potere di accelerare l’intelligenza e dissipare i cattivi pensieri. Diventò un simbolo di potere e fa parte ancora oggi del corredo vescovile. Questa pietra ha diverse sfumature di viola, a seconda della sua provenienza. Molto belle quelle Africane e Australiane, dal colore viola saturo che talvolta si irradiano di lampi blu o rosa/rossi, molto ricercate. Può evidentemente essere più chiara e prende il nome di AMETISTA GLICINE…un colore delicatissimo, come il fiore del glicine, appunto. Ancora, vi è una particolare ametista, che proviene dagli Stati Uniti d’ America, che va sotto il nome di “DENTE DI CANE”, è una commistione di quarzo ametista con CALCITE BIANCA, forma delle “fasce” ed è molto molto BELLA! Credo di avere esaurito l’argomento AMETISTA, il compito che mi sono prefissata è quello di farvi quantomeno conoscere la “faccia” di queste gemme, se poi vi siete incuriosite/i, potete approfondire e trovare gli aspetti che più vi aggradano. Però ho anche detto che, il quarzo, si può trovare contemporaneamente, anche in due colori: l’unico che ha un vero nome, il suo, è l’AMETRINO AMETISTA e QUARZO CITRINO, altrimenti si chiama semplicemente QUARZO BICOLOR. Il QUARZO CITRINO è un altro bel quarzo, che va dal giallo limone “citron” (dal francese) ad un giallo più caldo CITRINO MADERA, dal colore del vino liquoroso omonimo e, ad altre sfumature di giallo da cui prende il nome: QUARZO BIRRA o ancora QUARZO COGNAC o QUARZO LEMON. Sovente operatori del settore, lo chiamano TOPAZIO MADERA o TOPAZIO CITRINO, perché assomiglia ed è una valida alternativa al TOPAZIO. Ma è sbagliatissimo e non dovrebbe venire utilizzato questo modo di dire e fare: il TOPAZIO è tutto un altro minerale. Altro punto negativo, i commercianti senza scrupolo sporcano l’immagine di questo bellissimo quarzo, che si trova in natura, immettono nel mercato CITRINI fasulli, che non sono altro che AMETISTE riscaldate ad alte temperature. Anche per il QUARZO FUME’ c’è da dire che, se non viene alterato dal calore, ma è naturale, perché esiste in natura, è una pietra molto “ARISTOCRATICA” e anche molto pregiata. E’ addirittura la pietra nazionale della Scozia, poiché lì, considerata sacra da lungo tempo. Due le varietà, quello più chiaro e quello molto scuro, il QUARZO MORIONE, dal Greco, scuro appunto. QUARZO PRASIOLITE La PRASIOLITE è praticamente l’ AMETISTA VERDE, da un verde tenue che va fino ad un verde salvia. Anche questa, fino a poco tempo fa, era pietra riscaldata, recentemente in Brasile hanno trovato dei campioni completamente naturali, incuriosendo tutti i collezionisti del mondo. E’ il quarzo femminile per eccellenza, che deve il suo colore al manganese. Bellissimo in micro sfere, superlativo se possiede un colore saturo, ma anche trasparente o in sassolini grezzi. Il più bello viene dal Madagascar. E termino con questa famiglia affollata, con i meravigliosi QUARZI SAGENITICI. I quarzi SAGENITICI non sono altro che quarzi con inclusioni di vario tipo di minerali o ossidi. Se sono aciculari e cioè a forma di ago, daranno origine al QUARZO RUTILATO e a quello TORMALINATO. Se le inclusioni non hanno questa forma, prendono altri nomi o, solamente quarzo sagenitico, ma comunque tutti, sono inclusi e questo fa di loro una meraviglia della natura. Il quarzo RUTILATO, è incluso dal rutilo un ossido di titanio e, il quarzo che lo ospita può essere sia il cristallo di rocca, sia il quarzo fumè. Conosciuto fin dai tempi antichi, tanto che gli aghi di rutilo venivano chiamati “frecce di Cupido” o anche “capelli di Venere”, poiché sono dorati. La COCOXENITE, invece, è sempre un quarzo sagenitico, che assomiglia molto al quarzo rutilato, ma ha gli aghi disposti diversamente, a “ciuffetti”, vicini e “tozzi”, sempre comunque aghi di rutilo. Il quarzo TORMALINATO ospita aghi di TORMALINA NERA sempre a forma di ago, in QUARZO IALINO. Salta quindi subito all’occhio, come questi quarzi vadano contro tendenza, poiché le pietre o gemme incluse, solitamente vengono scartate, ma in questo caso, invece, sono la peculiarità di queste gemme. Altro quarzo interessante è il QUARZO FRAGOLA, tempestato da “puntini” rossi, probabilmente per la presenza di ossido di ferro. Bene, la grande famiglia dei QUARZI si congeda, un ciao dalle AGATE, dai CALCEDONEI, dai DIASPRI e dai QUARZI CRISTALLINI. Faccio solo ancora una piccola aggiunta ai DIASPRI, non ero sicura se apparteneva a questa famiglia, non lo sono ancora adesso, ma, dato che lo chiamano anche “DIASPRO AUSTRALIANO” e io lo conosco come MOKAITE (e basta) spero che rientri in questo gruppo, perché è da vedere ed è da conoscere per i formidabili disegni e colori che ha.

