Annodare e trasformare, ossia creare ed abbigliare

Estate... tempo di vacanze, di viaggi e... ahimè di bagagli. Ogni qual volta ci si trova alle prese con la preparazione delle valigie ci imbattiamo nel dilemma di come trovare un modo per non farci mancare nulla nel periodo di ferie e nel contempo nel limitare il più possibile la quantità di cose da "insaccare". Se poi ci si muove in aereo, si deve fare i conti anche con il costo dell'eccedenza bagaglio, che in alcune compagnie è alquanto "salata".

Uno dei modi più semplici per ovviare a tutto questo è dotarsi di teli e foulard di varie misure, che occupano uno spazio veramente minimo, lasciarsi coinvolgere dalla voglia di creare e trasformarli ogni volta in un capo di abbigliamento o in un accessorio tutto nuovo, attraverso la tecnica del furoshiki...

“Il Capriccio e la Ragione – Eleganze del Settecento europeo”

Presso il Museo del Tessuto di Prato, aprirà il prossimo 14 maggio e sarà fruibile sino al 29 aprile 2018, la mostra "Il Capriccio e la Ragione - Eleganze del Settecento europeo". Questo evento è frutto della collaborazione tra il Museo della moda e del costume delle Gallerie degli Uffizi, il Museo Stibbert di Firenze e … Leggi tutto “Il Capriccio e la Ragione – Eleganze del Settecento europeo”

1941-1950 Dopo la parentesi bellica

L'Alta Moda francese conobbe durante la seconda guerra mondiale un periodo di incertezze a causa delle difficoltà nel reperimento dei materiali e per il fatto che i clienti diradarono ovviamente gli acquisti.

Per di più le forze di occupazione straniere tentarono di appropriarsi degli archivi della Chambre Syndicale de la Haute Couture Parisienne per trasferirli a Berlino.

L’abbigliamento seguiva norme rigide: un cappotto o un abito aveva un numero massimo di stoffa destinato per la realizzazione, di conseguenza gli abiti divennero più corti e meno ricchi ed i cappelli venivano realizzati con scampoli di stoffa.

Dopo la guerra, Parigi tornò a essere la capitale mondiale della moda, più precisamente l'anno che segnò la svolta fu il 1945 durante il quale si organizzò il Théâtre de la Mode, una sfilata itinerante costituita da 150 bambole di filo di ferro vestite con abiti realizzati dalle più famose case di moda francesi.

Poco dopo, nel 1947, Christian Dior lanciò la sua prima collezione, denominata "New Look", nella quale erano scomparse tutte le economie belliche. Dior presentò una collezione di abiti realizzati con tessuti pregiati, molto elegante e sfarzosa.

Dior fu un bravissimo stratega, fu perspicace nel capire le tendenze della moda e comprese il valore della stampa come veicolo pubblicitario.

Ma, mentre la haute couture francese appariva inadeguata alle esigenze del mercato americano, la moda italiana dimostrò di averne le caratteristiche: una lunga tradizione artigianale, garanzia della qualità dei materiali e della confezione, forza lavoro abbondante e a basso costo.

Fu così che l’Italia beneficiò del declino della moda francese e si fece largo anche oltreoceano.

Gli abiti confezionati dalle più importanti sartorie della capitale salite alla ribalta internazionale nel 1947 con la creazione dell’abito nuziale di Lynda Christian sposatasi con Tyron Power, indossati dalle attrici dentro e fuori la scena, fecero del cinema uno dei più efficaci strumenti di promozione della moda italiana.