L’Opera d’Arte “racconta”…

Un’Opera d’Arte (a qualunque “specie” essa appartenga: letteratura, musica, pittura, scultura, ecc. ecc.), non rappresenta che la “fine”, l’ultimo segmento di un percorso, assolutamente intimo, vissuto dall’uomo, prima ancora che dall’Artista.

Percorso che, nel suo incipit, nelle sue evoluzioni e “distanze” coperte, resta profondamente “privato”. L’Opera d’Arte, quindi, concretizza l’“obiettivo” stesso di questo percorso, il vero punto di arrivo emozionale; l’unico, in realtà, che un Artista scelga, poi, di condividere con il (suo) pubblico, poco importa “quanto” cospicuo…

Una volta “venuta alla luce”, infatti, l’Opera d’Arte inizia una vita propria, indipendente, imprevedibile. Con ogni probabilità,“eterna”, in grado, cioè, di sfidare i “limiti” invalicabili e “voraci” del Tempo, confidando semplicemente sulla “rappresentazione” di sé; giorno dopo giorno, anno dopo anno, secolo dopo secolo…

Una “vita” intensa, vissuta sotto gli sguardi delle masse, nel corso della quale, però, il “cordone ombelicale”, che la lega all’Artista, non si interromperà mai…

Si usa uno specchio di vetro, per guardare il viso e si usano le Opere d’Arte, per guardare la propria anima.” – George Bernard Shaw

Tra le “braccia” del pubblico, l’Opera d’Arte potrà venir rifiutata, o persino “incompresa” (come, spesso, si dice…); ma, più facilmente, essa verrà accolta, vezzeggiata, “interrogata”, ed infine amata… nel consueto (e naturale), “gioco” più caro al pubblico: ricostruire, conoscere e ripercorrere quell’intimo percorso compiuto, come dicevamo, dall’uomo/Artista, nel corso del suo “travaglio” creativo.

In ogni Opera d’Arte, c’è l’impronta più segreta di un uomo non comune…

by Roberto Pellegrini

Annunci

“Seeing through the material” – Ecco a voi Benjamin Shine

Essere creativi significa essere innamorati della vita. Puoi essere creativo solo se ami abbastanza la vita e vuoi migliorare la sua bellezza, vuoi portargli un po’ più di musica, un po’ più di poesia, un po’ più di ballo “. – Osho

Il giovane designer Benjamin Shine deve essere molto innamorato della vita, ciò lo si evince guardando quello che riesce a creare, dimenticandosi di tele e pennelli, con l’uso di tulle e ferro da stiro, dipinge e realizza quadri ed installazioni che lasciano incantati.

Proprio in questi giorni presso il Bergdorf Goodman di New York è possibile vedere l’installazione da lui realizzata dal titolo “Seeing throught the material”. La mostra consiste in 5 opere realizzate in tulle etereo che ritraggono ritratti bellissimi di donne. Le opere sondano il rapporto tra superficiale e spirituale attraversando i temi dell’invisibilità, della solidità, del flusso.

L’Artista/designer ha dichiarato: “Sono entusiasta di esporre questa serie al Bergdorf Goodman di New York, una raccolta dei miei flussi di tulle fatti a mano che rappresentano un mondo al di là della natura fisica, delle energie, dei pensieri e delle emozioni. Sono sempre più interessato a come coltiviamo e manteniamo un senso del vero in un’epoca di materialismo e distrazione di massa, e attraverso questa mostra, spero di ispirare un momento di riflessione”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Se dovessimo definire “Arte tessile” potremmo dire: arte e mestiere che utilizza fibre vegetali, animali o sintetiche per costruire oggetti pratici o decorativi. Direi che questo Designer sta facendo molto di più, sottolineando la parola Arte.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Se si guarda da lontano queste opere sembrano dipinti, ma se ci si avvicina, la realtà è stupefacente e ci svela che: utilizzando metri e metri di tulle in vari colori, Benjamin Shine ha allestito cinque vetrine nelle quali alle opere sono stati abbinati un manichino ed un abito, il tutto sarà visionabile fino al 3 agosto p.v.