I Venerdì di Megan Hess

Megan Hess è solita congedarsi per i week end regalando a chi la segue un suo disegno. Ve ne posto una piccola serie augurandovi un felice e sereno fine settimana.

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Audrey Hepburn, icona di classe e di stile, ma…

… è stata soprattutto una donna buona, gentile, gioiosa, che amava le cose semplici che, come lei stessa sosteneva, danno senso all’esistenza.

Molti di noi la ricordano come un’indimenticabile icona della storia del cinema in “Sabrina”, “Colazione da Tiffany”, “My Fair Lady”, “Due per la strada”, ecc.; forse non tutti sanno che la sua infanzia fu segnata dalla sofferenza.

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Durante gli anni della guerra patì la fame, fu costretta ad assistere all’omicidio di alcuni membri della sua famiglia, ebbe seri problemi respiratori ed un’anemia acuta per denutrizione, tutto ciò segnò il suo fisico per il resto della sua vita.

Come è noto, i traumi sofferti durante l’infanzia si ripercuoto nell’età adulta e restano dentro come una sfida da vincere, così fu anche per questa donna che era solita affermare che “Chi non crede nei miracoli non è realista” in seguito all’esperienza avuta quando le Nazioni Unite giunsero nei Paesi Bassi portando cibo e generi di primaria necessità.

Una sua frase che mi piace ricordare cita: “Per avere degli occhi belli, cerca la bontà negli altri; per delle labbra belle, pronuncia solo parole gentili; per una figura snella, dividi il tuo cibo con le persone affamate; per dei capelli belli lascia che un bambino vi passi le sue dita una volta al giorno; e per l’atteggiamento, cammina con la consapevolezza che non sei mai sola.”

In fondo è proprio così, le persone semplici sono le più sensate, conoscono l’amore ed il rispetto per il prossimo.

Audrey Hepburn sentiva forte dentro di sé il bisogno di dare e ricevere affetto, tanto che dedicò molti anni della sua vita ad attività umanitarie.

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Dietro quei vivaci e splendidi occhi da cerbiatta si nascondevano tante tristezze che, forse, si attenuarono solo quando nel 1988 “sposò” la causa dell’UNICEF.

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Megan Hess, la fashion illustrator più glamour del momento

Australiana di nascita, ma ormai cittadina del mondo, Megan cominciò la sua carriera nella progettazione grafica per poi giungere alla direzione artistica di alcune delle principali agenzie di design del mondo.

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Nel 2008 illustrò il libro scritto da Candance Bushnell “Sex and The City” e da quel momento è divenuta una delle fashion illustrator più contese dai grandi marchi, ha pubblicato libri e possiede una linea di merchandising tutta sua.

 

Il suo stile mi affascina, le sue illustrazioni dominate da longilinee figure femminili, molto eleganti, mi magnetizzano. Lei disegna tutto a mano con una stilografica Montblanc che chiama affettuosamente “Monty”, per poi passare al digitale per l’aggiunta di sprazzi di colore che magicamente pongono l’accento sui giusti particolari.

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Ciò che più colpisce sono i dettagli che rendono le sue illustrazioni inconfondibili ed irresistibili.

Da quest’anno i suoi disegni ci accompagneranno spesso ed andranno ad arricchire la sezione Moda.

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Bulgari e Hirohiko Araki

Bulgari che solitamente è conosciuto per gli accessori ed i gioielli ispirati al serpente, ha deciso di avventurarsi nel mondo divertentissimo di manga e anime intessendo una collaborazione con Hirohiko Araki, famosissimo fumettista.

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E’ nata così una capsule collection che riunisce perfettamente artigianato di alta qualità e divertimento nella cultura pop. La collezione si chiama “Killer Queen” e prende il nome da uno dei più famosi personaggi di “Stand” della serie.

Hirohiko ha dichiarato: “Nel mio manga The Bizarre Adventures of Jojo, c’è una sorta di entità soprannaturale chiamata” Stand “. È una personificazione visiva della mente o dello spirito dell’utente che si trova sopra il suo utente, proteggendolo come una specie di angelo custode. La mia immagine più forte di Bulgari è quella dei Serpenti (o “serpente”), con i suoi poteri di protezione contro il male, che è anche uno dei motivi iconici del marchio. In questa occasione, ho progettato una collezione di oggetti per uso quotidiano, comprese borse BB Alba, portafogli, bandana e Shelley, che incorporano l’immagine di “Killer Queen”, uno dei più potenti di tutti gli “Stand” che io ho disegnato nel mio manga. Sarei davvero felice se i miei articoli potessero proteggere le persone che li portano, per la salute e la sicurezza, e in momenti in cui devono combattere, per amore o nel loro lavoro “.

La borsa Bulgari-Bulgari Alba è disponibile in piccole e medie dimensioni ed è realizzata in pelle di vitello grigia. Il portafoglio con cerniera è disponibile in quattro diversi colori.

Gli altri articoli includono due sciarpe di seta con 12 personaggi, incluso il supporto e un portachiavi.

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La passione che unisce due stili

In occasione del novantesimo compleanno del marchio Castañer, le espadrillas incontrano lo stiletto di Manolo Blahnik per realizzare una capsule collection di calzature che sarà in vendita dal prossimo novembre, come parte della pre-collezione spring-summer 2018.

