La rubrica di Celine

Nasce sul blog La rubrica di Celine.

Celine è una dinamica giovane donna, attenta osservatrice delle tendenze, con uno spiccato senso del buon gusto. Ci accompagnerà con una rubrica tutta sua nella quale troveranno posto svariati argomenti: dai profumi, allo stile di vita, passando per il make up, con un occhio alla moda e agli accessori… per giungere alle regole del bon ton.

Insomma, una vera fonte di idee dalle quali prendere spunto. Come si suol dire: “Qualche buon consiglio non guasta mai”. 

Il suo primo appuntamento è dedicato al Natale.

by Madame Trebien

Natale, come mi vesto

Prima di entrare nel vivo dell’argomento mi preme precisare che considero questo spazio, che mi è stato offerto da Madame Trebien – che ringrazio -, come un piccolo salotto dove, di volta in volta, scambieremo due chiacchiere su vari argomenti e dove condividerò alcuni consigli, ovviamente secondo il mio punto di vista.

Se avete delle richieste particolari potrete compilare il modulo dei contatti, indicando nel testo “per Celine”, sarà per me un piacere rispondervi appena possibile.

Ed eccoci qui ormai prossimi al Natale, con il solito problema che ci assilla ogni anno: “Cosa mi metto?”. Le offerte sul mercato non mancano di certo, ma prima di scegliere ricordatevi se sarete invitate ad un pranzo di Natale, ad una cena di Natale o se sarete voi a ricevere a casa vostra degli ospiti.

In tutti e tre i casi dovrete essere il più luminose possibile, ma attenzione a non trasformarvi in un albero di Natale, quindi se sceglierete un look con paillettes o perline, quest’anno così di moda, ponete attenzione: ai bijoux che non dovranno essere esageratamente vistosi ed al make up.

Se a ricevere ospiti siete voi, dedicatevi in libertà ai preparativi, ma organizzatevi in modo tale da aprire la porta ai vostri ospiti in modo presentabile: niente tute e calze antiscivolo, direi di no anche alle ciabatte.

Se andrete ad una cena di Natale, non dimenticate di portare con voi una stola, potrebbe tornarvi utile, considerata la stagione.

I tessuti da prediligere sono il velluto, il pizzo e la seta, assolutamente da scartare le stampe animalier, sia nell’abbigliamento che negli accessori. Quest’anno sembrano spopolare, ma anche se incontrano il vostro gusto (il mio non lo incontrano, se non in qualche piccolo dettaglio) per favore il giorno di Natale proprio no.

Niente make up pesantissimo, meglio optare per un trucco luminoso e naturale che valorizzi il vostro sguardo, se proprio volete, osate un rossetto rosso. 

Ultimissimo consiglio, ma non per importanza, al di là delle mode, cercate di essere sempre voi stesse e ricordate che nell’abito che indossate dovete sentirvi sempre a vostro agio.

by Celine

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Benvenuto 14 Dicembre

Neve

Poveretto chi non sa
sciare né pattinare.
Di tanta neve, che se ne fa?
Tutto quel ghiaccio non gli serve a nulla.
Di tanta gioia lui non può godere:
al massimo si farà
una granita in un bicchiere.

Gianni Rodari

Benvenuto 13 Dicembre

La notte di Natale

“Mamma, chi è che nella notte
canta questo canto divino?”.

“Caro, è una mamma poveretta e santa
che culla il suo bambino”.

“Mamma, m’è parso di sentire un suono
come di campanella”.

“Sono i pastori, mio piccino buono,
che van dietro alla stella”.

“Mamma, c’è un batter d’ali
un sussurrare di voci intorno…”.

“Son gli angeli discesi ad annunciare
il benedetto giorno”.

“Mamma, il cielo si schiara e si colora
come al levar del sole…”.

Splendono i cuor degli uomini:
è l’aurora del giorno dell’amore”.

Diego Valeri

Benvenuto 12 Dicembre

L’alberello di Natale

Un allegro alberello di Natale

si mette all’improvviso a camminare,

afferra con il ramo un valigione

e si dirige in fretta alla stazione.

Prende un biglietto per il Monte Bianco,

poi si sdraia in cuccetta perché è stanco,

i viaggiatori che gli son vicini

gli chiedono di spegnere i lumini.

Quando arriva in montagna l’alberello

scende dal treno con valigia e ombrello.

Deve trovare presto un posticino

sul Monte Bianco, accanto a un altro pino.

