LA VIRTU’ STA NEL MEZZO? FORSE…

La tecnologia ha compiuto balzi da gigante: argomento trito e ritrito; affrontato e dibattuto ovunque (e non solo sotto l’ombrellone, o per riempire quei tre minuti sull’ascensore, in compagnia di uno sconosciuto…); sviscerato e servito, cotto e crudo, in tutte le salse, dal talk show televisivo di successo, alle tavole rotonde, con “esperti” incorporati, alle quattro chiacchiere “tanto per”, come quelle del sottoscritto, ad esempio…

Però, per quanto logoro sia, l’argomento in questione testimonia pur sempre un’incontestabile verità.

Io non ho l’età di Matusalemme, ma non posso più nemmeno definirmi un teenager. Appartengo a quella generazione che ha potuto “godere”, pressochè in diretta, di questa epocale rivoluzione tecnologica, che, inevitabilmente, è diventata anche una evoluzione dei costumi, del nostro “modus vivendi”…

Oggi non ci si “manda un saluto”: ci si scambia un sms su Wattsapp; non ci si trova al Bar di Mario: ci si dà appuntamento in chat; non restiamo in contatto: ci connettiamo; non riprendiamo fiato, dopo un lunga chiacchierata: mettiamo in carica lo smartphone…

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Dimmi chi tagghi e ti dirò chi sei: il successo dei “Social” è clamoroso, insindacabile, esponenziale, contagioso. Un vero e proprio tsunami che ha coinvolto tutti. Giovanissimi compresi (ahimè…?).

Riusciamo a sentirci in contatto con tutto il mondo, restandocene comodamente seduti, da soli, sul divano di casa nostra.

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Affascinante prospettiva, come negarlo, purché si riescano ad evitare pericolosi scivoloni nell’eccesso…

Anche se, a pensarci bene, in un mondo che insegna ad andare “al massimo”, la vera scelta, veramente “eccessiva” finirebbe per essere un ritrovato “equilibrio”…

testo di Roberto Pellegrini

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Ma dove stiamo andando?

Siamo “Smart”… Siamo “Social”… Siamo dei grandissimi “Co…”cit. Saggio Anonimo

I giornali non vendono più, le tv non hanno ascolti e … i social crescono. Ci sono dei segnali  evidenti che qualcosa sia cambiato, in meglio o in peggio ancora non si sa, certo è che ci siamo evoluti e menomale! Alle volte accade che si faccia un uso sbagliato dello strumento che si ha in mano; un cellulare è una potenziale arma psicologica che può fare più danni di una “pistola”, se usato scorrettamente; basti pensare alle varie mode o “challege” come vengono definite oggi, dove si passa dal mangiare roba assurda tipo un cucchiaio di cannella, con il conseguente rischio di morire soffocati, alla più recente e pesante dove alla fine ti devi suicidare. La tecnologia spesso è peggio delle armi, specialmente se sottovalutata. Dareste mai una Beretta in mano a vostro figlio di 10 anni? Credo di no, però lo smartphone sì, quello tanto non ammazza nessuno. I ragionamenti presi sottogamba portano spesso alla demenzialità e, a quel punto, la colpa non è di chi ha usato male la tecnologia, no! È colpa della tecnologia stessa. Quando a usare male la tecnologia sono gli adulti, poco male, voglio dire: se sei un’incompetente, ti assumi il rischio che possa succedere qualcosa di brutto, ma se sei un ragazzino, questo discorso non vale. I social possono essere la cosa più bella di questo mondo, portano: contenuti, notizie, curiosità, accrescono il livello di conoscenza di un individuo; fanno vedere il mondo sotto un altro aspetto, ma c’è il rischio di diventare dipendenti da questi mezzi. Gente che basa la propria esistenza sui like e sulle visualizzazioni, ragazzini che si rovinano la vita per una foto postata su Instagram, discussioni su Facebook che sfociano in diatribe da Far West. Ricordo che, quando ero un ragazzino e la tecnologia non era ancora così diffusa, a stento c’era internet nelle case, figuriamoci quello che c’è oggi. Io ero uno di quei fortunati ragazzi che avevano internet e 3 computer a casa. Si usava ancora il cavo ethernet, perché il wifi era un miraggio. Su internet ci andavo, i “social” c’erano, ma erano più che altro delle bacheche, si usava MSN come chat e Skipe per le video chiamate, ma la tecnologia era usata più che altro a scopo accrescitivo, per ricerche, informazioni, curiosità. Oggi è l’esatto opposto. Il Computer serve per fare gli esperti di sto “cetriolo” su Facebook e Twitter, il cellulare serve per far vedere i muscoli e le forme su Instagram e la tv è diventata il monopolio di 4 stupidelli senza né arte, né parte, che non sanno coniugare manco un verbo in italiano e che fanno solo cavolate, (che sia su tv in chiaro, pagamento o su YouTube), oppure ti arriva quello che apre il blog e in 3 mesi diventa “influencer”. Va sottolineato che la tecnologia non porta alla demenza, se chi la usa non è un demente, perché in questo caso… tutto può succedere. Facebook se usato con criterio e con coscienza è un ottimo luogo dove scambiarsi opinioni e scoprire nuove cose, grazie a Twitter ho avuto modo di conoscere persone molto colte che non avrei mai potuto conoscere senza, in quanto magari stanno dall’altra parte del mondo, su Instagram abbiamo la possibilità di vedere le meraviglie che il mondo ci offre e su YouTube si possono imparare tante cose nuove e prendere spunto per una cosa futura, “Impara l’arte e mettila da parte”.