Il progetto prevede due differenti linee: “Manolo by day” e “Manolo by night”, ognuna formata da tre modelli disponibili in sei colori diversi. In un perfetto bilanciamento, le espadrillas sono caratterizzate dalla punta accentuata mentre le classiche Castañer sostituiscono la loro zeppa con lo stiletto Manolo in due differenti altezze. In tutta la serie predomina il tipico nastro alla caviglia e l’utilizzo della juta.

Ricordiamo che le espadrillas sono calzature popolari, fatte di tela, con la suola di sparto, una fibra naturale intrecciata. Le hanno inventate, quasi due secoli fa, i pescatori della costa basca che va da Biarritz, Saint Jean de Luz a San Sebastián, e da allora in Spagna le portano tutti, uomini, donne e bambini, giovani e vecchi, poveri e ricchi, snob e alternativi. E… geni, come Pablo Picasso, Salvador Dalí, Federico García Lorca o lo scrittore Adolfo Bioy Casares. Durante la guerra civile le portavano anche gli anarchici e i soldati al fronte.

Oggi la passione per l’artigianalità e le comuni radici spagnole hanno spinto Castañer e Manolo Blahnik ha presentare una collezione in edizione limitata firmata da entrambi ed è così che… le espadrillas hanno incontrato i tacchi più vertiginosi ed è nato qualcosa di speciale.

 

I colori vivaci sono i protagonisti delle proposte “divertenti e civettuole” di “Manolo by Day”, combinando la juta nel suo tono naturale, applicata al tallone, alla struttura e alla suola, con il tessuto di lino e il laccetto. Nei modelli della linea “Manolo by Night” predomina invece il satin e la rotondità monocromatica dei disegni nei colori rosso rubino, visone, onice nero, zaffiro, caramella mou e smeraldo.

L’azienda spagnola fa sapere: “Questa collaborazione non può esprimere meglio il nostro carattere mediterraneo, la nostra ricchezza creativa e stilistica e la nostra aspirazione a inventare classici senza tempo che incarnino l’autenticità e il lusso contemporaneo”.

Manolo Blahník ha lavorato personalmente con Castañer nel processo di progettazione e sviluppo di ciascuno dei modelli in maniera artigianale, comprendendovi sia la scelta dei materiali, i colori e le finiture, sia la ricerca “dell’equilibrio delle forme”.

Quel fiocchetto mi stuzzica assai

La Fratelli Rossetti, nota azienda calzaturiera italiana, che produce scarpe di lusso da uomo e da donna sin dal 1953, ha recentemente presentato presso il Palazzo Visconti – in occasione della settimana della moda milanese – la collezione primavera-estate 2018.

La collezione coloratissima: arancione, fucsia, turchese, declinati anche nelle tonalità pastello, propone cinque modelli che ripropongono, in chiave rivisitata, l’iconico fiocchetto che per la prima volta introdusse Renzo Rossetti, fondatore dell’Azienda, negli anni sessanta.

Fiocchetti in versione multipla sul sandalo flat, sovrapposto ad una frangia sul sandalo con plateau, sulla ciabattina e sulla pantofola e, per finire, posizionato come un “farfallino” sulla classicissima francesina.

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Tutti i modelli sono realizzati in morbidi e leggeri materiali, che spaziano dalla pelle scamosciata al classico vitello e rendono perfette le calzature per la stagione calda.

Anche questa volta i fratelli Diego, Dario e Luca, eredi dell’azienda, hanno saputo distinguersi per stile ed hanno confermato l’elevata artigianalità del loro marchio.

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Dolce & Gabbana – Andare contro corrente

Dolce e Gabbana hanno recentemente sfilato all’Isetan di Tokyo, presentando ben 110 look appositamente pensati e realizzati per l’appuntamento giapponese, che si ripete ogni sei mesi.

Una sfilata completata da un make-up realizzato da Shiseido Group che ha puntato ai canoni estetici giapponesi, enfatizzando un perfetto incarnato, labbra audaci ed occhi felini.

Come sempre i nostri due stilisti hanno spopolato, mettendo in scena una sfilata con i millennials del posto, famosi e non famosi, belli e normali, trasmessa in tempo reale via social media.

I due stilisti possiedono il privilegio di non essere legati a nessun investitore e di non avere manager che decidono al posto loro. Non fanno parte della Camera della Moda, non badano alle tendenze, realizzano Alta Moda saltando a piedi pari Parigi, insomma: si esprimono con creatività ad alti livelli, punto e basta.

Proprio a Tokyo, poco prima della sfilata, i due stilisti stavano posando per una foto di gruppo, quando poco lontano è passata una ragazzina che riconoscendoli ha fatto un cenno di saluto, loro l’hanno invitata a fare un selfie.

Chiacchierando lei ha spiegato che non aveva l’invito per la sfilata che avrebbe voluto tanto vedere, Stefano e Domenico si sono guardati e senza esitazione hanno detto insieme: “Portatele un vestito”. Non solo lei ha visto la sfilata, ma l’ha vissuta in prima persona. Questo per dire quanto diverso sia l’approccio di questi due stilisti.

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Per loro la moda non può essere solo un esercizio di stile, sicuramente impeccabile, ma freddo e distante, per loro la moda è condivisione, il mondo digitale sta cambiando le carte del gioco e secondo Dolce & Gabbana tutto il sistema va un po’ rivisto, magari anche coinvolgendo gli spettatori che sono poi i veri protagonisti.

Bravi ragazzi! Andare contro corrente, mantenendo l’indipendenza, è qualcosa che forse tutti, in questo mondo così global, dovremmo un po’ imparare.