-Cos’hai fatto?- gli chiedono i fratelli.

-Chi ti ha abbandonato con tutti quei gioielli?-

Sono stati i bambini a farmi festa,

mi hanno messo una corona in testa,

ma avevo tanta tanta nostalgia

e ho deciso di venire via.

Volevo i miei monti, le mie stelle,

le favole del vento, così belle,

volevo la vostra compagnia,

ed è per questo che son venuto via-.

-E ora,- gli chiedono gli amici

che di averlo vicino son felici,

-cosa farai con tutti quei lumini?-

-Farò luce, d’inverno, agli uccellini-.

Come si suol dire: “La classe non è acqua”, ma…

… se ci mettiamo di impegno, vi sono degli accorgimenti che sicuramente possono aiutare ognuno di noi ad essere di classe.

Sono convinta che la classe sia un qualcosa di innato, ma sono, altresì, consapevole che qualcosa si possa imparare.

Mia madre aveva umili origini, ma ho sempre percepito in lei qualcosa di  speciale: ovunque si trovasse era a suo agio lei e chi la circondava, ovunque andassimo riusciva sempre ad essere vestita in modo giusto, non parlava mai a sproposito e soprattutto non parlava mai di altri con la malizia di chi vuole fare gossip.

Quando ero bambina non mi rendevo conto, ma ora so che mia madre mi dava, con il suo modo di essere, delle silenziose lezioni di classe.

Sorrideva spesso e si rivolgeva a chiunque chiedendo per favore e ringraziando, non aveva pregiudizi verso nessuno, ma soprattutto, anche nei momenti difficili, era grata per ciò che la giornata le riservava.

Non vorrei lasciarvi credere che mia madre fosse una donna perfetta, o no no! Anche lei, come tutti, aveva la sua dose di difetti, ma le doti di cui sopra possono sicuramente aiutarci a riflettere per migliorare il nostro atteggiamento e fare di noi delle donne più di classe.

Mi capita spesso di imbattermi in donne, anche colte, che sanno trasmettere solo l’idea delle sapientone, oppure in donne che, se anche passassero nelle mani del miglior stilista di tutti i tempi, resterebbero delle scialbe figure mascherate.

A volte basta veramente poco per presentarsi in modo decisamente più di classe…

Solo ora mi rendo conto di aver parlato sempre al femminile, ma sappiate cari uomini che regole valgono anche per voi.

Non ci resta che cominciare…

Benvenuto 11 Dicembre

Ritorna ogni anno

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C’e’ l’orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c’e’ il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

Gianni Rodari

A volte…

Il mio pensiero vuole raggiungere, per un attimo, quanti, tra noi, si stanno avvicinando al Natale con un peso sul cuore, loro malgrado…

A volte, la vita sembra smettere di sorriderci, così: di colpo, all’improvviso…

Proprio quando ci eravamo ormai convinti di aver finalmente “agguantato” per la coda la felicità, per sua natura indecifrabile e sfuggente, ed iniziavamo a sentirci al sicuro, tra le solide pareti delle nostre certezze, ecco che ci accorgiamo di avere, nuovamente, le mani vuote.

La sola certezza è che niente è certo e che nulla è più misero o superbo dell’uomo.”  Plinio il Vecchio

A volte, non possiamo fare altro che prendere atto di questo inatteso “cataclisma”, senza poterci fare nulla; senza poterci opporre; costretti a chinare il capo, sotto la “carezza” pesante del destino…

A volte, a tradirci è la salute, sulla quale contiamo, per “costruire” il nostro futuro; altre volte è l’improvvisa scomparsa di persone a noi molto care; altre volte il lavoro, che tanta importanza riveste, nel progettare il nostro domani… Altre volte, è l’amore, che ci aveva accecato al punto tale di farci fidare della persona sbagliata.

L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.” –  Hermann Hesse

A volte, quindi, ci sentiamo precipitare, soli, verso il “fondo”, laddove la luce dei sogni non arriva; laddove sembra più “invitante” la voglia di lasciarsi andare…

Il Natale è la Festa della Rinascita; è un inno all’ottimismo di un nuovo inizio…: è proprio nei momenti più bui, che la Speranza e la Fede ci tendono una mano, “recuperandoci” dal fondo; tornando ad illuminarci la strada; rinvigorendo la nostra gioia di “crederci ancora”…

A volte si può, si deve ricominciare…!

by Roberto Pellegrini