Vorrei rivolgere un pensiero agli adulti che si “scemuniscono” a scorrere la bacheca di Facebook e a farsi i selfie da postare su Instagram: se vi lamentate delle nuove generazioni perché hanno tanti difetti, prima di farlo esaminate cosa fate voi, perché quelle generazioni sono lo specchio di quello che siete.

Ai ragazzi che arrivano a capire quando ormai è troppo tardi, che hanno buttato tempo solo per le apparenze: sappiate che la vita non si basa sui like e sulle visualizzazioni e non è che se tutti lo fanno allora è giusto. Quando vi ritroverete a dovervi pagare l’affitto o il mutuo dei vostri like e delle vostra popolarità non interesserà niente a nessuno. Informarsi e accrescere le proprie conoscenze non è mai tempo perso, buttare le giornate a farvi selfie lo è.

Quando THEMA era una garanzia…

C’erano tempi in cui l’avanguardia era firmata FIAT. Fa quasi ridere detto nel 2017!

Oggi dire “Ammiraglia” e dire niente è la stessa cosa, basti pensare alle moderne BMW, Audi e Mercedes, fatte con lo stampino! Fuori si assomigliano, dentro sono uguali. Il paragone non è nemmeno necessario. In poche parole, oggi, comprare la Serie 1 è come comprare una Serie 5 compatta; comprare una Classe C è come comprare una Classe S in miniatura; Audi, che va tanto di moda, non si scosta di molto, addirittura in Audi non si scomodano manco a cambiare le linee, si limitano a cambiare la forma dei fari e… “Nuova Audi A4, tecnologia, stile, grip e blablablabla!”

“Questi mangia patate” 30 anni fa non sapevano fare nemmeno le utilitarie ed ora sono diventati i leader nel settore Premium. Noi, modestia a parte, le ammiraglie le abbiamo sempre fatte con la A maiuscola. Avanti di questo passo e fra 30 anni, i teutonici ci spacceranno l’Audi come la Lamborghini del futuro.

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Avete presente la canzone di Branduardi “Alla fiera dell’est”? Questa per intenderci:

 

Più o meno noi abbiamo fatto la fine del topo, che per 2 soldi è stato comprato e mangiato dal gatto, ma come tutte le favole anche la nostra ha un lieto fine.

Nell’autunno del 1984, al Salone di Torino, veniva svelata al pubblico, quella che fu (e a distanza di 34 anni ancora è) l’Ammiraglia italiana. Tecnologia, avanguardia, stile (quello vero fatto di sostanza e non di apparenza) ed eleganza. Nasceva uno dei tanti miti Italiani: la LANCIA THEMA.