Avventurina

Questa volta vi parlo dell’ AVVENTURINA. Anche l'avventurina è un quarzo calcedonio, ma questa è una pietra speciale, perché dà origine ad un effetto particolare che prende il nome di “AVVENTURESCENZA", che la fa letteralmente e quasi impercettibilmente sfavillare in superficie. Tutto questo è dovuto alle sue inclusioni, di vari minerali (miche e cloriti, ma non solo), disposti irregolarmente e da questi ne prende di conseguenza anche il colore, ad ognuna il suo colore. E’ una pietra traslucida, quella verde, la più riconosciuta, è l’unica che ha in effetti questa proprietà. Il verde ha delle tonalità che variano dallo scuro al verde brillante, come sempre il taglio ne fa risaltare la bellezza. Dicono anche che sia un buon portafortuna, quella verde, come possedere il mitico quadrifoglio. La si può trovare anche in altri colori, tipo giallognola, arancione, rossa, grigia e bruna,molto meno frequenti di quella verde, ma soprattutto queste, non possiedo l’effetto di avventurescenza. Quella bruna ha dato il nome anche ad un particolare vetro di Murano, poiché in tempi remoti, intorno al ‘700, mentre si stava lavorando alla fusione del vetro, inavvertitamente scappò una limata di rame ed il risultato fu che il vetro si riempì di una miriade di particelle di rame, che gli diede colore, ma soprattutto il fatidico “sberluccichio” di qui ”AV_VENTURA”….CASUALMENTE…!!! Quindi attenzione perché la GOLDSTONE non è pietra di AVVENTURINA, ma un surrogato di vetro e rame. Invece c’è un’altra pietra che presenta indubbiamente l’AVVENTURESCENZA ed è la PIETRA DEL SOLE o AVVENTURINA ORIENTALE,ma non fa parte dei quarzi,bensi’ dei feldspati (altre pietre dagli effetti speciali), di cui vi “erudirò” più avanti e comunque, rimane il fatto che, pur trovandosi in quest’altra famiglia, è l’unica ad avere lo stesso effetto ottico che presenta l’ AVVENTURINA verde. Proseguo adesso con gli OCCHI…si…e precisamente con: l’OCCHIO DI TIGRE, DI BUE, DI FALCO E DI GATTO. poiché questi meravigliosi quarzi, ricordano gli occhi di questi animali e, tutti e quattro, possiedono un altro particolarissimo e affascinante effetto ottico che prende il nome di “GATTEGGIAMENTO”, praticamente una linea mobile, che rende VIVA la PIETRA, in parole povere. Nell’OCCHIO DI TIGRE, BUE E FALCO è il minerale di “CROCIDOLITE” che la fa da padrone, se è gialla, avremo l’OCCHIO DI TIGRE, se rossa, rosso mogano anzi, avremo come risultato l’ OCCHIO DI BUE, se blu: l’ OCCHIO DI FALCO. Invece l’ OCCHIO DI GATTO, ha altri minerali che determinano il GATTEGGIAMENTO, è di colore assai vario, da grigio-verdolino a verde-oliva oppure giallo, rossastro e, raramente, azzurro, ha un riflesso mobile e la linea è sericea (simile ad un filo di seta), bianca, tendente talora al giallo. Altra pietra interessante è il GOLDEN EYE… una commistione di OCCHIO DI TIGRE E FALCO, insieme, sempre con gatteggiamento, è sublime. by Lilù Stones