Innovazione non soltanto nell’apparenza, ma in tutto il concetto di auto. Pioniera in tutto: dai metodi di costruzione, alle tecnologie impiegate per la vita di bordo. Poteva essere dotata di ogni tipo di comfort immaginabile. Roba che tutt’ora è raro trovare (anche se può sembrare strano) in auto Premium come per esempio: sedili in alcantara o pelle Frau regolabili e riscaldabili elettricamente con 3 memorie (la prima auto BMW con memorie risale a fine anni 90), sospensioni a smorzamento controllato (una sorta di sistema primordiale di controllo della rigidità delle sospensioni, quello che oggi viene definito DNA, Sistem Control, ecc…), climatizzatore automatico bi-zona con deumidificatore Automatic Climate System (una sorta di climatizzatore da appartamento in miniatura e non una classica aria condizionata con pompa a gas). Iniezione elettronica su tutti i motori, si può definire come: la prima Ammiraglia ad avere prestazione da “Sportiva”, pur mantenendo un grandissimo comfort di bordo (che solo Lancia K riusci a migliorare). Alla sua uscita sul mercato, Lancia Thema Turbodisel fu l’auto con il motore a gasolio più potente del mondo. Altro primato per l’epoca fu nel 1992 l’introduzione del 2.0 4.16 turbo da 205cv, capace di portare la Thema a 100km/h in meno di 7 secondi (tutt’oggi numeri da invidia). Concludo con la regina della gamma! Lancia Thema Ferrari 8.32 con motore di derivazione Ferrari Mondial da 215cv che, oltre allo sfarzo di pregiate sellerie e interni totalmente ridisegnati con poggiatesta posteriori a scomparsa automatica che attraverso dei sensori si alzano automaticamente se rilevato un peso sul sedile superiore ai 20kg, introdusse ulteriori innovazioni tecniche mai viste su una berlina, prima di allora, come: l’alettone a scomparsa comandato da una centralina per migliorare la stabilità alle alte velocità. E anche qui un primato come auto a trazione anteriore più veloce di sempre.

Con tutto il cuore, cari Germanici voi avete adesso il “monopolio”, ma… ne dovete ancora mangiare di pasta con il tonno per eguagliare lei.

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Internet! Misterioso etere…

Rimanendo in tema con l’ultimo articolo che ho pubblicato (qui) torno a scrivere sulle oscenità del panorama attuale, ma questa volta sarà il web a finire nel mirino.

Internet! Misterioso etere, caposaldo dell’evoluzione, colonna portante dell’intelletto, simbolo di progresso. 20 anni fa nessuno avrebbe mai immaginato che da una tavoletta di vetro portante una mela mordicchiata sul retro, sarebbe stato possibile fare quello che siamo in grado di fare adesso. Chi avrebbe mai detto che, grazie a un po’ di silicio e stagno, sarebbe stato possibile avere una finestra sul mondo? Basti pensare che negli anni ’80, un personal computer era a malapena in grado di reggere un semplice editor di testo. Siamo arrivati sulla luna nel 1969 grazie a un Computer che era di poco più potente di una calcolatrice scientifica moderna: 152 kByte.

WOW!

Sono passati meno di 50 anni da allora e… l’uomo è stato in grado di sviluppare PC sempre più potenti e circa 20 anni dopo l’atterraggio di Apollo 11 sulla luna, nasceva internet. Anche lui ha fatto passi da gigante. Non so quanti di voi hanno la fortuna di aver conservato un PC di inizio anni ’90; provate a metterlo accanto al portatile che state usando per leggere questo articolo e rendetevi effettivamente conto di quanto sia cambiato il panorama tecnologico.

Tutta la fatica di questi genii informatici ed elettronici però ha portato anche a cose non esattamente “costruttive”. Ci tengo a ricordare che lo scopo iniziale di internet era l’informazione e lo scambio di dati in un lasso di tempo relativamente breve.

Siamo nel secolo tecnologico! Così lo definiscono gli “esperti” e razionalmente è così, ma siamo proprio sicuri che la tecnologia del secolo tecnologico, sia un guadagno?

Una delle tante cose che contraddistingue l’uomo dall’animale è la produzione di spazzatura. L’uomo produce una quantità abominevole di spazzatura. Inizia da quando viene al mondo, con quelle bombe al gas dal nome in codice “Pannolino” e finisce di produrre spazzatura quando passa a miglior vita. In questo lasso di tempo ne produce una quantità incalcolabile. Niente di nuovo, lo ha sempre fatto! Vero, ma adesso, grazie a internet, riesce a produrne ancora di più. È riuscito a inventarsi pure la spazzatura per neuroni che non è ne deperibile, ne riciclabile, perché la spazzatura non dev’essere necessariamente materiale, può essere anche metafisica.

Si sente spesso parlare di “contenuti” e questa parola, proprio come la parola “artista” (trattata nell’ultimo post) è stata usata in modo inadeguato e denigratorio. Facciamo una sorta di classifica nel tempo, da quando i PC e internet hanno iniziato ad essere presenti nel mercato di massa:

1980 – Spazzatura: pari a 0%

1990 – Spazzatura: pari al 2%

2000 – Spazzatura: pari al 30%

2010 – Spazzatura: pari al 90%

2017 – Spazzatura: pari a… “dato non pervenuto il calcolatore non è in grado di rispondere alla sua richiesta”

Siamo circondati da feccia, da venditori di fiato, da notizie false, da spam, da video spazzatura ecc…

MONDOOO! Il tesseramento al Gruppo dei “fancazzisti” anonimi è aperto! Affluite numerosi, tanto spazzatura più, spazzatura meno…

Online o fisicamente

Fare acquisti è sempre più facile e comodo, ma non tutti acquistiamo nello stesso modo!

Siamo tempestati quotidianamente da messaggi pubblicitari: newsletter, sms, chat, ad, spot televisivi… Le pubblicità stanno ovunque, ma quale sarà il prodotto più conveniente? Bella domanda, che comporta molte indagini e altrettante riflessioni. Negli ultimi tempi si sente spesso parlare di acquisti online come la Mecca del risparmio, anche se non sempre è così; oppure di acquisti volantino, che essenzialmente sono relativi a prodotti proposti a prezzi “stracciati”, che in realtà hanno un valore “molto” più alto.

Il meglio? Secondo me: nessuno dei 2

Parto sempre dal presupposto che un prodotto che vale molto, non dovrebbe costare poco. Farò un esempio pratico, se un iPhone alla Apple costa 800 euro, perchè su Amazon o al negozio del centro commerciale dovrebbe costare 500 euro? Le possibilità sono 3:

  1. Non vale gli 800 euro che mi chiede Apple
  2. La Apple non è seria.
  3. (la più probabile) si tratta di un prodotto che sta invecchiando nei magazzini e presto ci saranno novità sul mercato.

Stesso discorso vale per la lavatrice, il frigorifero, la tv, la musica, i film ecc…

Le promozioni lasciano il tempo che trovano e il più delle volte sono una perdita di soldi. Su quelli che sono i prodotti “commerciali” non c’è Santo che regga, se aspetti 2 mesi li trovi a meno della metà, perché le novità sono già sul mercato.

Il discorso cambia se si tratta di prodotti non “commerciali”, ossia quei prodotti che chiameremo “chicche”, come per esempio potrebbero essere prodotti artigianali, manufatti, oggetti preziosi, oggetti da collezione, ecc…

Non so se ci fate caso, ma se un prodotto è una “chicca”, il costo non cambia mai, sia online che fisicamente. Non si sentirà mai un collezionista di orologi che mette in vendita un Rolex con un messaggio tipo: OFFERTA ROLEX SOLO €100 Affrettati, offerta valida solo per acquisti online; oppure offerta valida solo per i primi 5 che telefoneranno. Perché: o il collezionista non si sente bene, oppure il Rolex è un ROLECS PATACCA Made in Thailandia.

Ci sono prodotti e prodotti

Non acquisterei mai una macchina nuova online a scatola chiusa (come va di moda fare da qualche tempo) scegliendo colore, motore e poi ti chiamano loro quando arriva e te la portano a casa, per il semplice fatto che è un oggetto che ha bisogno di essere visto, provato, toccato con mano insomma. Diversamente comprerei, senza nessun timore, un vestito, un oggetto particolare, esotico, fatto a mano, di valore.

PERCHÈ?

Perché se acquistato online tutto diventa più sicuro, sembra strano, ma è così. Più sicuro il pagamento (fatelo sempre con PayPal se non lo accettano è una fregatura annunciata, se non è espresso magari chiedete prima di chiudere la “finestra”), spedizione tracciata, comodamente a casa vostra e ultimo, ma non per importanza, la possibilità del reso, è vero, a volte può comportarvi una spesa aggiuntiva per il corriere che se ne occuperà, ma almeno vale la regola “soddisfatti o rimborsati”.