Diaspri

Ed ora occupiamoci dei DIASPRI. Sempre quarzi di calcedonio, anche se, alcuni scienziati, vorrebbero catalogarli in un vero e proprio gruppo indipendente. Sono tanti, più di cinquanta specie... Il nome significa “pietra maculata" ed è così che si presenta, maculato, chiazzato o percorso da venature, pietra opaca, di moltissime varietà. Sono proprio le inclusioni dei vari minerali o gli ossidi che lo compongono, che ne definiscono il suo nome specifico, quello commerciale, per saperlo distinguere. Minerale facilmente reperibile, molto resistente, quello con il colore monocromatico è relativamente raro, discorso a parte per quello rosso/mattone, che è anche il più conosciuto o il “DIASPRO POPPY", ovvero papavero dal colore più vivace. Il Diaspro è collegato ad una sbalorditiva e vasta gamma di poteri esoterici e mi guardo bene dall’enunciarli, poiché io amo le pietre come pietre, ormai lo sapete già. Antichissima pietra anche questa. Reperti storici ritrovati sotto forma di mosaici realizzati con le sue tessere, ornamenti, manufatti litici (lame, asce, utensili, ecc.). Oggetti di uso comune, come coppe, vasi, ecc., ed è a questo proposito che vi menziono una delle più colossali opere realizzata con questo minerale: si tratta di un “vaso”, conosciuto come VASO DI KOLYVAN conservato ed esposto presso il Museo Ermitage di San Pietroburgo (Russia), scolpito con un unico blocco di diaspro verde, in un lasso di tempo di ben undici anni di lavoro. Ed inoltre, lastre vere e proprie di diaspro ricoprono pavimenti e pareti di alcune residenze degli stessi Zar, ma ancora oggi, specie in America, questa volta, si utilizza lo stesso metodo per rendere lussuose ville o “abitazioni”. Tornando a noi, un diaspro bellissimo, che mi piace da impazzire, va sotto il nome di “DIASPRO IMPERIALE”, dai colori e disegni tenui e sfumati Un altro diaspro sublime è il “DIASPRO OCEANO”…che si estrae nell’oceano. Le imbarcazioni attraccano quando vi è l’alta marea e lo estraggono a bassa marea…affascinante, come la pietra Altro diaspro degno di nota, è quello che chiamano “DIASPRO PELLE DI LEOPARDO”, con “base” color nocciola e fantastici disegni che mi ricordano certi quadri di Gustav Klimt o le borse di Alviero Martini e ancora, il “DIASPRO ZEBRA” che pare disegnato con un pennino intinto nell’inchiostro di china Vi sono piaciuti? Spero di si. Certamente sono solo alcune varietà, le più riconosciute e reperibili. Ci vediamo alla prossima perché i quarzi calcedonio, continuano!

Continua il viaggio Calcedonio

Questa non e' la pietra... ma rappresenta il suo bellissimo colore! Il CRISOPRASIO è il calcedonio più PREGIATO ed apprezzato per la sua difficilissima reperibilità e di conseguenza, rarità. Il più noto è quello che proviene dall'Australia, detto anche crisoprasio/giada, per via del colore, ma nulla ha a che fare con la giada. Bellissima pietra dura, dal colore verde mela, anche se la parola greca significa "porro d'oro"! Meravigliosa sia massiva (grezza), selvaggia e un tantino "etnica", con i suoi tocchi di matrice marroni che spiccano nel verde, un gelato al gianduia e pistacchio, per dare l'idea e sia in gemma. Un filo di crisoprasio gemma è molto costoso, minimo cento euro, per una lunghezza standard di quaranta centimetri, ma anche il prezzo di quello massivo ha il suo valore. In gioielleria lo si vede sovente tagliato a cabochon combinato con pietre preziose per risaltarne la bellezza. Gioielli UNICI ed ESCLUSIVI appartengono a famiglie reali, lo stesso Alessandro Magno, portava questa gemma sulla sua cintura per assicurarsi la vittoria. Ne esiste anche una varietà chiamata "lemon", anch'esso degno di valutazione. Altro calcedonio PREGIATA è l'ONICE. Comunemente l'ONICE si percepisce come pietra di color NERO assoluto. Ma, appartenendo alle Agate, si trova anche striata, di bianco. Differentemente dall'Agata, che ha strie a "fascia"; le strie dell'onice, dovrebbero essere quelle più sinuose, ad "unghia" (di qui il significato del suo nome), a parte questo, la tessitura dell'onice è più fine e di conseguenza: più pregiata. SARDONICE. Questo è un calcedonio "mistura"e cioè: quella bianca/arancione è una commistione di onice bianca più corniola, quella bianca/rosso bruna commistione di onice bianca più sarda (la corniola più scura). Pietra molto frizzante, gioiosa. I sigilli di Sardonice, Sarda e Corniola, un tempo erano dei veri e propri "documenti", una specie di passaporto personale, una carta di credito, più preziosi degli stessi METALLI PREZIOSI.