Questa norma è imposta dalla legge sulle trattative online ed è imposta anche ai privati e a chi vende cose usate, quindi i rischi si riducono notevolmente. Inoltre, online potete fare tutte le domande che volete prima di acquistare e se il prodotto non corrisponde alla descrizione e alle foto che avete visto, il venditore (sia esso privato o azienda) è obbligato a darvi minimo 7 giorni per il reso e può proporre 2 alternative: rimborso completo o cambio con altro/i oggetti da lui venduti. Sia in un caso, che nell’altro, comunque, non avrete rischi, che spesso invece si manifestano in seguito ad acquisti al mercatino tal dei tali, infatti, se per caso, vi accorgete che la sciarpina fatta a mano è bucata, molto probabilmente quando tornerete il mercato sarà già smantellato e…..

… comprate Online che è meglio 😉

Auto elettrica, esiste da più di 100 anni e nessuno se ne è mai accorto?

Ecco il classico ecologista fissato con l’ambiente che ci viene a raccontare la favola della macchina elettrica!

Sono certo che lo pensano in molti, me compreso fino a qualche tempo fa; ma le cose stanno cambiando. Non mi piacciono i giornalisti che esaltano solo ed esclusivamente il lato green e il lato guida, preferirei andare al sodo e parlare a livello più pragmatico che tecnico.

Automobilista medio

  • Cosa interessa all’automobilista medio?
  • Cosa serve all’automobilista medio?
  • Quanto deve costare?

Queste sono le domande che bisogna porsi, cosa importa se ha il portellone in carbonio, la manopola del clima bianca o nera, se assomiglia a una navicella spaziale o ad un cassonetto.

Leggere una rivista di auto è diventato utile quanto le telepromozioni sulle reti private dove vogliono venderti la pentola sulla quale ci puoi cuocere anche la plastica, che però costa 10 volte di più rispetto alla pentola che trovi al centro commerciale. Quanti hanno mai avuto la necessità di cucinare un copertone di camion per cena senza rovinare la pentola? NESSUNO! Nessuno, infatti, sano di mente mangia un copertone per cena, quindi che valore aggiunto dà possedere una pentola che lo permette? NIENTE! Stesso ragionamento con le macchine: cosa ci importa di tutte le peculiarità che ci elencano in queste riviste, se poi ci vuole un mutuo a vita per poter comprare una lattina di alluminio elettrica?

Quante volte avete sentito dire a un giornalista: “Questa macchina non va comprata?” IO MAI! Son tutte belle a priori. Allora le alternative sono due:

  1. I costruttori sono diventati il braccio destro dello Spirito Santo.
  2. Si inventano un sacco di frottole.

Ad un automobilista medio cosa importa di avere la macchina elettrica o a combustione, se non la convenienza all’acquisto? NULLA, ma forse, adesso c’è una soluzione…

Pro e Contro dell’elettrico

Pro:

  • Costa poco da mantenere
  • Ci si dimentica del meccanico
  • Il pieno costa meno di €5

Contro:

  • Autonomia limitata
  • Colonnine di ricarica quasi inesistenti
  • Costo all’acquisto

Vi sarete accorti che l’ultima voce dei contro è barrata e vi starete domandando il perché; presto lo scoprirete.

Di media un’auto elettrica nuova costa più di €30.000 e il più delle volte è un’utilitaria, costruita male, brutta da far sembrare una star la peggio bruttura presente sulla faccia della terra, con una guidabilità paragonabile a quella del motocarro del Zio Toni e con l’aggravante che non fa più 100 km con il pieno. Il problema è che questi obrobri su 4 ruote si stanno via via moltiplicando come ricci e il futuro va in quella direzione. Quante volte si guardano macchine anzianotte e si sogna di comprarle, magari costano due soldi perché ormai obsolete nella meccanica e pressoché inutilizzabili (se non montando un impianto a GPL o a Metano – operazione questa che apporta spesso peggioramenti notevoli)? Si lascia quindi perdere.

IL MIO SOGNO È… di andare in giro con una bella berlinona squadrata degli anni ’90, ma, fino a poco tempo fa, era da considerarsi un sogno irrealizzabile, per via delle limitazioni alla circolazione e soprattutto per i pezzi meccanici di ricambio (per lo più difficili da reperire), che nella maggioranza dei casi, portano alla rottamazione del veicolo stesso.

Da oggi non è più così

Grazie al progresso è oggi possibile convertire qualsiasi veicolo: nuovo, vecchio, d’epoca, commerciale o aziendale che sia, in veicolo elettrico al 100%.

MA È FANTASTICO!

Chissà quanto costa però…

Qui arriva il bello, perchè la conversione è tutto sommato relativamente economica, si parte da €3000 circa per arrivare fino a €12.000 più o meno, per la conversione totale a seconda del tipo di veicolo che si intende convertire.

In cosa consiste?

In parole molto semplici, viene tolto dal veicolo in questione:

  • Motore – sostituito da quello elettrico
  • Serbatoio – rimpiazzato dalle batterie
  • Marmitta – serve più
  • Scatola del cambio perché già presente nel motore elettrico

I vantaggi sono molteplici, oltre a quello ecologico c’è anche un vantaggio economico non indifferente, tra i più grandi quello di non dover mai più cambiare la macchina perché il motore elettrico non si usura come quello termico e quindi l’unica cosa che si dovrà cambiare (ma ogni 10 anni) saranno le batterie.

I costi per la conversione sono solo indicativi, perchè ogni giorno che passa questa tecnologia è sempre più a portata e quindi sempre meno costosa. In Veneto ci sono realtà che stanno puntando a mettere appunto un kit di conversione che si aggirerà intorno ai €6000 per la quasi totalità dei veicoli.

Domande e risposte:

  1. È legale? – Si grazie a un decreto del 2015
  2. Cosa cambia nelle prestazioni? – Niente perchè per essere omologabile il veicolo convertito deve avere le stesse caratteristiche del veicolo originale
  3. È sicuro? – Non ci sono rischi in quanto non è una modifica al motore a combustione come nel caso delle conversioni a GPL e Metano, ma bensì una sostituzione completa dell’apparato meccanico del veicolo
  4. Come la ricarico se non ci sono colonnine? – Purtroppo questo è ancora uno dei punti dolenti dell’elettrico, ma lo sarà ancora per molto? In questo lasso di tempo comunque si potrà ricaricare a casa o in quelle poche colonnine che ci sono in Italia
  5. Dove posso convertire la mia macchina? – Per ora sono ancora poche le officine specializzate a fare questo genere di interventi, ma fra qualche tempo sarà molto facile mapparle, comunque sono già presenti in quasi tutte le grandi città italiane.

Finale

Per tirare le somme, credo di poter affermare che siamo giunti ad una svolta quasi definitiva, e quindi…

IO DICO NO ALLA PRIUS PLUG IN, SÌ ALLA BERLINONA ANNI ’90 CHE NON INQUINA, NON COSTA UNA CIFRA ED È MOLTO MEGLIO DELLA LATTINA NIPPONICA!

Il MET (Metropolitan Museum) apre ai sui archivi

In un’epoca dove la cultura viene sempre più snobbata ci pensa il MET. O meglio ci prova! Da poco infatti il museo più rinomato al mondo ha aperto i suoi archivi storici e messo a disposizione di tutti, l’immenso patrimonio culturale che conserva, infatti è stata creata sul sito del Metropolitan Museum, una vera e propria raccolta di tutto ciò che conserva e custodisce ad oggi ben più di 440,000 oggetti. Il bello arriva adesso, perché tutte le foto delle opere sono a disposizione gratuitamente e scaricabili in formato .jpeg, non solo ma sono prive di qualsiasi blocco, ossia sono di PUBBLICO DOMINIO e quindi messe a disposizione di tutta l’umanità. Non ci sarà più bisogno quindi di “rubare” qualche scatto di qua e di là delle opere più famose al mondo. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Creative Commons e Wikimedia, prende spunto dall’esempio della British library e della New York Public library. Il Metropolitan Museum ha donato tutto nel 2014 per scopi didattici e, da ora, consentendo a tutti qualsiasi utilizzo dei materiali fotografici presenti sulla piattaforma, dai piccoli capolavori di artigianato di anonimi maestri alle più alte firme della storia dell’arte. La collezione è disponibile qui.

Che dite, forse è giunta l’ora di alzare un po’ l’asticella culturale?